Visualizzazione post con etichetta 1943. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 1943. Mostra tutti i post
venerdì 7 agosto 2015
The Grain That Built a Hemisphere
Anno 1943
fonte: Disney Wikia
The Grain That Built a Hemisphere is a 1943 short animated propaganda film about corn produced by Walt Disney for the U.S. Coordinator of Inter-American Affairs. It was nominated for an Academy Award for Best Documentary in 1943.
Wikipedia
Pubblicato in:
DVD mancante - Walt Disney Treasures - Disney on the Front Lines
Defense Against Invasion
Anno 1943
fonte: Disney Wikia
A doctor persuades a group of boys to be vaccinated by explaining how it will protect them against disease. Animated sequences depict the body metaphorically as a city, defended by the blood cells, which are stimulated by vaccination to amass arms and ammunition, in order to defend the city when it is invaded by germs.
The Encyclopedia of Disney Animated Shorts
Pubblicato in:
DVD mancante - Walt Disney Treasures - Disney on the Front Lines
The Winged Scourge
Anno 1943
fonte: Disney Wikia
The Winged Scourge is the first of a series of health-related educational shorts produced by the Disney studios and the Coordinator of Inter-American Affairs for showing in Latin America. It was also the only one to use established Disney characters (the Seven Dwarves). In this propaganda short, the viewers are taught about how the mosquito can spread malaria. A young mosquito flies into a house and consumes the blood of an infected human. She then consumes the blood of a healthy human, transmitting the disease into him. It turns out that this is actually a film within a film and the Seven Dwarfs are watching it. The Dwarfs volunteer to get rid of the mosquito by destroying her breeding grounds.
Pubblicato in:
DVD mancante - Walt Disney Treasures - Disney on the Front Lines
The Spirit of '43
Anno 1943
fonte: Wikipedia
In the film, Donald Duck is portrayed as an everyman who has just received his weekly pay. He is met by two physical manifestations of his personality — the classic "good angel on one shoulder, bad devil on the other shoulder" dilemma common to cartoons of the time — identified as the "thrifty saver" and the "spendthrift."
The "good duck" appears as a slightly elderly duck with a Scottish accent who wears a kilt and Scottish cap and urges Donald to be thrifty with his money so he can be sure to pay his taxes for the war effort. The "bad duck" appears as a zoot suit-wearing hipster who urges Donald to spend his duly earned money on idle pleasures such as "good dates". The good angel reminds of other "dates" - the dates when his taxes are due. (In the 1940s, income taxes were paid directly by workers every three months and not directly removed from employee paychecks as is done today.) The narrator explains that Americans should "gladly and proudly" pay their income taxes which are higher that year "thanks to Hitler and Hirohito."
A tug-of-war ensues between "spend" and "save" with Donald caught in the middle. Eventually the two sides give way and crash on opposite ends of Donald to reveal the "true" selves: the doors of the bad duck's club are revealed to be swastikas and the bad duck himself turns out to bear a resemblance to Hitler (his bow tie is now a swastika and he has grown Hitler's characteristic mustache), while the wall the good duck has crashed up against resembles the flag of the United States. The narrator then asks the audience if they are going to "spend for the Axis" or "save for taxes". Having made the seemingly obvious choice, Donald is assumed to shake hands with the bad duck, but it is revealed that he heads over to the bad duck to punch him out at the last second. He then goes to proudly pay his taxes with the good duck.
The second part of the film is a montage entirely recycled from The New Spirit, showing how the taxes are being used to make planes, bombs, ships, and other war materials. It then shows them being used against Axis forces, along with the repeated slogan "Taxes...to (bury, sink, etc.) the Axis", accompanied by the opening bars of Beethoven's Fifth Symphony (the "V for Victory" theme).
Paperone prima di Paperone
The Encyclopedia of Disney Animated Shorts
Pubblicato in:
DVD mancante - Walt Disney Treasures - Disney on the Front Lines
Victory Through Air Power
Anno 1943
Documentario a scrittura mista
fonte: la tana del sollazzo
Pare strano che nella categoria dei film Disney a scrittura mista che ha sempre visto come regola generale d'inclusione una percentuale di animazione inferiore a quella live action, sia presente questo stranissimo lungometraggio di propaganda bellica che dell'animazione fa un larghissimo utilizzo. Certo, i contenuti e la forma ne fanno idealmente più un documentario divulgativo, di certo non un film d'intrattenimento che si possa tramandare di generazione in generazione, e infatti la maggior parte dell'animazione presente è composta di schemi e frecce. E' proprio per poterlo editare che Leonard Maltin ha creato l'occasione giusta, inserendo nella line up dei Treasures il preziosissimo On The Front Lines, in cui oltre ai corti d'intrattenimento a tema bellico ha avuto la premura di infilare quelli sponsorizzati e una selezione di materiale destinato ad istruire i soldati sul funzionamento delle loro armi. Come il Treasure Behind the Scenes of the Walt Disney Studios era il pretesto per editare Il Drago Riluttante, Questo prezioso cofanetto offre quindi per la prima volta dalla sua apparizione l'inedito Victory Through Air Power, lungometraggio di poco più di un'ora che rappresenta un unicum nella produzione animata Disney.
Nel 1943 l'esercito americano aveva praticamente preso in ostaggio lo studio di Walt convertendo la maggior parte della produzione animata in materiale che servisse per la causa bellica. Questo lungometraggio deriva però dall'entusiasmo personale di Walt verso il trattato omonimo scritto dall'ufficiale russo Alexander de Seversky, naturalizzato statunitense, che predicava la vittoria contro l'asse se si fosse puntato quasi completamente sull'aviazione: comprati i diritti, Walt invita lo stesso Seversky a "recitare" nel lungometraggio, illustrando le sue idee e i suoi schemi tattici. Il film si può suddividere idealmente in tre tronconi, della durata di una ventina di minuti ciascuno: la prima parte è quella che al giorno d'oggi è rimasta maggiormente fruibile. Si tratta di una storia dell'aviazione raccontata con stile cartoonoso, che va dal volo dei fratelli Wright ai primi impieghi bellici dell'aviazione. Abbastanza estrapolabile e molto gradevole, specialmente i primi contrasti aerei tra nazioni durante la prima guerra mondiale, nella buffa scena del mattone.
