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lunedì 10 agosto 2015

The Picnic



Anno 1930

fonte: Disney Compendium 
The Picnic rappresenta il secondo step evolutivo del personaggio di Pluto. In The Chain Gang avevamo visto infatti due bloodhound molto simili a lui dare la caccia ad un Topolino evaso. L'abbaiare dei due segugi era opera di Pinto Colvig, che avrebbe successivamente doppiato sia Pluto che Pippo, ma in sostanza si trattava certamente di figure di sfondo, ben distanti dalla personalità del cagnolone. Si può dire che il personaggio di Pluto venga abbozzato per la prima volta solo in The Picnic, dove lo vediamo accompagnare i suoi padroni ad una scampagnata. Il suo nome per il momento è Rover, e in realtà non appartiene a Topolino, bensì a Minni. Si tratta tuttavia di minuzie, che non compromettono l'impressione di trovarsi di fronte al personaggio come lo conosciamo: vediamo infatti il cucciolone intento a grattarsi le pulci, fiutare il terreno (riciclando l'animazione vista in The Chain Gang), fare le feste a Topolino leccandogli il viso e perdere tempo ad inseguire un coniglio. Nell'ultima scena lo vedremo inoltre aiutare i protagonisti, colti da un acquazzone, utilizzando amichevolmente la sua coda come tergicristallo. Insomma, la personalità di Pluto è ormai stata definita e a partire da The Moose Hunt (1931) lo sarà anche il nome.Al di là dell'importanza data dallo sviluppo del personaggio di Pluto, The Picnic è un corto simpatico, anche se certamente distante dai picchi del periodo. In apertura Topolino fischietta per intero il Minnie's Yoo Hoo, la sua canzone ufficiale, introdotta in Mickey's Follies e divenuta in breve il tema dei credits d'apertura. Dopo l'introduzione di Rover/Pluto inizia la scampagnata di Topolino e Minni e la divertente girandola di situazioni ad esso collegata. Seguendo la formula del periodo, troviamo un numero musicale, nel quale i due topolini danzano sul prato. La presenza del cucciolone fornirà però il pretesto per iniziare a puntare su un diverso tipo di umorismo, che prenderà piede sempre di più negli anni successivi: le schermaglie con animali di piccola taglia. Tra conigli dispettosi e un esercito di formiche perfettamente coordinate, le avvisaglie di quello che sarà in breve il cavallo di battaglia umoristico dei cortometraggi Disney ci sono già tutte. Sarà Norman Ferguson negli anni successivi a rendere Pluto il generatore preferenziale di questo tipo di situazioni, sviluppando nel migliore dei modi il genere di recitazione a lui più adatto: la pantomima.



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DVD - Walt Disney Treasures - Mickey Mouse in Black and White (vol. 2)

The Shindig



Anno 1930

fonte: Disney Compendium 
È solo in The Shindig che Orazio perde definitivamente la sua natura di quadrupede per abbracciare in toto l'antropomorfismo. Sin dalle prime scene del corto lo vediamo infatti guidare un sidecar per andare a prendere la sua fidanzata, quella figura bovina ormai da tempo nell'aria, che acquisisce qui finalmente l'identità di Clarabelle Cow. Infatti, dopo un gran numero di corti in cui la sua figura appariva indistintamente nella folla, ecco che la mucca, con tanto di nome scritto a chiare lettere sulla casa, si presenta al pubblico indossando un coprimammelle, che in futuro si trasformerà in una gonna lunga. Il personaggio di Clarabella verrà da subito utilizzato dagli animatori per fare una pungente e affettuosa caricatura della femminilità. Goffa e civettuola, la vediamo all'inizio immersa nella lettura di un romanzo scabroso, Three Weeks di Eleanor Glyn, dimostrando subito dopo di vergognarsene. Il riferimento a questo controverso testo creò problemi con la censura dell'Ohio che scrisse lettere di lamentela agli studi Disney. Sarà solo nelle strisce a fumetti, in arrivo già questo stesso anno, che Clarabella mostrerà i lati più chiacchieroni e pettegoli della sua personalità, arrivando a far esclamare a Topolino “Devono averla vaccinata con una puntina di grammofono!”.Seguire l'evoluzione dei cortometraggi di Mickey Mouse di questo periodo è come fare un viaggio nel tempo, esplorando l'America della Grande Depressione. The Shindig ripropone infatti la stessa situazione di The Barn Dance, con la festicciola organizzata nel granaio, ma in questi due anni alcune cose sono cambiate. Topolino è leggermente meno scapestrato di prima, Minni non flirta con nessuno se non con lui, e il tessuto sociale intorno a loro sta iniziando ad arricchirsi. Oltre ai già citati Orazio e Clarabella, nel gruppetto iniziano a distinguersi altre figure ricorrenti, come la maialona Patrizia, già vista in Mickey's Follies, che qui riappare al fianco della sua controparte maschile, chiamato Percy nelle strisce a fumetti. I motivetti che risuoneranno nel granaio sono quelli già sentiti nei cortometraggi del periodo: Pop Goes the Weasle, A-Haunting We Will Go, Turkey in the Straw e molti altri. Dopo una prima parte in cui Topolino si esibisce insieme a Minni, lo vedremo scendere in pista e ballare con tutte le ragazze del gruppo, comprese Clarabella e Patrizia. The Shindig è quindi un ottimo ritratto di come ci si divertiva nelle campagne americane ai tempi della crisi. Non sarà però l'ultimo corto festaiolo del periodo: anche The Birthday Party e The Whoopee Party torneranno su questo tema, spostando però il tutto in un'ambientazione domestica.



