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venerdì 7 agosto 2015

Seven Wise Dwarfs



Anno 1941

fonte: Trésor Disney
Seven Wise Dwarfs est le second film de propagande réalisé par Disney pour le gouvernement canadien ; le premier était The Thrifty Pig, qui reprenait les personnages des trois petits cochons, apparus pour la première fois en 1933 dans la Silly Symphony Three Little Pigs. Sorti en 1941, il reprend la même forme en deux temps qu'avait adopté The Thrifty Pig (Le Cochon Économe) : dans la première partie, on retrouve les nains en train de creuser dans la mine. Et comme ils ont trouvé des diamants et des pierres précieuses, ils les apportent à la banque pour acheter des bons de guerre. La deuxième partie du court métrage explique au public canadien pourquoi il est si important de participer à l'effort de guerre à l'arrière.

Seven Wise Dwarfs reprend des séquences du long métrage Blanche Neige et les 7 nains (1937), en particulier la séquence de la mine, mais la plupart des décors ont été changés par rapport au long métrage. On y retrouve aussi les musiques du film comme "Heigh Ho" mais ce n'est pas les mêmes paroles ; elles incitent ici clairement à acheter des bons de guerre canadiens. A aucun moment Blanche neige n'apparait et ce sont seulement les 7 nains du film qui participent à l'effort de guerre à l'arrière en montrant l'exemple. Après avoir ramassé des diamants dans la mine, ils l'apportent à la banque pour acheter des bons de guerre. C'est clairement un geste civique de la part des nains que l'on retrouvera plus tard en 1943 dans The Winged Scourge (Le Fléau Ailé). Le talent vocal de Pinto Colvig est mis à contribution pour la voix originale de Prof. Colvig avait doublé les voix de Dormeur et de Grincheux dans le long métrage de 1937. Mais ne cherchez pas de divertissement quelconque dans ce film.

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DVD mancante - Walt Disney Treasures - Disney on the Front Lines

The Thrifty Pig



Anno 1941

fonte: Disney Wikia
The Thrifty Pig is a promotional animated short of the wartime from 1941, starring the Three Little Pigs and the Big Bad Wolf. Reused and reconfigured animation from The Three Little Pigs is used to show the advisability of buying Canadian War Bonds to support the war effort. The nazi Wolf does the same as the normal Wolf does in The Three Little Pigs. He blows the first two houses. At the third house, he blows off his own pants to show his nude German lower. Practical takes a few bricks and throw them at the Wolf's dong, in the hope to hit it.

The Encyclopedia of Disney Animated Shorts

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DVD mancante - Walt Disney Treasures - Disney on the Front Lines

martedì 4 agosto 2015

Il Drago Riluttante (The Reluctant Dragon)



Anno 1941
lungometraggio a scrittura mista

fonte: la tana del sollazzo
Quando nel 1985 venne ufficializzata la tanto discussa lista dei Classici vennero tacitamente enunciate alcune regole ben precise che escludevano da questo conteggio i film a scrittura mista che contenevano un quantitativo d'animazione inferiore al 50%. Tuttavia il logo dei classici continua ad essere riportato nella custodia della maggior parte di questi film, per testimoniarne l'importanza. E' però un peccato che i primi due film di questa breve serie non siano oggi presenti sul mercato italiano e che per poterli ripubblicare in America abbiano dovuto essere inclusi nella collana dei Treasures, curata da Leonard Maltin. Mi riferisco a Il Drago Riluttante e Victory Through Air Power, inseriti rispettivamente in Behind the Scenes at the Walt Disney Studio e On the Front Lines, volumi pieni di materiale di repertorio, utile per presentare al pubblico due film che altrimenti apparirebbero abbastanza ostici, e che molto difficilmente vedremo da noi.
Il perchè tuttavia venga considerato ostico un film come Il Drago Riluttante è poco chiaro. Questo lungometraggio altro non è che un allegro documentario celebrativo sugli studios Disney che venne girato nel 1941, per celebrare il trasloco degli studios, da poco ultimato. Protagonista del film è Robert Benchley, un comico di quegli anni, che viene suo malgrado spedito dalla moglie agli studios per proporre a Walt Disney di realizzare un cartone animato tratto dalla fiaba di Kenneth Graham (lo stesso de Il Vento tra i Salici) Il Drago Recalcitrante, libro assai apprezzato dalla consorte. All'ingresso degli studios Benchley trova ad accoglierlo un noiosissimo addetto alla sicurezza, dai cui tediosi discorsi Benchley cercherà ad ogni modo di sfuggire, finendo per ritardare sempre più l'ora del suo incontro con Disney. Questo però lo porterà in giro per i reparti, dove avrà modo di imbattersi in coloristi, doppiatori, animatori, tecnici e addetti di vario genere che avranno modo di insegnargli il mestiere. Intendiamoci, l'andamento non è affatto didascalico, e se si può muovere una critica al film è proprio quella di non approfondire più di tanto l'argomento. Ma in fin dei conti il principio Disney dell'edutainment viene pienamente rispettato, e ai tecnicismi si preferiscono le gag, favorite anche dall'atteggiamento sempre molto distaccato di Benchley e dal suo approccio profano alle cose che lo renderà più volte oggetto delle bonarie burle degli artisti Disney.
Una particolarità del film è quello di essere in bianco e nero soltanto fino a un certo punto. Il colore prorompe solamente quando Benchley visiterà l'omonimo reparto, e da quel momento in poi rimarrà fino alla fine. Per quanto riguarda invece le sequenze animate, di complete o pseudotali ne esistono solo tre, tutto il resto che si vede non sono altro che brevissime sequenze che focalizzano su futuri lavori, che di lì a poco sarebbero usciti nelle sale. Il reparto effetti sonori, ad esempio, mostrerà alcune sequenze inedite col treno Casey Jr. di Dumbo in cui il treno antropomorfo Casimiro verrà coinvolto in una serie di gag. Vista la sua collocazione verso i primi minuti di film, la sequenza è in bianco e nero e si conclude col treno "comicamente" sfasciato. la sala di doppiaggio offrirà invece un comico siparietto che coinvolgerà Florence Gill e Clarence Nash, voci rispettivamente di Chiquita e Paperino. E lo stesso Paperino prenderà a tutti gli effetti vita, questa volta a colori, nel reparto animazione in cui si può avere una brevissima preview di Old MacDonald Duck, cortometraggio che di lì a poco sarebbe realmente uscito. In questa breve scena Paperino si anima sul foglio per spiegare a Benchley i principi base dell'animazione. Un'altra brevissima scena con un Bambi spaventato che scappa a nascondersi nella foresta è invece inserita nella sequenza in cui Benchley visita il reparto effetti e apprende i segreti della Multiplane Camera. Tutto questo materiale rimarrà un esclusiva di questo lungometraggio e costituirà una sorta di teaser per i futuri film Disney. Le sequenze in questione sono da intendersi quindi come prove di animazione e non troveranno posto all'interno dei rispettivi prodotti finiti. Per trovare invece sequenze animate un po' più corpose è necessario far trascorrere i primi venti minuti, e lasciare che Benchley si inoltri nel reparto storyboard...