Si passa poi ad una seconda parte più seria in cui si inizia a introdurre la parte live action. Si racconta la biografia di Seversky tramite un album animato di...foto live action, per spostarsi poi sul setting vero e proprio del film che è l'ufficio di Seversky, che con un certo anticipo sulle apparizioni televisive di Walt si muove per lo studio con alle spalle modellini e librerie. Seversky introduce la seconda parte animata, una sintesi dei primi anni della seconda guerra mondiale, narrata con uno stile realistico. Non appaiono personaggi ma veicoli e ci sono parecchie scene spettacolari, come la soggettiva delle bombe che vengono sganciate o la scena dell'attacco a Pearl Harbor. Sicuramente però il livello di dettaglio con cui vengono raccontati gli avvenimenti (una prospettiva tipica di chi in quegli eventi ci è immerso) rende questo secondo troncone assai meno fruibile del primo. Ma niente in confronto alla terza parte, una mezz'oretta piuttosto pesante in cui Seversky tramite cartine e schemi parzialmente animati illustra alcune proposte per attaccare il Giappone, facendo uso di aerei capaci di percorrere lunghe distanze. Quello che è il punto d'arrivo del film, e il motivo per cui era stato prodotto all'epoca diventa oggi la sua parte più debole e meno fruibile, anche per un pubblico assai aperto. Il finale del film è però da applausi a scena aperta: dopo aver illustrato i modi per conseguire la vittoria Seversky si fa da parte per mostrare una scena finale metaforica in cui l'America riesce ad aver ragione del Giappone, rappresentati idealmente da un aquila imponente (forza aerea) e una viscida ed enorme piovra (forze navali). L'animazione, gli effetti, e la musica forniscono alla scena un respiro incredibile, creando un climax potente che fa dimenticare gli ultimi momenti di noia.
Il lungometraggio rappresenta forse uno dei pochissimi casi in cui un prodotto artistico ha influenzato la storia, dal momento che Churchill lo adorò e lo mostro immediatamente a Roosevelt, adottandone i consigli immediatamente. Insomma, quello che per noi è un prodotto quasi completamente infruibile non va certo dimenticato, anche solo per i grandi meriti avuti sul campo.
Pubblicato in:
DVD mancante - Walt Disney Treasures - Disney on the Front Lines
Chicken Little
Anno 1943
fonte: Disney Compendium
Con il terzo e ultimo special cartoon del 1943 il tema bellico sembra esser stato messo da parte. Ma si tratta di semplice apparenza dato che, pur non essendo presenti riferimenti diretti al nazismo, Chicken Little è da considerarsi una delle più argute metafore della manipolazione operata dal regime sulle menti deboli. Il corto, insieme ai bellissimi Reason and Emotion e Education for Death, va dunque a completare la triade di cortometraggi incentrati sulle strategie di Hitler per destabilizzare l'individuo, chiosando il discorso con grandissimo acume. Chicken Little è inoltre l'adattamento di una celebre favola popolare, tramandatasi oralmente nella tradizione anglosassone anche con i titoli Henny Penny e The Sky is Falling. Un pulcino viene colpito in testa da una ghianda e si convince che il cielo stia per cadere, scatenando il panico nel circondario. La storia ha poi finali differenti, più o meno lieti, a seconda della versione tramandata. Lo staff di Walt non si fa scappare l'occasione di utilizzare la vicenda per fare un po' di satira sociale. Il cortometraggio è ambientato in un pollaio recintato, all'interno del quale agiscono dei pennuti antropomorfi, in tutto e per tutto simili agli abitanti di Paperopoli, così come la svilupperà Carl Barks nei comic book degli anni successivi.Sebbene all'interno della loro piccola comunità i protagonisti vivano come esseri umani civilizzati, fuori dall'aia le cose sono ben diverse ed è in agguato la volpe Foxy Loxey che, spinta dai suoi famelici istinti, metterà in atto uno stratagemma per stanare tutti quanti. Pietra angolare del suo piano è lo stolto Chicken Little, che la volpe convincerà del pericolo imminente col proposito di trascinare l'intero pollaio in un'isteria di massa. Per riuscire nel suo intento non basterà abbindolare l'anello debole, ma sarà necessario permettergli di raggiungere una posizione di forza all'interno della comunità, screditando il vero leader del pollaio, il gallo Cockey Lockey. È affascinante il modo in cui la volpe riesce ad attuare il suo imbroglio, diffondendo dicerie e malelingue attraverso i buchi della staccionata, influenzando in modo diverso l'immaginario dei diversi abitanti del villaggio. È l'occasione per far sfilare una dopo l'altra differenti tipologie umane, da sempre specialità dell'animazione disneyana: le galline diventano delle pettegole comari, i paperi degli ubriaconi dediti alla gozzoviglia e i tacchini un circolo di intellettualoidi da quattro soldi.Pochi cortometraggi Disney possono vantare il comparto visivo di Chicken Little, in cui l'arte dei funny animals raggiunge vette fino a quel momento inesplorate. Allo short partecipano alcuni dei nine old men come John Lounsbery, Ollie Johnston, Ward Kimball e Milt Kahl, pronti a infondere nei personaggi tutta la loro arte. Gli abitanti dell'aia hanno infatti un appeal formidabile, e appaiono curatissimi sia dal punto di vista grafico che nella personalità. Un'animazione così sofisticata da risultare non meno studiata di quella dei lungometraggi coevi. Per certi versi, si potrebbe affermare che Foxy Loxey non sia qualitativamente così distante da Comare Volpe, che vedremo animata magnificamente da Milt Kahl tre anni dopo in Song of the South (1946), e lo stesso vale per gli altri abitanti del pollaio, tutti incredibilmente espressivi. Siamo infatti in una fase importantissima per l'arte disneyana, il momento in cui la comprovata perizia tecnica è pienamente supportata da un budget adeguato. L'arrivo nei cinema dei film a episodi ha infatti confuso un bel po' le acque e al momento non esiste alcuna autentica gerarchia qualitativa tra lunghi e corti.L'arma usata dalla volpe per raggiungere i suoi scopi è un manuale di psicologia, capace di offrire le giuste dritte a chi volesse farne un uso “molesto”. Durante la lavorazione quel libro avrebbe in realtà dovuto essere il Mein Kampf, ma si è preferito eliminare tale riferimento, rendendo il cortometraggio più universale. Chicken Little, a differenza di Education for Death e Reason and Emotion, viene normalmente fatto circolare dalla Disney Company sia nelle compilation che nei palinsesti televisivi, riuscendo a celare senza alcun problema i suoi sottotesti. I passi che Foxy Loxey legge dal suo manuale però provengono effettivamente dal libro di Hitler, per cui il senso del cortometraggio rimane invariato. A lasciar piuttosto sbigottiti è invece il finale, in cui la volpe riesce effettivamente nel suo intento e la vediamo con soddisfazione usare gli ossicini delle sue vittime per costruire delle piccole lapidi. Si tratta sicuramente di una scena forte, dura e spietata, eppure non manca la classica ironia dissacrante tipica di Disney, capace di sdrammatizzare la situazione: il narratore infatti protesta dicendo che non è quello il finale previsto, solo per sentirsi rispondere dalla volpe “non dar retta a tutto quello che leggi, fratello!”.A dispetto dell'esito tragico della vicenda, il pulcino con lo yo-yo avrebbe fatto capolino in quegli anni anche nelle pagine a fumetti, interagendo in comic book come Walt Disney's Comics and Stories addirittura con Ezechiele Lupo e i Tre Porcellini. Il personaggio è inoltre presente anche all'interno della Toontown vista in Chi Ha Incastrato Roger Rabbit? (1988), venendo dunque equiparato ad alcune delle più felici creazioni disneyane. La storia del pulcino allarmista avrebbe però fornito l'ispirazione molti anni dopo anche per un lungometraggio, il 46° del canone dei WDAS. Intitolato ancora una volta Chicken Little (2005), il film decide di esplorare tutt'altro orizzonte narrativo, ipotizzando che in realtà il malcapitato protagonista non si fosse allontanato così tanto dal vero, in quel suo fatale attacco di panico. Pur costituendo un interessante twist per la classica vicenda, il film farà parlare di sé per un altro motivo: si tratterà infatti del primo lungometraggio animato prodotto dagli studios completamente in CGI, segnando di fatto l'inizio dell'era digitale. Il cielo, per l'animazione tradizionale, era effettivamente caduto.