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The Cactus Kid



Anno 1930

fonte: Disney Compendium
Con The Cactus Kid la serie subisce finalmente un incremento qualitativo. Orfano di Ub Iwerks, Walt si è trovato a dover assumere nuovi valenti animatori che, spinti dal forte desiderio di lavorare con un personaggio di successo, si accontentano di una paga modesta: il massimo che al momento ci si può permettere agli studios. Il corto in questione riesce a conciliare molto bene sia l'anima musicale che la componente narrativa, offrendo uno spettacolo completo. The Cactus Kid riporta in scena alcuni elementi già visti in The Gallopin' Gaucho, pur con alcune variazioni. Si tratta ancora una volta di un cortometraggio in costume, ma il setting non è più l'Argentina bensì il Messico. Topolino entra in scena in groppa alla sua cavalcatura, che adesso è Orazio, ancora una volta dotato di bombetta e atteggiamento spaccone, ma non ancora affrancatosi dalla sua natura animalesca. La prima metà del corto è fortemente incentrata sulla musica: un Topolino danzante flirta in modo gradasso con Minni, nel ruolo di cameriera di un locale, dandole degli schiaffetti e tirandole il naso, attirandosi così le ire della topolina, che non tarderà a punirlo.Nella seconda parte invece viene riproposto lo schema del rapimento, tanto in voga nell'epoca del muto. Entra così in scena un antagonista felino piuttosto corpulento e dotato di moncone: si può finalmente dire che l'instabile fase come Terrible Tom si sia conclusa e il personaggio di Pietro Gambadilegno abbia abbracciato ruolo, nome e atteggiamenti dell'antagonista di Alice e Oswald (benché abbia ancora una lunga coda). Pietro verrà tuttavia usato solo raramente in questi cortometraggi, lasciando a Topolino il più delle volte campo libero per vivere situazioni sempre diverse. The Cactus Kid presenta alcuni elementi di modernità davvero notevoli: Topolino infatti interagisce con Minni e Pietro facendo un grande uso di dialogo e facendo il verso a Gary Cooper nel film The Virginian (1929), mentre la suggestiva scena della sparatoria al buio verrà riproposta anche in seguito in The Klondike Kid. Un altro elemento notevole è il divertente inseguimento in groppa a Orazio sulle note del Can Can di Offenbach. Il reclutamento di nuovi animatori allo studio inizia a sentirsi: graficamente The Cactus Kid è molto migliore di Wild Waves, Just Mickey e The Barnyard Concert, che si erano dimostrati stilisticamente molto incerti.