Baby Weems
Per quanto non sia ben chiaro se sia giusto o meno intendere come animata una sequenza che ancora non lo è, è innegabile che Baby Weems costituisca una storia a sè. Le immagini scorrono staticamente sullo schermo, talvolta con dei rudimentali effetti di animazione, ma il doppiaggio c'è e la storia raccontata è molto interessante. Sicuramente rientra a pieno titolo nella tipologia degli short disneyani fuori serie, con personaggi non standard. Lo stile è oltremodo caricaturale e umoristico, e la storia - che ha un che di Walshiano - traccia un arco narrativo ben preciso. E' la storia di Baby Weems un neonato nato con un intelligenza fuori misura che tra un pannolino e l'altro indice conferenze e mette in ridicolo addirittura Albert Einstein diventando una star di prima grandezza. Ovviamente le gag sono spassosissime, e vedono i suoi poveri genitori venir messi da parte da un mondo ansioso di privarli del pargolo. Ovviamente tutto questo nasconde una critica sociale e una condanna alle mode, che come tali poi si rivelano passeggere. Un gioiellino, nato con l'ingrato compito di dover rimanere incompleto. Ma ovviamente erano altri tempi, la studio Disney traboccava di idee e sprecarne una così non pesava di certo.


Come Andare a Cavallo (How to Ride an Horse)
Giunto in uno studios dove vengono animati Pippo e Pluto, è l'occasione per mostrare un esempio di cortometraggio appena completato. How to Ride an Horse non si differenzia affatto da un qualsiasi cortometraggio How To di Pippo, serie che va ricordato a quel tempo era appena nata, e non stupisce quindi la scelta di distribuirlo da solo nel 1950, scelta senz'altro molto più giustificata dei mille altri spezzoni di film a episodi in quegli anni distribuiti come cortometraggi, in barba al rigore filologico. Il corto in questione si concentra sui tentativi di Pippo di darsi all'ippica con la consueta voce seriosa che commenta quanto avviene su schermo. Una formula sempreverde e naturalmente vincente, che fa perdonare lo stile della prima parte, un po' spoglio, ma dovuto all'illusione di star sfogliando un manualetto tecnico. Il cortometraggio nel film viene proiettato all'interno di un piccolo macchinario completo di credits iniziali e finali.


Il Drago Riluttante
E' nella sala di proiezione che Robert Benchley incontra finalmente Walt Disney, che neanche a farlo apposta si sta accingendo a visionare l'ultimo lavoro del suo team...che (coincidenza!) altro non è che Il Drago Riluttante.
Dura 28 minti il segmento che dà il nome al film. Questa perla chiude logicamente lo spettacolo, andando a simboleggiare il prodotto finito. Il Drago Riluttante è la geniale storia di un ragazzino alle prese con un drago e un cavaliere che piuttosto che combattere tra loro preferiscono passare il tempo a comporre frivole e insensate poesie. Un umorismo sopraffino, a tratti tendente al ridicolo, valorizza questo piccolo capolavoro dell'animazione Disneyana, andando a concludersi con un "finto combattimento", espediente umoristico che avrebbe poi avuto largo seguito in futuro. Il divertimento che questo gioiellino sa offire include alcune tra le poesie più delirose che si possano comporre come Ode a un Piccolo Pasticcino a Testa in Giù e Rosso Ravanello. Questa dissacrante parodia dell'abitudine medioevale di comporre poesia dozzinale a scopo dilettantesco, è uscita in Italia a solo nell'omonima vhs della serie I Miniclassici, che all'inizio degli anni 90 aveva la barbara abitudine di editare i più importanti segmenti dei film a episodi come se si trattasse di mediometraggi creati ad hoc. E' tuttavia una fortuna che in questo modo si sia avuta la possibilità di riscoprire un capolavoro altrimenti destinato all'oblio.