Pubblicato in:
DVD mancante - Walt Disney Treasures - Disney on the Front Lines
DVD mancante - Walt Disney Treasures - Disney Rarities
Reason and Emotion
Anno 1943
fonte: Disney Compendium
Come dimostra l'uscita del bellissimo Education for Death, l'impegno dello studio per la causa bellica fornisce il pretesto per riesumare i cosiddetti special cartoons, cortometraggi fuoriserie scollegati dal mondo degli standard characters. Il secondo speciale uscito nel 1943 è l'ottimo Reason and Emotion, in cui la componente propagandistica non è che uno dei tanti ingredienti di un menu piuttosto ricco. Il corto è infatti un'interessantissima divagazione sul funzionamento della mente umana, ricca di trovate fantasiose e a dir poco geniali. È paradossale che sia stata proprio la guerra a fornire il pretesto allo studio per uscire dal seminato, mettendo da parte lo slapstick per abbracciare un umorismo più sofisticato e “psicologico”. Reason and Emotion si dimostra brillante sin dalla premessa iniziale, in cui due fondamentali aspetti della psiche umana vengono personificati in perfetto stile disneyano: la Ragione assume l'aspetto di un tipico secchione, mentre l'Emozione quella di un incosciente cavernicolo guidato dai suoi istinti più bassi.Il corto prende in esame la crescita dell'individuo sin dai primi anni di vita, in cui Emozione chiaramente predomina, fino all'età adulta, in cui si suppone che sia Ragione a prevalere. Le trovate visive con cui il cortometraggio propone le sue metafore sono davvero azzeccate: l'essere umano viene visto come un “veicolo”, in cui a Ragione spetta il posto di guida, mentre a Emozione il sedile posteriore. O almeno così dovrebbe essere, dato che può capitare che Emozione voglia scavalcare il collega, provocando immancabilmente danni. Non sono solo i contenuti brillanti a rendere Reason and Emotion un cortometraggio straordinario, ma anche il comparto visivo, affidato a pezzi da novanta come Ollie Johnston e Ward Kimball. Quest'ultimo poi riesce a conferire una personalità incredibile ai personaggi da lui animati, e in special modo ad Emozione. Lo scalmanato cavernicolo è infatti una sua caricatura (il suo terzo cameo animato dopo Ferdinand the Bull e The Nifty Nineties), e nella mimica anticipa moltissimo le movenze che Kimball regalerà anche al Pecos Bill bambino di Melody Time (1948).Un discorso a parte merita il corrispettivo femminile di Emozione, una vera novità nel pantheon disneyano: la capricciosa e spavalda custode dei bollenti spiriti muliebri ha l'aspetto di una rossa grassottella ma incredibilmente sexy, rompendo di fatto i tradizionali canoni estetici vigenti all'epoca. Questo particolare tratto stilistico, con le sue figure tozze ma accattivanti, avrà modo di affermarsi in seguito, arrivando a caratterizzare lo stile di artisti futuri come Chris Sanders. Reason and Emotion non è solo un manuale di etologia, ma nella seconda parte svela i suoi intenti patriottici. Il collegamento è particolarmente intelligente e permette di portare in scena nuovamente una versione animata di Hitler, fatto già accaduto con ottimi risultati anche in Education for Death. La caricatura del Führer ci viene mostrata nell'atto di influenzare la folla con le sue arringhe, in grado di provocare reazioni emotive pericolosissime in coloro che ne vengono irretiti.Paura, rabbia, orgoglio, compassione sono tutte armi che Hitler utilizza per stimolare il cavernicolo presente in ognuno di noi, aizzandolo contro quello che dovrebbe invece essere il vero timoniere delle nostre azioni, la Ragione. L'unico modo di vincere la guerra è di domare Emozione, rendendolo non un nemico bensì un alleato del nostro lato razionale. Reason and Emotion va a formare quindi un'interessante tripletta, insieme al precedente Education for Death e al successivo Chicken Little, sottesa a mettere in guardia il pubblico dalle tattiche di manipolazione usate dal nemico. L'idea di esplorare la mente umana, dando corpo e personalità ai suoi “abitanti” si rivelerà davvero buona, rimanendo ben impressa nella mente degli artisti futuri. Non è un caso che nel 2015 i Pixar Animation Studios abbiano portato nelle sale Inside Out, loro quindicesimo lungometraggio animato, in cui lo spunto di Reason and Emotion viene ripreso, ampliato e approfondito, facendo conoscere ancora una volta al pubblico la natura degli omini che albergano nel nostro cervello.