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The Barnyard Concert



Anno 1930

fonte: Disney Compendium 
Il filone degli spettacolini imbastiti da Topolino, iniziato l'anno precedente con The Opry House, subisce in questi mesi una forte impennata. È un periodo turbolento agli studios e dopo l'abbandono di Ub Iwerks e Carl Stalling c'è bisogno di ritrovare una direzione. È normale quindi che per prendere tempo si mettano in cantiere cortometraggi meno ambiziosi, che si appoggiano a formule collaudate. In The Barnyard Concert troviamo per la primissima volta Topolino nel ruolo di direttore di un'orchestra formata dai suoi amici della fattoria. Lo ritroveremo in questo ruolo svariate volte in futuro, in corti come Blue Rhythm o nel suo debutto a colori, The Band Concert. La banda di Topolino suonerà l'overture di Poet and Peasant (Dichter und Bauer) di Franz von Suppé.Tra i componenti dell'orchestra di Topolino possiamo individuare un cavallo antropomorfo che si presume possa essere Orazio, benché non presenti più quei particolari tratti distintivi visti in The Plowboy, e persino una mucca al flauto, sempre più simile a Clarabella. Il personaggio verrà battezzato ufficialmente soltanto in The Shindig, ma il suo lento e progressivo definirsi come figura antropomorfa e ricorrente è già in corso da molti mesi. Sebbene non sia certo fra i corti più memorabili, The Barnyard Concert ha una sua importanza, dato che costituisce una sorta di ponte tra due differenti periodi della storia di Mickey Mouse: Topolino che tira le code ai maialini usandoli come strumento musicale si era già visto in Steamboat Willie, mentre alcune gag relative all'orchestra, tra cui la mosca disturbatrice e i ruoli dei singoli componenti, avranno modo di tornare nel 1935 e venir sviluppate ancora meglio nello strepitoso The Band Concert.


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Just Mickey



Anno 1930

fonte: Disney Compendium 
Negli ultimi mesi agli studios il clima stava cambiando. Il rapporto di amicizia che c'era sin dagli albori tra Walt Disney e Ub Iwerks si stava lentamente sfaldando. I due avevano infatti alcune divergenze d'opinione, dovute ai loro diversi temperamenti. Come si è visto in occasione della polemica sul pose to pose, Walt stava diventando un imprenditore con una visione d'insieme molto salda, mentre l'approccio di Ub era ancora quello dell'artista a tutto tondo, disposto a sobbarcarsi grossi carichi di lavoro pur di esprimersi nel migliore dei modi. La rottura definitiva tra i due la causò però Pat Powers, il distributore di Disney, che era intenzionato a fare terra bruciata intorno a Walt per indebolirlo e costringerlo ad accettare condizioni di lavoro penalizzanti. Powers convinse Ub che l'unico motivo del successo di Walt era lui, e lo spinse quindi a mettersi in proprio, aprendo uno studio a suo nome. Powers non aveva ovviamente alcuna intenzione di supportarlo veramente e dopo pochi anni gli ritirò l'appoggio economico, lasciando lo studio di Ub a fallire miseramente. Walt fiutò l'inganno e cambiò presto distributore, ma il voltafaccia di Ub, che per giunta si accompagnò a quello di Carl Stalling, lo segnò profondamente. Nel 1940 Iwerks tornò agli studios, lavorando in qualità di esperto di effetti speciali, ma la frattura con Walt non si ricompose mai completamente e il rapporto tra i due non tornò più quello di un tempo.
Il contemporaneo abbandono di Iwerks e Stalling creò un forte scossone agli studios e questo non poté non riflettersi sulla produzione di quei mesi. Questo potrebbe spiegare la natura bizzarra di Just Mickey, un cortometraggio che, come dice il titolo, ci mostra solo ed esclusivamente Topolino, nell'atto di suonare un violino. L'intero cortometraggio si svolge dunque in un unico tempo, luogo e situazione, e si struttura in tre brevi sequenze nelle quali Topolino suona alcuni brani di musica classica. Vengono presentati, nell'ordine: Morning, Noon and Night in Vienna di Franz von Suppe, la Danza Ungherese n. 5 di Brahms , Traumerei dalla raccolta Kinderszenen op.15 di Schuman e l'Ouverture del Guglielmo Tell di Rossini. Fra i cortometraggi del periodo è sicuramente il più monotono, anche se fortunatamente qualche guizzo c'è, e riguarda le comicissime espressioni che Topolino, spesso in primo piano, assume a seconda del brano suonato. Just Mickey rientra quindi nella categoria dei corti incentrati sugli spettacolini, ma non ne replica la varietà, somigliando piuttosto ad un semplice esercizio di stile per gli animatori, chiamati a far trasparire le emozioni del suonatore. Degna di nota è l'invadente e beffarda risata che in un paio di occasioni disturberà Topolino durante l'esibizione.
La locandina del corto riportava il titolo Fiddling Around, diversamente da ciò che troviamo invece sulla title card, perché è con questo titolo che in origine venne depositato il copyright. Va inoltre segnalato che a partire da Just Mickey i credits vengono modificati, cambiando la title card e segnando l'inizio della distribuzione da parte della Columbia.