Neanche a farlo apposta, la Disney è sempre un passo avanti sembra voler dire il lungometraggio. Una forzatura non indifferente che indispettirà non poco la moglie di Benchley, che nell'ultima brevissima scena sgriderà il marito, reo di aver perso tempo e di essersi fatto soffiare l'idea. Ma il comico non la starà neanche a sentire, e rimirando le caricature e le piccole opere d'arte con cui gli artisti lo hanno omaggiato zittirà la moglie con un paperinesco "Oh, pfui!". E' una fortuna che qui in Italia la notte del 25 dicembre 2006 grazie a Studio Universal siamo potuti venire in possesso di un versione quasi italiana del lungometraggio. Dico quasi perchè la versione andata in onda è in lingua originale sottotitolata in Italiano, almeno fino alla sequenza del Drago, il cui audio italico è stato preso di peso dalla serie I Miniclassici. A dire il vero avrebbero potuto utilizzare anche l'audio italiano di How to Ride an Horse, ma accontentiamoci di questa strenna natalizia, dato che le speranze di vedere una versione doppiata di questo lungometraggio sono ormai pressocchè nulle, visto il triste destino che i Treasure stanno avendo persino in patria.

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DVD mancante - Walt Disney Treasures - Behind the Scenes at the Walt Disney Studios

sabato 18 luglio 2015

Un Maggiordomo Quasi Perfetto (A Gentleman's Gentleman)



Anno 1941

fonte: Disney Compendium 
Dopo i divertenti eccessi di The Little Whirlwind, il “nuovo Topolino” rielaborato da Fred Moore viene messo a riposo, e la serie torna a focalizzarsi sul suo cane Pluto. A dire il vero, non sono poche le filmografie che ascrivono questo cortometraggio alla serie del cucciolone, dato il suo considerevole screen time. Infatti, benché i credits e le locandine dell'epoca si riferiscano allo short come ad un normale Mickey Mouse Cartoon, Topolino appare solo all'inizio e alla fine mentre poltrisce a letto, ordinando a Pluto di portargli la colazione e il giornale. Il cagnolone si diverte a fingersi un maggiordomo, mostrando verso il padrone una devozione davvero esemplare. Al di là di questa simpatica cornice il cortometraggio offre due simpatici sketch in cui vediamo le disavventure del fedele servitore mentre va a prendere il giornale. Nel primo, Pluto perde la moneta in un tombino e cerca in ogni modo di recuperarla, mentre nel secondo tenta di portare il giornale al padrone ma viene ostacolato dal vento contrario che fa volare via tutte le pagine. A Gentleman's Gentleman parrebbe quindi allinearsi a quella tipologia di cortometraggi slapstick con protagonista Pluto, in cui l'umorismo e lo stile ricalcano la lezione di Norman Ferguson, e che di solito non reggono ottimamente la prova del tempo. Ma stavolta c'è di più.
Lo short riesce infatti a catturare l'attenzione dello spettatore ponendo l'accento sui sentimenti di Pluto e stabilendo così una connessione emotiva con lui: il cucciolone mostra una certa soddisfazione nello svolgimento del suo “lavoro”, si inorgoglisce nel sentire i complimenti che la gente gli rivolge per strada e scoppia teneramente a piangere quando le cose gli vanno male, temendo di deludere Topolino. Il cortometraggio si ricorda molto volentieri anche per la sua componente metanarrativa: tra le pagine del giornale appena comprato svetta infatti il tradizionale supplemento a colori in cui all'epoca venivano pubblicate le tavole domenicali, e gli artisti non perdono l'occasione di giocare sulla cosa, mostrandoci Pluto intento a leggere le avventure... di Pluto. In quel periodo, infatti, la serie cartacea delle Silly Symphony ospitava un ciclo di tavole dedicate proprio a lui, ed è davvero paradossale che il cucciolone rida di sé stesso... poco prima di far avverare accidentalmente la gag descritta nella tavola a fumetti. (...)



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DVD - Walt Disney Treasures - Pluto la Collezione Completa (vol. 1)

giovedì 16 luglio 2015

Il Compagno di Giochi di Pluto (Pluto's Playmate)


Anno 1941

fonte: Disney Compendium 
Con un solo cortometraggio prodotto nel 1941, non si può certo dire che la nuova serie di short con protagonista Pluto sia decollata. D'altra parte il cucciolone nel corso dell'anno figura come vero protagonista di alcuni Mickey Mouse Short come A Gentleman's Gentleman, Canine Caddy e Lend a Paw, tanto da generare dubbi sull'effettiva attribuzione di questi cortometraggi. In Pluto's Playmate ritroviamo il protagonista sulla spiaggia, mentre gioca a palla. La marea gli porta un'inaspettata compagna di giochi: la foca Salty, che cercherà di giocare insieme a lui. Sulle prime il rapporto fra i due sarà leggermente conflittuale e Pluto si comporterà come un capriccioso bambinone che desidera tenere il giocattolo tutto per sé. Ma quando Pluto rischierà di annegare, sarà proprio Salty a salvarlo e il loro rapporto si evolverà in una tenera amicizia. (...)


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DVD - Walt Disney Treasures - Pluto la Collezione Completa (vol. 1)

sabato 23 maggio 2015

Disastri in Cucina (Chef Donald)



Anno 1941

fonte: la tana del sollazzo
Paperino cerca di cucinare le frittelle ascoltando le ricette alla radio ma non si accorge di aver versato nell'impasto della colla. Da questa semplice gag deriva un intero cortometraggio di sette minuti in cui si esplorano le disastrose conseguenze del caso, con Paperino impegnato a cercare di modellare un impasto ribelle finendo per distruggere parte di casa sua. Il corto si colloca nel filone dei disastri estremi inaugurato da Early to Bed, ma pur avendo gag molto buone, come quando la crepa gli spacca la casa passando attraverso una finestra aperta, non riesce a bissare la genialità del predecessore, annoiando in più di un punto. Geniale però il finale con il ramo che bussa alla finestra di Paperino e la citazione di I've Got No Strings quando Paperino si ritrova legato all'impasto come un burattino.