MyNewAnimatedLife
Pubblicato in:
DVD mancante - Walt Disney Treasures - Disney on the Front Lines
Education for Death
Anno 1943
fonte: Disney Compendium
Il 1943 è sicuramente l'anno di massima concentrazione per quanto riguarda le produzioni a sfondo bellico. È in quel periodo che viene prodotta la maggior parte dei filmati sponsorizzati o commissionati dallo stato allo scopo di sensibilizzare la popolazione alla causa comune. La guerra è però protagonista assoluta anche della classica animazione d'intrattenimento: in quegli anni Paperino infatti si arruola agli ordini del sergente Pietro, Pluto si improvvisa mascotte dell'esercito, mentre a Pippo tocca invece spiegare al pubblico le difficoltà incontrate dai civili nel cosiddetto “fronte interno”. E non va dimenticato il lungometraggio Victory Through Air Power, fortemente voluto dallo stesso Walt, per spiegare al pubblico e alle autorità politiche dell'epoca i vantaggi dell'aeronautica. Raccontare la guerra tramite i suoi artisti diventa quindi prioritario per Walt, e non è strano che questa esigenza finisca per oltrepassare gli stessi standard characters, spingendo a recuperare una categoria di short che da tempo non veniva utilizzata: gli special cartoons. Questa dicitura era stata coniata dallo stesso Walt per identificare i cortometraggi scollegati dalle altre serie, dato che con la chiusura delle Silly Symphony c'era bisogno di una una nuova etichetta che potesse raccogliere i progetti più liberi.Il memorabile Ferdinand the Bull (1938) era stato l'unico cortometraggio a ricadere fino a quel momento nella giurisdizione degli special cartoons, lasciando questa “serie ombrello” a languire per cinque anni. Con Education for Death arriva dunque nei cinema un nuovo corto fuoriserie, probabilmente uno dei più atipici mai realizzati agli studios. Si tratta di uno short di una decina di minuti, liberamente ispirato all'omonimo libro scritto da Gregor Ziemer, autore americano, vissuto in Germania negli anni immediatamente precedenti allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Il libro di Ziemer aveva ispirato quello stesso anno anche la produzione del lungometraggio in live action Hitler's Children, prodotto dalla RKO, per fini propagandistici. La storia di Education for Death accompagna la crescita di Hans, un bambino nato e cresciuto nella Germania nazista, e descrive la sua lenta e inesorabile trasformazione in una macchina da guerra. L'aberrante ideologia hitleriana e il progressivo uniformarsi di una mente innocente ad un codice prestabilito sono l'oggetto del cortometraggio, che per la prima volta nella storia dell'animazione disneyana sceglie volutamente di adottare uno stile drammatico.Si può sicuramente affermare che Education for Death rappresenti un caso speciale nella filmografia dei corti disneyani, un rarissimo esempio di short non incentrato sull'umorismo. Il taglio più serioso si avverte sin dall'apertura, in cui vediamo i genitori di Hans recarsi all'anagrafe per farsi dare i permessi necessari a crescere il pargolo. La coppia deve dimostrare la propria appartenenza alla stirpe ariana, deve scegliere per il piccolo un nome approvato dal regime e viene incoraggiata persino a dare alla luce altri undici bambini, per rimpolpare le fila dell'esercito tedesco. Lo stile con cui vengono ritratti i personaggi è decisamente più realistico rispetto allo standard, e il grande uso di ombre non fa che accentuare il sapore solenne e drammatico del tutto. Questo non significa però che il classico humor disneyano venga messo totalmente da parte. La voce narrante si lascia andare più volte a frecciatine che ridimensionano le idee del Führer, ma a distinguersi più di ogni altra cosa è l'esilarante sequenza in cui viene ridicolizzato il revisionismo storico nazista, mostrando una versione distorta della fiaba della Bella Addormentata.In questa sorta di “corto nel corto” si ritorna momentaneamente ad uno stile molto caricaturale, per illustrare ciò che veniva inculcato nella testa dei ragazzini come Hans in quegli anni. La rinarrazione, dal sapore tipicamente wagneriano, vede la Democrazia assumere il ruolo della strega cattiva, la Germania quello della principessa dormiente e lo stesso Hitler quello del principe che la risveglia. Le animazioni, opera prevalentemente di Ward Kimball, ci consegnano una versione animata a dir poco virtuosa del Führer, sottolineandone l'atteggiamento nevrotico e ossessivo. A completare il quadretto è la rappresentazione della Germania come una grassa valchiria ubriaca di birra e incapace di qualsiasi cosa che non sia esclamare Heil Hitler con la sua voce da cantante lirica. Conclusa questa frivola ma irresistibile parentesi, il registro si alza nuovamente per descrivere altri momenti chiave dell'indottrinamento di Hans. In una sequenza lo vediamo rischiare di essere deportato a causa di una malattia, ma soprattutto assistiamo al dissacrante siparietto scolastico, in cui comico e tragico si mescolano insieme con fare sinistro.
Sotto lo sguardo severo dei quadri di Hitler, Goering e Gobbels, la classe di Hans viene plagiata da un istruttore che insegna ai ragazzi la “legge del più forte”, disegnando alla lavagna un coniglietto che viene divorato da una volpe. Hans viene rimproverato, umiliato e messo in castigo per aver dimostrato di provare pena per le sorti del coniglietto, e per sottrarsi al pubblico ludibrio si autoconvince di avere torto, poichè è giusto che siano i deboli a soccombere. È quello il giro di boa, il punto di non ritorno che conduce il corto alla sua luttuosa conclusione: nella sequenza finale vediamo Hans ormai adulto marciare con altri soldati su uno sfondo rosso fuoco mentre vengono date alle fiamme le opere di Voltaire, Einstein e persino lo spartito con la marcia nuziale di Mendelssohn. Ed è con graffiante e amara ironia che gli artisti scelgono di trasfigurare il plotone di giovani soldati in automi privi di coscienza, e infine in lapidi. Mai l'animazione disneyana si era spinta tanto oltre. Nei due successivi special cartoon infatti l'argomento verrà affrontato ancora una volta, non senza un certo pessimismo, ma senza mai più toccare le vette drammatiche di Education for Death.