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giovedì 6 agosto 2015

Midnight in a Toy Shop



Anno 1930

fonte: Disney Compendium
Midnight in a Toy Shop è una delle Silly Symphony più interessanti del periodo. Caratterizzata da un magistrale uso del bianco e nero e da un'illuminazione davvero suggestiva, immerge lo spettatore in uno degli scenari più avvolgenti di sempre: l'antica bottega di un giocattolaio. L'esplorazione avviene dal punto di vista di un piccolo ragnetto, che si rifugia nel negozio di notte durante una bufera di neve. Midnight in a Toy Shop sarebbe stato solo il primo di un ciclo di due corti tra loro collegati: l'anno successivo con Egyptian Melodies il ragno sarebbe infatti tornato, conducendo questa volta il pubblico alla scoperta di un'antica piramide. La formula libera delle Silly Symphony permetteva infatti questo tipo di collegamenti, spingendo gli artisti a riprendere alcuni personaggi per realizzare dei veri e propri sequel.Dopo essersi introdotto nel negozio, il ragnetto si imbatte in un pianoforte giocattolo e inizia a suonarlo, risvegliando i giocattoli che inizieranno a danzare. Da questo momento in poi il cortometraggio rientra nei consueti binari della serie, mostrando ovviamente differenti coreografie che coinvolgono pupazzi, bamboline e jack-in-the-box assortiti. La ricca colonna sonora include Scotch Poem (Fern an schottischer Felsenkuste) di Edward MacDowell, una sezione ispirata a Pizzicato Polka di Leo Delibed, Cocoanut Dance di Andrew Hermann e Lautspiel-Overture di Keler-Bela. La cosa prosegue fino all'accensione accidentale di alcuni mortaretti, che provocheranno la fuga del ragnetto. La tematica dei giocattoli che prendono vita tornerà in alcune Silly Symphony natalizie come Santa's Workshop, The Night Before Christmas e Broken Toys, lasciando un segno indelebile nell'immaginario degli artisti futuri. Il lavoro degli studios sul ciclo di Winnie the Pooh e quello della Pixar su Toy Story raccoglieranno in modo perfetto questa preziosa eredità.




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Cannibal Capers



Anno 1930

fonte: Disney Compendium
Gli ingenui stereotipi etnici presenti in cortometraggi come Cannibal Capers hanno dato qualche preoccupazione alla Disney Company nell'epoca del politicamente corretto, tanto da sentirsi in dovere di metterli da parte, o riproporli in home video preceduti da un'introduzione che ne spiegasse il contesto. Nel corto in questione siamo infatti in un villaggio africano, i cui abitanti vengono ritratti come se si trattasse di simpatici e stilizzati funny animals: le labbra somigliano ad un becco e il corpo altro non è che un filo a cui troviamo attaccata una sfera nera, che dovrebbe rappresentare la pancia. Si tratta inoltre di figure gommose e deformabili a piacimento, capaci di allungarsi a dismisura, come dimostra l'intelligente illusione ottica con cui si apre il corto, in cui le loro gambe prendono l'aspetto di palme. Questo è stato il primo cortometraggio fotografato impiegando la nuova cinepresa Universal dello studio, che sostituì la vecchia Pathè in uso sin dal 1923. Un esempio della flessibilità del nuovo strumento si può notare in un particolare movimento di camera presente all’inizio del cortometraggio.
A dispetto del titolo, non è presente alcun riscontro del fatto che gli abitanti del villaggio siano cannibali. Li vediamo infatti intenti a far danze tribali o a dedicarsi alle proprie attività a tempo di musica, cercando di mangiarsi al massimo una tartaruga. A cambiare le carte in tavola e turbare la quiete, interviene improvvisamente un leone, animato da Floyd Gottfredson, Jack King e Norman Ferguson. Il successivo siparietto con il selvaggio che cerca di sfuggirgli e il comico ribaltamento di ruoli sul finale chiosa in modo molto soddisfacente un corto divertente e ben ritmato. L'improvviso arrivo di un antagonista capace di mettere in pericolo l'idilliaco quadretto diventerà molto presto un elemento ricorrente in molti corti della serie, anticipando la volontà delle Silly Symphony di spostarsi entro pochi anni su un binario decisamente più narrativo. La colonna sonora include brani tratti da Carmen di Bizet, e da Moments Musicaux di Schuman.
Gli ultimi secondi del cortometraggio, ritenuti a lungo perduti, sono stati recuperati in occasione dell'inserimento del corto nel volume dei Disney Treasures More Silly Symphonies (2006).