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DVD - Walt Disney Treasures - Semplicemente Paperino (vol. 1)
DVD - Paperino 75° Anniversario
VHS - Paperino un Disastro di Eroe




 

Paperino e la Fotografia (Donald's Camera)



Anno 1941

fonte: la tana del sollazzo
Divertente il biasimo che Paperino fa della caccia all'inizio per elogiare l'arte della fotografia, con successiva marcia indietro quando le cose inizieranno ad andargli male. E' ciò che sta in mezzo a questi due passaggi il problema, e cioè un certo numero di gag piuttosto soporifere in cui Paperino cerca di fotografare vanamente gli animaletti del bosco, che sfoggiano un design molto simile a quello di Biancaneve e Little Hiawatha. Verso la fine il corto si riprende anche grazie allo spiaccicamento della sua macchina fotografica ad opera del picchio di Self Control qui alla sua ultima apparizione.


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DVD - Walt Disney Treasures - Semplicemente Paperino (vol. 1)
VHS - Paperino un Disastro di Eroe





Nella Vecchia Fattoria (Old MacDonald Duck)



Anno 1941

fonte: la tana del sollazzo 
Il corto di cui Robert Benchley nel Drago Riluttante aveva avuto un brevissimo assaggio esce realmente quello stesso anno, giocando sul titolo della celebre canzone che riecheggia il nome del protagonista Donald Duck. L'altro cortometraggio How to Ride an Horse con Pippo protagonista era stato invece proposto per intero all'interno del lungometraggio e non viene considerato quindi un corto standard da far uscire almeno fino al 1950, periodo in cui si riciclerà per l'uscita singola un sacco di materiale tratto dai film a episodi. Dal Drago questo corto prende solo un paio di fotogrammi, mentre tutto il resto è inedito. Molto buona la celebre canzone cantata all'inizio da Paperino, il corto però dopo di essa si arena su gag fisiche e animalesche piuttosto anonime. Divertente il momento di afasia di Paperino in cui confonde sgabello, cappello e secchio per la mungitura, un po' un peccato che il tutto si riduca ad una scaramuccia con un'anonima moschina che infastidisce la sua mucca.
 


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DVD - Walt Disney Treasures - Semplicemente Paperino (vol. 1)

Paperino Acchiappasomari (Truant Officer Donald)



Anno 1941

fonte: la tana del sollazzo 
Ed ecco una delle pagine più felici della carriera di Paperino. Il cortometraggio si becca persino una nomination all'oscar, e tornano così i nipotini (un'unica volta nel 1941) nel ruolo di monellacci. Lo spunto di partenza è Paperino che cerca di riportare a scuola Qui, Quo e Qua, qui ancora pestiferi e diversi dai nipotini per bene che vedremo un giorno, e al cortometraggio lavora anche Barks che ben ricorderà questa vicenda quando poi sulle pagine di Walt Disney Comics and Stories ce la riproporrà in più di una tenpage. Insomma una schermaglia perfettamente barksiana ricca di gag divertenti che culminano nella gag capolavoro di loro che al momento di venir stanati dal loro rifugio col fumo si fingono "arrostiti" mandando Paperino in crisi depressiva. Una gag che osa, ricca di humor nero, che tortura deliziosamente Paperino tra un senso di colpa e l'altro e che prelude ad un finale che riserva un ulteriore colpo di scena quando si scoprirà che la scuola è chiusa per le vacanze estive. Insomma un gioiello che inaugura un filone davvero gustoso (in cui rientreranno capolavori come Donald's Off Day e Soup's On) e che per la prima volta utilizza in modo davvero geniale la contrapposizione Paperino/nipotini.


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DVD - Walt Disney Treasures - Semplicemente Paperino (vol. 1)

Sogni d'Oro, Paperino (Early to Bed)



Anno 1941

fonte: la tana del sollazzo
(...) Paperino (...) cerca di farsi una normale dormita e viene continuamente disturbato da fattori esterni che hanno dell'improbabile. Una sveglia rumorosa capace di rimontarsi anche dopo esser stata fatta a pezzi, un letto pieghevole che imprigiona il dormiente e via dicendo, sembra che da qui in poi si brevetti un nuovo tipo di gag fisica per Paperino non necessariamente legata all'interazione con animaletti. E' infatti il primo di una serie di cortometraggi (tra cui Chef Donald, Donald's Tire Trouble, Drip Dippy Donald e Wide Open Spaces) in cui Paperino se la vedrà con oggetti o semplicemente circostanze che lo metteranno in difficoltà con stratagemmi via via più assurdi. E' l'esagerazione a tenere alta l'attenzione dello spettatore, che rimarrà rapito dall'assurdità di ciò che vede sullo schermo.


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DVD - Walt Disney Treasures - Semplicemente Paperino (vol. 1)
DVD - Topolino che Risate! vol. 2 

Paperino e la Galleria del Soldino (A Good Time for a Dime)



Anno 1941

fonte: la tana del sollazzo 
Paperino in sala giochi. O meglio, in una sala giochi ante litteram, che lo coinvolge in tre sketch in cui è alle prese con macchinari che funzionano a monetina. Il primo dei tre è il migliore di tutti, e quello in cui si osa di più, visto che vede un Paperino alluparsi davanti ad un filmato a monetina della danza dei sette veli, con protagonista una ballerina identica a Paperina, non riuscendo però a vedere gli ultimi fotogrammi. Tocca poi alla gag dell'"artiglio prensile", che è un qualcosa sopravvissuto sino ai giorni nostri, e infine al giro in aereo. Quest'ultima gag poteva decisamente essere accorciata perché fa perdere leggermente il ritmo all'intero cortometraggio (...)