Pubblicato in:
DVD mancante - Walt Disney Treasures - Disney on the Front Lines
Der Fuehrer's Face
Anno 1943
fonte: Disney Compendium
È nel 1943 che l'impegno di Disney in campo bellico raggiunge il suo apice. Nelle sale arriva Saludos Amigos, primo film prodotto con l'intenzione di unire le due Americhe contro l'Asse, e persino Victory Through Air Power, lungometraggio a scrittura mista incentrato sulla storia dell'aviazione, in cui vengono addirittura dati suggerimenti tattici per vincere la guerra. Escludendo i numerosi filmati commissionati e sponsorizzati dal governo, se si guarda all'animazione d'intrattenimento, dei tredici cortometraggi prodotti in quest'annata dallo studio, soltanto quattro sono del tutto privi di riferimenti alla situazione globale. In tutti gli altri troviamo i beniamini del pubblico intenti a dare il proprio contributo alla causa comune, che si tratti di sfoggiare il proprio senso civico, risparmiando risorse come Pippo in Victory Vehicles, oppure di arruolarsi nell'esercito come fanno Paperino e persino Pluto. La stessa cosa avviene per Topolino, ma nelle strisce sui quotidiani, firmate da Floyd Gottfredson con il suo nuovo collaboratore Bill Walsh. Non bisogna dimenticare poi che Hitler stesso viene trasformato in personaggio disneyano, apparendo direttamente in cortometraggi come Education For Death e Reason and Emotion, in cui la sua figura viene irrisa.Il più famoso di tutti questi short è però senza dubbio Der Fuehrer's Face, con protagonista Paperino. Pur non appartenendo alla continuity militare varata per lui l'anno precedente, è sicuramente l'emblema del suo impegno patriottico. Der Fuehrer's Face mette infatti in burletta la Germania nazista, mostrandoci Paperino costretto a viverci e a lavorare in una fabbrica di bombe. Si tratta ovviamente soltanto di un incubo, e al risveglio Donald tirerà un sospiro di sollievo, ritrovandosi nella sua cara vecchia America e abbracciando una riproduzione della statua della libertà. L'espediente del sogno si dimostra dunque il pretesto ideale per presentare uno status quo tanto diverso da quello a cui il pubblico è abituato. La Germania distopica dell'incubo di Paperino viene trasfigurata volutamente anche sotto il profilo visivo. Ogni elemento dello scenario, dalle nuvole alle siepi, passando per le architetture, è a forma di svastica, e se si guarda la facciata della casa di Paperino non si potrà fare a meno di scorgere il volto stilizzato di Hitler. Il corto descrive una giornata - tipo di un abitante di Nutzi Land, nome scherzoso con cui viene chiamata la Germania, dal risveglio all'arrivo sul posto di lavoro. Il meccanismo comico è interamente basato sul contrasto tra le altisonanti parole della canzoncina che dà il titolo al corto e il fastidio realmente provato da Paperino, cui tocca assecondare in tutto e per tutto i capricci del regime. Lo vediamo infatti costretto a leggersi il Mein Kampf di prima mattina, consumare una misera colazione a base di pane raffermo, nascondere con senso di colpa un chicco di caffé, e arrivare a lavoro con una baionetta puntata sulla schiena, mentre il testo della canzone proclama paradossalmente che gli ariani “non saranno mai schiavi”. Ma la cosa più divertente sono senza dubbio gli “Heil, Hitler!” che Paperino viene chiamato a pronunciare di continuo, anche nei momenti meno opportuni. Al mattino lo vediamo persino costretto a salutare Mussolini e Hirohito, che insieme al Führer occhieggiano dalla pinacoteca sulla parete di casa sua. Sul posto di lavoro le cose non migliorano dato che, a ritmi irregolari, sul nastro trasportatore passeranno tantissimi quadretti di Adolf, spingendo Paperino a salutarlo incessantemente, come se si trattasse di un giochetto ritmico. Tra una “vacanza” concessa dal regime, che consiste nel fare ginnastica davanti ad un manifesto naturalistico, e gli invadentissimi “Heil”, ben presto Paperino va incontro ad un esaurimento nervoso, che si traduce in una sequenza onirica e surreale, molto simile a quella degli elefanti rosa di Dumbo (1941).
Pubblicato in:
DVD mancante - Walt Disney Treasures - Disney on the Front Lines
domenica 2 agosto 2015
Figaro and Cleo
Anno 1943
fonte: Disney Compendium
Figaro rappresenta uno dei rarissimi casi di personaggio nato nel contesto dei classic characters, riciclato successivamente come standard character. Alla prima categoria appartengono i personaggi dei lungometraggi animati disneyani, per i quali inizialmente non viene previsto un riutilizzo, mentre alla seconda il tradizionale cast composto da Topolino e i suoi amici. All'epoca Walt riceveva spesso pressioni da parte del pubblico, che desiderava veder tornare in scena i propri beniamini: dapprima questo accadeva con i personaggi delle Silly Symphony, poi in un secondo momento con quelli dei lungometraggi. Sebbene lui fosse sempre stato restio a questo genere di operazioni, venne fatta un'eccezione per il gattino nero visto in Pinocchio (1940), il quale viene negli anni successivi trapiantato nella nostra epoca e trasformato nel nuovo animale domestico di Minni. Parte di questo materiale verrà ascritto alla serie di Pluto, che troverà in Figaro un nuovo rivale e compagno di giochi, ma un trittico di cortometraggi vedrà invece il gattino nero come protagonista assoluto.
Figaro and Cleo apre questa miniserie dedicata all'ex gatto di Geppetto, presentando però una situazione transitoria: la bestiola appare ancora al fianco della pesciolina Cleo, sua controparte in Pinocchio. Inoltre i due non appartengono ancora a Minni, bensì alla governante nera Mammy. Il personaggio di Mammy si era già visto nelle due Silly Symphony dedicate ai tre gattini orfani, e aveva fatto capolino anche in Pantry Pirate (1940), al fianco di Pluto. In Figaro and Cleo fa la sua ultimissima apparizione disneyana, per poi venir trapiantata con il nome di “Mammy Two-Shoes” fuori dall'orbita di Walt, nei corti di Tom & Jerry prodotti da Hanna e Barbera all'MGM. In questo suo ultimo ruolo Disney il personaggio viene notevolmente approfondito, pur rimanendo nei limiti dello stereotipo che incarna: quello di una rotonda casalinga di mezza età brontolona, moralista, fortemente religiosa ma affettuosa e comprensiva. Ancora una volta viene inquadrata dal busto in giù, senza che ci venga mai mostrato il volto, e sono le sue parole ad accompagnare l'azione, cullando lo spettatore con la sua voce, mentre intona cantilene e sgrida Figaro.
Sono questi piccoli particolari, uniti all'atmosfera casalinga e ad una calda colorazione con venature di marroncino, a rendere interessante il corto, che di per sé non presenta certo una trama memorabile. Figaro infatti deve resistere alla tentazione di mangiarsi Cleo, attenendosi invece alle regole imposte dalla padrona, che intende far regnare la concordia fra gli abitanti della casa. Tra una marachella e un pentimento, il bizzarro cortometraggio scivola via con leggerezza, lasciando nella memoria solo l'orecchiabile canzoncina che apre e chiude lo short, facendolo assomigliare ad una Silly Symphony prodotta fuori tempo massimo. Da questo momento in poi la carriera di Cleo si concluderà bruscamente, mentre Figaro procederà allegramente verso la sua seconda vita al fianco di Minni. Insieme al cucciolone lo rivedremo in First Aiders (1944), Cat Nap Pluto (1948) e Pluto's Sweater (1949). La sua personale miniserie invece conterà altri due cortometraggi, Bath Day (1946) e Figaro & Frankie (1947). Entrambi erediteranno proprio dalla colonna sonora di Figaro and Cleo il loro allegro jingle d'apertura.