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DVD - Walt Disney Treasures - Semplicemente Paperino (vol. 1)

Paperino e le Uova d'Oro (The Golden Eggs)



Anno 1941

fonte: la tana del sollazzo

Uno spunto di trama simpatico (le uova che diventano immediatamente quotatissime, probabilmente a causa della guerra) diventa una scusa per mostrarci un Paperino travestito da pollastra, che cerca di soffiare il tesoro dalle grinfie di un enorme gallo cedrone iperprotettivo, paradossalmente più grande di Paperino pur non essendo antropomorfo. Molto divertente come concetto, specie per i nostalgici di Cock O' The Walk e ci sono anche molte gag buone anche se la cosa viene tirata forse un po' troppo per le lunghe.


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DVD - Walt Disney Treasures - Semplicemente Paperino (vol. 1)

Paperino Boscaiolo (Timber)



Anno 1941


fonte: Disney Compendium
Il 1941 è sicuramente un anno ricco per Paperino, la cui serie vede la produzione di ben otto cortometraggi. Il primo di questi riprende lo stesso schema di The Riveter, uscito l'anno precedente, in cui Paperino viene messo alle dipendenze di un massiccio e burbero clone di Gambadilegno. Di recente abbiamo visto come questo personaggio sia stato trasformato in una sorta di jolly, una figura versatile e capace di interpretare svariati ruoli, opponendosi sia a Topolino che a Paperino. In questo caso il setting sono i boschi canadesi, che Paperino visita in qualità di vagabondo. Il “pietride” in questione assume qui il nome di Pierre, boscaiolo francofono che si lascerà andare più volte ad esclamazioni e biascicamenti nella sua lingua. Non si può fare a meno di notare che l'idea di un Gambadilegno che lavora come boscaiolo ispirerà quello stesso anno la storia a strisce Mickey Mouse and the Mistery at Hidden River (Topolino e il Boscaiolo), firmata da Floyd Gottfredson e Merril De Maris. In quel lungo ciclo il “Pierre” in questione si rivelerà essere il vero Gambadilegno, il quale per l'occasione mostrerà a Topolino la sua nuova protesi, in tutto e per tutto simile ad un arto vero. Da questo momento in poi la gamba di legno, assente da tempo anche sul grande schermo, sparirà definitivamente anche dai fumetti.
Timber è uno short piuttosto riuscito, la cui trama, scritta da Carl Barks e Jack Hannah, si articola in tre diversi segmenti. Nel primo vediamo Paperino cercare di rubare sotto il naso di Pierre del cibo, ignaro del fatto che il boscaiolo sia ben vigile. La mimica dell'imponente personaggio è ancora una volta ricalcata su quella di Oliver Hardy, che era solito temporeggiare guardando in camera imbronciato, poco prima di esplodere. Nella seconda sequenza, Paperino verrà reclutato a forza da Pierre, e costretto a lavorare come boscaiolo, dando vita a gag basate sui suoi disastri. Ma è nella terza e ultima parte che il corto scopre le sue carte, riproponendo una versione ancora più frizzante dell'inseguimento con cui si concludeva The Riveter. La memorabile sequenza vede infatti Paperino e Pierre rincorrersi sui carrelli ferroviari, tra miniere, segherie e ammassi di carbone, perdendo progressivamente i pezzi del proprio veicolo. Il dinamismo e l'umorismo della scena è veramente unico, e contribuisce a scolpire nella memoria Timber come uno dei migliori corti di questa annata.
(...)  



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DVD - Walt Disney Treasures - Semplicemente Paperino (vol. 1)
VHS - Paperino un Disastro di Eroe




 

sabato 2 maggio 2015

Spettacolo di Beneficenza (Orphan's Benefit)



Anno 1941

fonte: la Tana del Sollazzo
Non si capisce bene quale sia stato lo scopo di realizzare una versione a colori e stilisticamente aggiornata di un vecchio corto. Probabilmente la sua importanza visto che segna il primo incontro tra Topolino e Paperino su grande schermo, o forse il fatto che in quel periodo andavano molto i corti corali (come dimostrerà anche il 1942), o molto più semplicemente visto che è un bel corto, che Walt voleva trasmettere anche alle generazioni successive, visto che in quel periodo non c'era l'home video. Ad ogni modo il corto rimane pressocché identico all'originale anche se viene eliminato il riferimento di Paperino a Jimmy Durante, ormai non più attuale, vengono solamente aggiunti i colori e aggiornata la grafica dei personaggi: Paperino viene completamente ridisegnato, Topolino e gli orfani vengono aggiornati solo per quanto riguarda gli occhi (quindi Topolino non segue il resto degli aggiornamenti di Fred Moore ma ci appare "retrocesso"), Orazio, Pippo e Clarabella vengono ritoccati appena mentre Chiquita rimane pressocché identica. L'unico rimpianto è che da qui in avanti nel riferirsi a questo cortometraggio in vari ambiti divulgativi si citerà sempre e solo la versione a colori, causando non poche perplessità filologiche. Ultima apparizione cinematografica quindi per gli orfani, che vengono d'ora in poi messi da parte.



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DVD - Walt Disney Treasures - Topolino Star a Colori (vol. 2)  
DVD - Extreme Music Fun

DVD - Paperino 75° Anniversario

I Favolosi Anni di Fine Secolo (The Nifty Nineties)



Anno 1941

fonte: la Tana del Sollazzo
Geniale, corale e atipico, questo ritratto nostalgico e idilliaco degli anni '90 dell'800 mette in scena nuovamente il Topolino clownesco di The Little Whirlwind inserendolo in un contesto assolutamente inedito. Ricco di musica d'epoca con testi ricreati ad hoc, segna l'inizio di un ulteriore nuovo ciclo della carriera di Topolino, che vedrà cortometraggi corali e atipici come quelli che vedremo l'anno successivo (Mickey's Birthday Party e Simphony Hour). In questa ipotetica narrazione di come "il nonno ha conosciuto la nonna" viene anche fatta non poca ironia su come le cose andavano una volta, un'ironia affettuosa e garbata: viene descritta la nascita di un amore come ai vecchi tempi, con un incontro fulmineo al parco e una serata al vaudeville dove viene fatta non poca ironia sugli spettacoli dell'epoca. Impossibile non morire dal ridere davanti alla proiezione strappalacrime a immagini statiche di Father, Dear Father e rimanere impassibili quando viene descritta la pochezza umoristica dei comici d'avanspettacolo dell'epoca Fred & Ward, caricature del patrono estetico del cortometraggio Fred Moore e della colonna umoristica Ward Kimball. Insomma un quadretto d'epoca che vede persino un cameo di Pippo, Paperino, Paperina e Qui Quo e Qua nel finale in cui vengono mostrati i mezzi dell'epoca come il monociclo o le prime automobili.



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DVD - Walt Disney Treasures - Topolino Star a Colori (vol. 2)  
VHS - Topolino & Minni Innamorati





Il Piccolo Tifone (The Little Whirlwind)


Anno 1941

fonte: la Tana del Sollazzo
Ecco che Topolino vive la sua ultimissima stagione di gloria. Sono i primi anni '40 e grazie al talento di Fred Moore si decide di portare Topolino un gradino oltre il restyling fatto per Fantasia. Gli vengono disegnate orecchie cave e in prospettiva, ogni tanto spuntano dei denti da roditore e in generale il design diventa ancora più morbido e la sua indole assai più clownesca (e infatti la stessa Minni gli rimprovererà le sue pagliacciate). Anche il vestiario cambia e si preferirà ritrarlo vestito da gagà degli anni '40 piuttosto che con gli antichi calzoncini. La cosa durerà fino al prossimo anno dopodiché la serie e il personaggio cadranno nel dimenticatoio: il corto in questione è un perfetto esempio di cosa possa offrire questo Topolino diverso dal solito. Per guadagnarsi una torta cucinata da Minni (che viene aggiornata automaticamente e specularmente al fidanzato) si offre di pulirle il giardino ma si imbatterà in un piccolo twister, col quale darà vita a gag divertentissime. Il tutto si fa via via più surreale ripiegando in un assurdo climax che cita la Tempesta del Guglielmo Tell che chiudeva The Band Concert, il tutto mentre il nuovo Topolino gommoso e sbarazzino danza e dondola qua e là tra un versaccio e l'altro, come se si trattasse di un bambino iperattivo.


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DVD - Il Mio Eroe Topolino
DVD - Walt Disney Treasures - Topolino Star a Colori (vol. 2)  
VHS - Topolino 70 Anni di Avventure



domenica 30 novembre 2014

Qua la Zampa (Lend A Paw)



Anno 1941

fonte: la tana del sollazzo
Remake di Mickey's Pal Pluto, cartone dei primi anni 30 che presentava per la prima volta la coscienza di Pluto, che avrebbe poi fatto capolino anche in Mickey's Elephant. Non si capiscono bene le ragioni di questo secondo remake, che tralaltro vince pure l'Oscar di quell'anno, certo è che le differenze con l'originale sono molte. Non si tratta più di un update come nel caso del corto precedente ma di un corto nuovo di zecca, che riprende dall'originale solo la trama e certi dialoghi, e che a quanto pare è dedicato alla fondazione Tailwagger, come si apprende dalla title card. Per il resto il nugolo di gattini che vogliono rubare il ruolo a Pluto sono qui un gattino solo (che nella locandina viene sostituito da Figaro), e Minni è assente. Vengono invece conservate l'interazione tra il Pluto angelo e il Pluto diavolo, la scena del pozzo e molti altri particolari rilevanti. Il corto è assai più riuscito del predecessore, anche solo per la scena nuova di zecca dell'interrogatorio che Topolino (qui munito nuovamente di calzoncini, forse per omaggiare l'originale) fa a Pluto con il pesce rosso a far da testimone. Anche questo corto è spesso ascritto erroneamente alla serie di Pluto.

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BluRay -  Oliver & Company  
DVD - Walt Disney Treasures - Pluto la Collezione Completa (vol. 1)
VHS - I Capolavori di Topolino 

domenica 19 gennaio 2014

Problemi di Bagaglio (Baggage Buster)



Anno 1941

fonte: la tana del sollazzo
 Si ritorna alla formula semplice, dal momento che la formula How To deve ancora stabilizzarsi. Ecco quindi un Pippo fattorino che senza voce narrante è alle prese con un baule magico dal quale escono stramberie di ogni tipo, tra cui un toro molto simile a Ferdinando. Pare che in questo periodo si sia utilizzato come modello di riferimento per animare Pippo un uomo con delle strisce attaccate alla testa, e la cosa si riflette nell'animazione del corto. E' infatti un Pippo atipico questo, che si muove come un povero deficente con delle orecchie vistosissime come calzini che pendono qua e là: strana la mimica, strano il comportamento, strano il fatto che abbia cinque dita anche nelle inquadrature non ravvicinate. Belle le gag surreali, specialmente quelle con la folla di animali. Non sarebbe però stato l'ultimo corto di Pippo privo di voce narrante, una manciata di short semplici sarebbe stato prodotta più avanti, anche se distribuita col contagocce all'interno della produzione canonica di How To.


 fonte: Trésor Disney
C'est en 1941 que la série Dingo prend véritablement son envol. Avec quatre courts métrages produits cette année là, Dingo ne peut certes pas se mesurer à la popularité de Mickey ou Donald, mais, disposant d'une série qui lui est entièrement consacrée, il peut espérer se trouver une place appréciable parmi les autres personnages de courts métrages Disney. A ce stade de la série, deux courts métrages précèdent la sortie de Baggage Buster : Goofy and Wilbur était une simple introduction au personnage de Dingo, qui se liait d'amitié avec un petit criquet ; Goofy's Glider amorçait quant à lui un tournant décisif dans sa carrière en présentant Dingo comme un personnage muet, qui réalisait l'exact inverse de ce que le narrateur lui conseillait de faire. Suite à ces deux cartoons, Baggage Buster constitue un des derniers rôles de Goofy avant le lancement de la série How to en décembre 1941.