Pubblicato in:
DVD mancante - Walt Disney Treasures - The Complete Pluto (vol. 2)
sabato 18 luglio 2015
La Recluta Pluto (Private Pluto)
Anno 1943
fonte: Disney Compendium
Il 1943 è sicuramente l'annata chiave per l'animazione disneyana a tema bellico. Sebbene a venir prodotti siano soprattutto cortometraggi di Paperino o special fuori serie, la serie di Pluto non viene dimenticata. Esce però un unico cortometraggio con il cucciolone, Private Pluto, in cui viene calato nell'improbabile ruolo di soldato. È necessario sottolineare che per il cane di Topolino gli autori non seguono una continuity ferrea, come quella che invece tocca a Paperino, arruolatosi nell'esercito agli ordini del sergente Pietro. L'anno precedente, nel simpatico The Army Mascot (1942) avevamo infatti visto Pluto riciclarsi come mascotte della divisione Yoo-Hoo, un ruolo sicuramente più consono ad un animale. Qui invece lo vediamo marciare e seguire gli ordini di un ufficiale di cui vediamo solo la silhouette. La verosimiglianza viene dunque messa da parte, confezionando un corto più semplice e dai contenuti più risibili. Il cane viene incaricato di indagare su un misterioso sabotatore infiltratosi nell'esercito, premessa che potrebbe portare a credere che lo short batta strade più audaci e strutturate del solito. L'aspettativa viene disillusa immediatamente, quando si scoprirà la vera identità del sabotatore: una coppia di chipmunk (o tamie) nascosti all'interno di un cannone e intenzionati ad utilizzarlo... come schiaccianoci.
La scaramuccia che ne consegue non è certo indimenticabile, e a dire il vero è interamente basata su quest'unica gag stiracchiata. A rendere importantissimo Private Pluto è però l'identità di questi due chipmunk, che altro non sono che i celeberrimi Cip e Ciop (Chip'n'Dale). Esordiscono così due figure che avranno un ruolo molto importante in futuro: i chipmunk dimostreranno infatti che è possibile – e doveroso – dare una caratterizzazione ben precisa alle numerose controparti animali da contrapporre a Paperino e Pluto, in modo da renderne maggiormente accattivanti le vicende. In questa prima apparizione la coppia è molto diversa da come sarà in seguito: i chipmunk sono infatti identici in tutto e per tutto, sia nella grafica, che ricorda alcune comparse di Bambi (1942), che nella personalità. Le loro vocette velocizzate risultano quasi incomprensibili, e i due personaggi non hanno ancora nome. Li rivedremo solo tre anni dopo in Squatter's Rights (1946), insieme a Topolino e Pluto, e finalmente al fianco di Paperino in Chip 'n' Dale (1947), punto d'arrivo di questo loro periodo di rodaggio. Da quel momento in poi la loro carriera decollerà al punto tale che Cip e Ciop negli anni successivi si ritroveranno ad agire in solitaria sul grande schermo, nei fumetti e persino in televisione.
Pubblicato in:
DVD - Walt Disney Treasures - Pluto la Collezione Completa (vol. 1)
DVD mancante - Walt Disney Treasures - Disney on the Front Lines
Pluto e l'Armadillo (Pluto and the Armadillo)
Anno 1943
fonte: Disney Compendium
Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, il governo USA propone agli studi Disney di intraprendere un viaggio nell'America del Sud. Il successo universalmente riscosso dalle opere di Walt è tale che si pensa che l'animazione disneyana possa funzionare bene come collante tra culture differenti, e impedire così che i paesi latinoamericani entrino nell'orbita dell'Asse. Per sfuggire al terribile sciopero che in quello stesso periodo stava sconvolgendo gli studios, Walt accetta e con un manipolo di artisti scelti si reca per qualche tempo nei paesi dell'America Latina, raccogliendo materiale e ispirazione per i suoi futuri lavori. Il risultato di questa trasferta sono Saludos Amigos (1943) e I Tre Caballeros (1944), rispettivamente sesto e settimo film del canone disneyano: all'interno di queste due pellicole antologiche rifluisce quasi tutto il materiale prodotto su questo tema. Esistono però anche alcuni cortometraggi appartenenti al medesimo contesto produttivo, che però non hanno mai trovato spazio all'interno di questo ciclo di film: Contrary Condor (1944), The Pelican and the Snipe (1944) e ovviamente Pluto and the Armadillo (1943). A rivelare la particolare natura di quest'ultimo short sono alcuni dettagli: l'ambientazione latinoamericana e la cornice introduttiva in cui un narratore presenta al pubblico il bizzarro animaletto del titolo, mantenendo un tono semiserio. Queste stesse caratteristiche sono presenti nei segmenti che compongono Saludos Amigos.
Un'altra cosa che bisogna tener presente è che i protagonisti del corto sono Topolino e Pluto, proprio i due personaggi che erano stati esclusi da quel film, in favore di Paperino e Pippo. Ci sono abbastanza elementi per poter considerare Pluto and the Armadillo, ben più di un'appendice al progetto latinoamericano, ma un vero e proprio “tassello mancante” del brevissimo Saludos Amigos. Dopo l'introduzione del narratore, entrano in scena Topolino e Pluto nel ruolo di turisti yankee. Durante un breve scalo a Belem (Brasile), Pluto si inoltra nella foresta mentre gioca a palla, e si imbatte così nel famigerato armadillo. Si ripropongono a questo punto le dinamiche già viste nella serie del cucciolone, ma con una marcia in più. Il cortometraggio è infatti davvero ben ritmato, e le schermaglie tra i due animali vengono sottolineate da una colonna sonora trascinante e orecchiabile. Il punto più alto però viene raggiunto quando Pluto fa esplodere inavvertitamente la palla e si autoconvince di aver invece ucciso la bestiola, scoppiando in lacrime. La sua reazione è così drammatica e convincente da riuscire a toccare il cuore dello spettatore, che non potrà non sentirsi sollevato quando la verità verrà a galla. (...)
Pubblicato in:
DVD - Walt Disney Treasures - Pluto la Collezione Completa (vol. 1)
lunedì 15 giugno 2015
Il Vecchio Gioco delle Armi (The Old Army Game)
Anno 1943
fonte: la tana del sollazzo
Un bellissimo e divertentissimo cortometraggio, il quinto del ciclo di Paperino soldato (anche se il logo è inspiegabilmente assente), che non solo rimette in scena il sergente Pietro più in forma che mai, ma lo fa creando una trama niente male, in cui lui scopre alcune fin troppo libere uscite di Paperino e nell'inseguirlo provoca quello che lui crederà essere un tragico incidente. Per un equivoco sia Paperino che Pietro crederanno che la metà inferiore del corpo di Paperino sia stata segata via da una rete di sicurezza e si metteranno a piangere per l'orrorifica mutilazione, un situazione che ha del disturbante ma anche dell'esilarante. Con questo felice epilogo si congeda per sempre il personaggio del sergente Pietro, mentre la serie di Paperino soldato proseguirà e culminerà con la sua prima e unica missione in Commando Duck l'anno seguente. Ultimo corto presente col doppiaggio di Franco Latini all'interno dei Treasures.
Pubblicato in:
DVD - Walt Disney Treasures - Semplicemente Paperino (vol. 2)
DVD mancante - Walt Disney Treasures - Disney on the Front Lines
Proteggendo la Città (Home Defense)
Anno 1943
fonte: la tana del sollazzo
E per finire ecco che il 1943 di Paperino si chiude con un altro corto bellico, che però col ciclo di Paperino militare non ha proprio niente a che fare. Anzi, non si capisce neanche bene quale voglia essere il significato di questo scenario, in cui Paperino e i nipotini, utilizzati per la prima volta per la causa bellica, inscenano una sorta di pattuglia nei dintorni della città, probabilmente improvvisatisi soldati (con le divise dell'aeronautica?). Ovviamente il tutto andrà a parare in una schermaglia tra i due, visto che utilizzeranno prima il rumore di un aereo giocattolo e poi il ronzio di un'ape, amplificato con delle apparecchiature, per dare e ricevere falsi allarmi. Un corto piuttosto noiosetto che mischia un po' la tematica dei nipotini monelli con quella dei nipotini sottoposti, con spruzzi di animalettismo senza convincere troppo.
fonte: Trésor Disney
Avec un scénario mettant en scène plusieurs personnages dont Donald et ses trois neveux turbulents, ainsi qu'une abeille (Barrington Bee), Home Defense s'inscrit dans la continuité des courts métrages Disney destinés à mobiliser le public américain pendant la seconde guerre mondiale. Il reste donc bien évidemment un court métrage de propagande. Dans Fall Out, Fall In (Gauche... Droite, 1943), Home Defense (1943) et Commando Duck (1944), Donald apprend les rudiments de la discipline militaire, la réaction à avoir en cas d'alerte, et comment se battre derrière les lignes ennemies, il devient le citoyen américain par excellence. Cependant, dans Home Defense, ce sont les thèmes de l'observation du ciel et de la défense du territoire américain qui sont mis en avant.
Clarence Nash, la voix de Donald, réalise aussi les voix de Riri, Fifi et Loulou, charmants neveux de Donald apparus pour la première fois dans Donald's Nephews (Les Neveux de Donald) quelques années plus tôt en avril 1938. Au début du court métrage, on voit Donald souffler dans le clairon l'air de la musique "Who's Afraid of the Big bad Wolf" (Qui a peur du grand méchant loup ?), emprunt au célèbre court métrage Three Little Pigs (Les Trois Petits Cochons) sorti dix ans plus tôt en 1933. C'est dire la popularité de ce court métrage à travers le temps. Comme il est courant pour la plupart des courts métrages Disney sortis à cette époque, le magazine Good Housekeeping se fait l'écho de la sortie de Home Defense en publiant de magnifiques dessins de Hank Porter dans le numéro d'août 1943 pour faire la publicité du court métrage.
Pubblicato in:
DVD - Walt Disney Treasures - Semplicemente Paperino (vol. 2)
DVD mancante - Walt Disney Treasures - Disney on the Front Lines
Paperino e la Ruota (Donald's Tire Trouble)
Anno 1943
fonte: la tana del sollazzo
Se alcune gag di Donald's Gold Mine erano parse un po' estreme ecco un corto fatto esclusivamente di gag del genere. Un tale delirio non si era mai visto: Paperino buca una gomma e per cambiarla combina mille disastri, uno più assurdo dell'altro, arrivando addirittura alla deformazione corporale. Il ritmo è travolgente, le gag visionarie, la musica allucinata e il senso di straniamento sempre dietro l'angolo, impossibile annoiarsi. E una tale genialità si ha fino alla fine quando gli scoppiano tutti e quattro gli pneumatici e Paperino dallo snervo decide di tirare dritto muovendosi come in cingolato. Insomma, non si capisce bene cosa possa aver provocato le circostanze che hanno fatto di questo corto una simile anomalia nel panorama cortometraggistico Disneyano del periodo, ma si apprezza il risultato, rimpiangendo che sia rimasto, con Donald's Gold Mine, praticamente un unicum.
Pubblicato in:
DVD - Walt Disney Treasures - Semplicemente Paperino (vol. 2)
Il Macinino Volante (Flying Jalopy)
Anno 1943
fonte: la tana del sollazzo
Un corto con una trama, che prescinde dalle gag, per quanto assurda sia. Un personaggio nuovo, per certi versi Barksiano, per altri molto in stile Walter Lantz, Ben Buzzard, avvoltoio semiantropomorfo ma con la capacità di volare, vende ad un Paperino campione di dabbenaggine un rottame spacciandoglielo come aereo usato. La vera truffa sta nel fatto che gli faccia firmare un'assicurazione molto particolare di cui il beneficiario sarebbe il venditore e non l'acquirente. Segue un volo ricco di gag in cui l'aereo che cade già a pezzi di suo riceve i continui sabotaggi dell'uccellaccio, intenzionato ad intascare i soldi dell'assicurazione. Molto divertente, anche se piuttosto assurdo il fatto che Ben Buzzard faccia il comodo suo pretendendo di darla a bere a Paperino persino durante la battaglia aerea. Ma si apprezza la voglia di dare una trama al cortometraggio e di inserire nuovi personaggi parlanti, e non solo quindi piccoli comprimari animaleschi.
Pubblicato in:
DVD - Walt Disney Treasures - Semplicemente Paperino (vol. 2)
domenica 26 gennaio 2014
Mezzi per Vincere (Victory Vehicle)
Anno 1943
fonte: la tana del sollazzo
Se escludiamo How to be a Sailor con il suo finale propagandistico, Victory Vehicle rimane l'unico vero corto bellico a cui Pippo abbia mai partecipato. E se Paperino e Pluto si occupavano di mostrare il tutto da un'ottica militaristica ecco che qui ci si occupa invece del fronte interno, con un corto che nella miglior tradizione degli How To ci mostra, demenzialmente, come fare del risparmio energetico. Con la benzina razionata serve infatti trovare un sostituto dell'auto e infatti l'intero cortometraggio è una sorta di fittizio video propagandistico in cui si enumerano vari modi per risolvere il problema, inventati da vari cittadini, tutti ovviamente con sembianze pippidi (è presente persino un cameo di Pluto). Dopo una prima galleria di metodi bizzarri ci si sofferma sul veicolo che risolverà ogni problema, che è ironicamente il pogo, e il resto del corto verrà dedicato allo strano oggetto elencandone i pregi. Insomma divertente e delirante, il corto rappresenta il punto di vista pippesco sulla questione del razionamento dei materiali, e ci offre persino una divertente canzoncina sia all'inizio che alla fine, l'ottima Hop on Your Pogo Stitck, che a Leonard Maltin piace tanto, e che da noi è stata pure ben tradotta!