Le scénario de Baggage Buster avec Dingo en personnage principal s'inspire du court métrage Donald's Ostrich, sorti en 1938, où Donald recevait un colis mystérieux contenant une autruche, en provenance d'une contrée lointaine. Tandis que Donald était agent de gare dans Donald's Ostrich, Dingo occupe ici la fonction de bagagiste. Entre ces deux courts métrages, les similitudes ne s'arrêtent pas là en effet ; comme avec Donald, les scénaristes de Baggage Buster misent tout sur l'effet de surprise que constitue le colis du magicien d'une part, mais aussi sur la maladresse de Dingo qui enchaîne gag sur gag ; en effet, au moment de déplacer la malle du magicien, Dingo la laisse malencontreusement tomber à terre, ce qui  a pour conséquence de libérer toute une ménagerie. Notre ami doit alors tout faire pour rattraper les animaux échappés et les remettre dans la malle avant l'arrivée du train...

Comme les courts métrages qui le précèdent, Baggage Buster hérite d'une situation des plus critiques : depuis le départ de Pinto Colvig des studios en 1937, Dingo a perdu sa voix. Pour palier à son départ temporaire, les studios font appel à d'autres imitateurs susceptibles de remplacer la voix originale de Dingo : ils pensent ainsi à George Johnson ou à Bob Jackman. C'est finalement George Johnson qui est choisi pour doubler la voix de Dingo, tâche qu'il assumera pour une douzaine de courts métrages en tout durant la période 1939-1943. Baggage Buster ferme aussi la parenthèse des débuts de Dingo ; en effet, le court métrage qui le suit, The Art of Skiing, inaugure officieusement les premiers pas de la série How to, dont la ligne de narration permettra d'atténuer considérablement les dialogues de Dingo et de faire émerger la voix-off du narrateur. Sous l'impulsion de Jack Kinney, la série des How to sera lancée officiellement quelques semaines plus tard en 1941 avec la sortie de How to Ride a Horse.


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L'Arte di Sciare (The Art of Skiing)



Anno 1941

fonte: la tana del sollazzo
Dopo l'uscita di The Reluctant Dragon che proponeva al suo interno un corto completo di Pippo, How to Ride a Horse, si può dire che la formula How To è oramai stabilizzata. Ed ecco che viene utilizzata principalmente per corti di argomento sportivo, a cui la figura di Pippo si presta benissimo. Il cortometraggio sciistico, al pari di quello dell'aliante, mostra perfettamente le potenzialità della serie definendosi come una compilation di sketch in cui vengono mostrati vari modi di sciare, come se si trattasse di una serie di lezioni. Le gag sono tutte ottime, una più bella dell'altra, e presentano un Pippo tornato finalmente a splendere dopo la parentesi tontolona di Baggage Buster ma il vero motivo per cui ricordare il corto è la verve del narratore che durante i credits si sostituisce al tradizionale tema per esibirsi in uno yodel: è infatti lo yodel il motivo portante del cortometraggio, e sarà infatti una storpiatura dello yodel a dare origine al celebre urletto di Pippo che verrà utilizzato da qui in avanti come costante del personaggio (e non solo).