IMDB
Pubblicato in:
DVD - Walt Disney Treasures - Pippo la Collezione Completa
DVD mancante - Walt Disney Treasures - Disney on the Front Lines
sabato 22 settembre 2012
Saludos Amigos (Saludos Amigos)

Anno 1943
6° lungometraggio Walt Disney Animation
fonte: la tana del sollazzo.
Saludos Amigos è il primo dei due film che Walt Disney produsse per rinsaldare i rapporti di buon vicinato con l'America Latina. Il progetto venne commissionato direttamente dal governo e gli studios furono ben lieti di prendersi una pausa da una serie di film che per quanto intensi non stavano certo eguagliando il successo di Biancaneve e i Sette Nani, presentando Saludos Amigos e I Tre Caballeros come i frutti di un viaggio compiuto dallo staff Disney in vari paesi dell'America del Sud. I due film hanno una struttura completamente differente, e mentre il secondo è un enorme mischiotto di sequenze con protagonista Paperino, Saludos ha una struttura ben precisa: ha un andamento diaristico che alterna alcune sequenze live action raffiguranti gli artisti Disney nell'atto di cercare ispirazione da ciò che sta passando loro davanti agli occhi, con quattro belle sequenze animate, simboleggianti il risultato finale delle loro fatiche. Il film si apre con dei titoli di testa brillanti che oltre a coinvolgere con lo splendido inno Saludos Amigos presentano una dedica di Walt per le numerose persone che hanno ospitato e supportato il suo staff durante il viaggio. Viaggio che ci viene mostrato sin dalla partenza del gruppo, quando, grazie ad una mappa animata vengono illustrate, le tappe che lo staff percorrerà.
Lake Titicaca
La prima di queste quattro "cartoline animate" ci viene inviata dal Perù. Qui il protagonista è Paperino, forse il personaggio maggiormente sfruttato di questi anni, alle prese con le traversie da turista che includono l'attraversamento di un ponte sospeso a cavallo di un lama.
Una sequenza molto divertente che se non fosse per la voce narrante e le atmosfere potrebbe sembrare un normalissimo cortometraggio della serie Donald Duck. Il narratore che funge da ironica voce fuori campo è lo stesso che percorre ogni sequenza del film, comprese quelle documentaristiche.
Pedro
Con la stora dell'aeroplanino Pedro inizia la celebre tradizione degli oggetti disney umanizzati che avrà illustri esponenti come Susie la coupé, Little Toot, e i personaggi del pixariano Cars. Una storia semplice che viene dritta dritta dal Cile, ottimo pretesto per mostrare le Ande e il monte più terrificante, l'Acongagua, teatro di una delle scene più drammatiche del film.
El Gaucho Goofy
La presenza di Pippo può forse sembrare strana se si pensa al fatto che in questo film non appare Topolino, tuttavia non penso che l'assenza del topo sia voluta. Alcuni cortometraggi quali The Pelican and the Snipe o Contrary Condor, usciti nel periodo immediatamente successivo a Saludos Amigos presentano "indizi" (ambientazione latinoamericana, presenza del narratore) che possono far pensare a un loro possibile mancato inserimento, e in uno di essi, Pluto and the Armadillo, Topolino appare.
Il cartone si diverte a confrontare la figura del Cow-Boy Nordamericano con quella del Gaucho Argentino, Pippo viene quindi "prelevato" e trasportato nelle Pampas in una sequenza che è stata in seguito mutilata nel dvd per la presenza di una sigaretta. El Gaucho Goofy non è molto diverso da uno dei soliti How To di Pippo, se non per la voce del narratore, che non è la solita, ma quella delle sequenze precedenti.
Aquarela do Brasil
Aquarela do Brasil, è l'ultima delle quattro cartoline e ci giunge dritta dritta da Rio de Janeiro. Sicuramente il pezzo migliore del film, è anche l'unico che si discosta dalla struttura già vista degli altri tre. L'esordio di José Carioca nel mondo Disney avviene così nel migliore dei modi, in una sequenza surreale in cui un fantasioso pittore riproduce in un quadro animato un ritratto dinamico di Rio. Le trovate visive e l'animazione si assestano sui massimi livelli in quello che può essere considerato il punto più alto della bilogia sudamericana. Un fiore si trasfigura in Paperino, qui presente per la seconda volta, e il pennello gli fa fare la conoscenza con José. E' anche l'unico spezzone musicale, privo di voce narrante, e al suo interno sono presenti canzoni famose come Tico Tico, che José suona tenendo un ombrello come un flauto traverso, e la celebre Brasil intonata dal pittore stesso. E' con una serata all'URCA che il pezzo si conclude, per mezzo di una magnifica carrelata all'indietro che ricorda allo spettatore che quanto visto altro non è che un delizioso quadretto idilliaco.
Aquarela do Brasil è uno splendido modo di concludere il Classico più corto della storia della Disney. E' infatti curioso che Saludos Amigos, nei suoi 42 minuti di durata venga comunque considerato un lungometraggio come gli altri, ad ogni modo è perfettamente comprensibile che l'opera possa risultare atipica e magari un po' indigesta per il pubblico moderno, che cercherà appena possibile di saltare gli interstitials tra una sequenza e l'altra per giungere alla parti animate. Tuttavia rimane il gran merito di aver inserito nell'universo Disneyano il personaggio di José Carioca, destinato ad avere una grande fortuna sia nell'animazione (comparirà in altri due Classici Disney) che nel fumetto Disney di produzione brasiliana, ambito che permetterà la creazione di un suo microcosmo personale.
E' con questo film che la Disney gira pagina, ponendo fine al primo quintetto di Classici ad ampio respiro e inaugurando così la tradizione dei film a episodi, parentesi di relativo successo che coinvolgerà numerose celebrità dell'epoca e attirerà nelle sale il pubblico che i poveri Pinocchio e Fantasia non erano riusciti a guadagnarsi.
Wikipedia
IMDB
Pubblicato in:
DVD - Saludos Amigos
Iscriviti a:
Post (Atom)