fonte: Trésor Disney
L'année 1941 marque un tournant décisif dans l'histoire des studios qui déménagent pour Burbank. En proie à des problèmes financiers, Disney est contraint de licencier du personnel au printemps, entraînant une grève sans précédent pour les studios. Cette grève ralentie considérablement la production des longs métrages mis en chantier (Cendrillon, Peter Pan). C'est dans cette période trouble qu'est produit le 4ème court métrage de la série Dingo, The Art of Skiing (Leçon de Ski).
The Art of Skiing est sans nul doute le court métrage de la série Dingo le plus populaire. La série a tout juste débuté en 1939, avec un premier épisode sous la direction de Dick Huemer. Comme Goofy's Glider (Le Planeur de Dingo), le seul Dingo sorti en 1940, The Art of Skiing préfigure la série "How to" (Comment faire...) qui sera développée par Jack Kinney en 1941 avec la mise en chantier de How to Ride a Horse (Comment faire de l'équitation). Étant donné que les possibilités de développement du personnage de Dingo sont limitées, il est décidé de réorienter la série en lui donnant des allures burlesques. A travers les "How to", Dingo se trouve confronté aux différents sports (boxe, équitation, base-ball...) et tente de s'en sortir du mieux qu'il peut... et bien sûr, ses tentatives tombent à l'eau ! Pour palier au départ temporaire de Pinto Colvig - et donc de la voix de Dingo -, il est décidé de trouver un narrateur. C'est John McLeish qui double la voix-off, destinée à remplacer l'absence de voix de Dingo. Mais McLeish n'est pas mis dans la confidence et, au moment où il enregistre le texte pour The Art of Skiing, il pense commenter un film éducatif. Alors qu'il est mit au courant du rôle qu'il doit jouer, il décide d'adopter un ton ironique et absurde plus en phase avec le récit. Ce premier essai est prometteur et permet à McLeish de devenir la voix-off de nombre d'épisodes de Dingo.
The Art of Skiing est le premier court métrage de la série où Dingo crie le célèbre goofy hooler lorsqu'il fait une chute ou se retrouve dans une situation périlleuse. yaaaaaaa-hoo-hoo-hooey!! est enregistré à l'occasion de la production de The Art of Skiing par le yodeler et skieur autrichien Hannès Schroll. C'est lui qui inaugure la station de ski Sugar Bowl Ski Resort en 1939. Aussi, il n'y a pas de hasard quand on sait que dans l'histoire de The Art of Skiing, Dingo se rend au Sugar Bowl Ski Resort pour recevoir sa leçon de ski. Le thème du sport - et du ski plus précisément - n'est pas inconnu à la famille Disney qui fréquente pendant l'hiver la station de ski Yosemite. Disney aide aussi personnellement au financement de la station de ski Sugar Bowl alors en construction, et au premier télésiège de Californie à la fin des années 1930. En 1941, trois ans après l'ouverture de la station - toute la famille se rend à Sugar Bowl pour skier avec Hannès Schroll. Ces moments restent mémorables pour Diane, la fille de Disney, toute excitée qu'elle était de prendre le télésiège avec Shroll et ses parents. Disney va même jusqu'à donner son nom à une place du télésiège et à un mont de Sugar Bowl : le Mt Hemlock est ainsi baptisé Mt Disney par Hannès Shroll. Pour se rendre compte de l'importance de Sugar Bowl Ski Resort après son ouverture le 15 décembre 1939, il faut savoir que des stars du cinéma d'Hollywood comme Errol Flynn en font leur destination phare pour les sports d'hiver. 
Mais revenons au goofy hooler ; ce cri de Dingo fut un tel succès auprès du public qui éclata de rire lors de la sortie de The Art of Skiing que les animateurs décidèrent de l'utiliser à chaque nouvelle apparition de Dingo à l'écran. Un gag en particulier est resté célèbre : celui où Dingo, dévalant la pente, doit choisir une direction. Ce gag est né d'un désaccord entre les deux storymen. Lors de la production, Leo Thiele et Ralph Wright n'étaient pas d'accord sur la direction que devait prendre Dingo. L'un proposait que Dingo parte vers la gauche, et l'autre vers la droite. Après de longues discussions, quelqu'un proposa de combiner les deux et de là est né le gag de la pente. La première de The Art of Skiing a lieu en novembre 1941 au Fairmont Hotel à Los Angeles, lors du bal annuel des skieurs. A cette occasion, Walt Disney et sa femme Lilian sont invités et font la présentation du film. Le succès de The Art of Skiing est tel que la société RKO Pictures - qui distribue alors les films de Disney - décide de l'inclure comme séquence du film de 1941 The Reluctant Dragon (Le Dragon Récalcitrant).

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L'Arte dell'Autodifesa (The Art of Self-Defense)



Anno 1941

fonte: la tana del sollazzo
Un altro corto che sfrutta felicemente la formula How To, impostato come una serie di lezioni di pugilato. Prima di esse c'è però un piacevolissimo excursus storico su come si sia sviluppata l'arte dell'autodifesa negli anni, ed è la parte migliore del cortometraggio, per quanto anche le successive gag con Pippo che combatte contro l'ombra siano molto divertenti. Per trovare un altro cortometraggio incentrato sulla storia dell'uomo dagli albori si sarebbe dovuto però aspettare il 1944 con How to be a Sailor. Da notare come sempre più spesso gli animatori cerchino di semplificare la figura di Pippo non disegnandogli le orecchie, sottoponendolo ad una continua evoluzione che avrebbe prodotto un decennio dopo il personaggio di George Geef.


fonte: Trésor Disney
Comme d'autres courts métrages avant lui, The Art of Self Defense hérite d'une situation des plus critiques : depuis le départ de Pinto Colvig des studios en 1937, Dingo a perdu sa voix. Pour palier à son absence temporaire, les studios font appel à d'autres imitateurs susceptibles de remplacer la voix originale de Dingo : ils pensent ainsi à George Johnson ou à Bob Jackman. C'est finalement George Johnson qui est choisi pour doubler la voix du Goof, tâche qu'il assumera pour une douzaine de courts métrages en tout durant la période 1939-1943, parmi lesquels The Art of Self Defense. A partir des années 1940, Jack Kinney décide de réorienter la série Dingo en profondeur et souhaite, pour compenser le départ de sa voix originale, mettre en oeuvre une nouvelle stratégie. Les scénarii mettent ainsi plus en avant le rôle du commentateur à la façon d'un documentaire, au détriment de celui du Goof, réduit à sa plus simple expression. Ces différentes évolutions annoncent le lancement de la sous-série How to... (Comment faire...) avec la sortie de How to Ride a Horse en 1941.
The Art of Self Defense marque à bien des égards un tournant dans la carrière de Dingo puisque c'est le premier court métrage de la série à faire figurer le Goof dans différents rôles et de façon multiples. Il apparaît ainsi tout au long de l'histoire à la fois comme hommes des cavernes, chevaliers en armure ou encore comme aristocrates, à chaque fois opposé à un de ses semblables. Dans les courts métrages suivants, ce procédé de multiplication du personnage sera réutilisé afin d'en faire un "monsieur tout le monde", remplissant par exemple les différents postes d'une équipe de baseball ou encore lors d'un match de hockey. Les différentes versions du Goof avaient un intérêt certain pour l'histoire : au delà de faciliter le travail d'animation, ce procédé des doublons permettait de se concentrer davantage sur la voix off du narrateur et d'autant moins sur le personnage de l'histoire. The Art of Self Defense marque ainsi une étape importante pour Dingo, passé du statut de personnage unique à celui de simple quidam.

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