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Winter



Anno 1930

fonte: Disney Compendium
Winter conclude felicemente la quadrilogia delle Silly Symphony dedicata alle quattro stagioni. Nel corso dei mesi gli animatori sono riusciti ad evolvere la loro arte migliorando nettamente i fondali, assai più curati di prima. Anche nell'utilizzo del bianco e nero si notano progressi sempre maggiori: le sfumature di grigio che colorano il corto non fanno che accrescere l'atmosfera invernale, rendendo il tutto veramente suggestivo. Dopo una prima sequenza nella quale vediamo gli animali immersi nel letargo durante una bufera, prende il via la consueta parte musicale che li vedrà intenti a danzare come di consueto. Alci, orsi, istrici, tassi e altri mammiferi del bosco escono così dal loro sonno per esibirsi e pattinare sul ghiaccio.Secondo una credenza americana, se il secondo giorno di febbraio una marmotta esce dalla sua tana e non riesce a vedere la sua ombra, l'inverno finirà presto. Qualora fosse invece una bella giornata e l'ombra apparisse, la marmotta dovrebbe spaventarsi e tornare a nascondersi, segno che l'inverno durerà per altre sei settimane. La tradizione del “giorno della marmotta” viene ripresa nell'ultima sequenza di Winter, costituendo il simpaticissimo climax del cortometraggio. Già da qualche tempo gli artisti Disney stanno cercando di variare la solita formula, provando a costruire delle semplici trame mediante l'uso di animali predatori come antagonisti o elementi di disturbo. Il tirare in ballo questa curiosa tradizione rende Winter nettamente più originale della media del periodo, chiudendo nel migliore dei modi il pittoresco ciclo stagionale di Walt Disney.



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Night



Anno 1930

fonte: Disney Compendium
Curiosamente Night potrebbe considerarsi un'ideale estensione del ciclo stagionale in corso in quei mesi. Sebbene non abbia a che fare con le quattro stagioni, il cortometraggio infatti replica in tutto e per tutto la formula di Springtime, mostrandoci ancora una volta una danza di animali legati ad un determinato scenario ambientale, in questo caso la notte. Si tratta senza dubbio di uno dei corti più ispirati e d'atmosfera, che dimostra come gli artisti Disney stiano acquisendo una totale padronanza espressiva e siano ormai in grado di creare suggestioni visive anche molto differenti. Le copie originali del film vennero stampate su pellicola blu per ottenere una colorazione che ricreasse l'atmosfera notturna.Sin dall'apertura Night dipinge un quadretto veramente intrigante, accompagnato da una colonna sonora finalmente all'altezza che include brani come la Sonata al Chiaro di Luna di Ludwig van Beethoven, Sul Bel Danubio Blu di Joahnn Strauss, The Glow Worm di Paul Lincke, The Mosquito Parade di Howard Whitney, First Heart Throbs (Das erste Herzklopfen) di Howard Whitney e la ninna nanna tradizionale Rock-a-Bye Baby. Dopo l'attraente ripresa iniziale sul laghetto con tanto di luna che canta, si passano in rassegna i più iconici animali notturni come i gufi, le zanzare, la rane e persino le lucciole, che vengono qui genialmente rielaborate come dei clown. Lo scenario lacustre è veramente attraente, e comunica molto bene l'atmosfera notturna, benché per ovvie ragioni di contrasto visivo il cielo sullo sfondo non sia stato dipinto di nero. Il balletto “puro” presente in corti come Night sarebbe stato molto presto scalzato dalla serie in favore di formule più ibride.




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Monkey Melodies



Anno 1930

fonte: Disney Compendium
Dopo aver esplorato il fondo del mare con Frolicking Fish e il polo nord con Arctic Antics, si continua a variare lo scenario naturalistico, dando modo agli artisti di proporre un cast animale ancora diverso. Questa volta tocca agli animali africani: gli animatori raffigurano coccodrilli, pappagalli, gorilla, serpenti e ippopotami, la maggior parte dei quali impegnati come sempre a danzare sulle note dell'accompagnamento musicale di turno. Le vere protagoniste del corto, come svela il titolo, sono però due bertucce innamorate, che andranno incontro ad alcune disavventure. Con Monkey Melodies si nota una volta di più la volontà di arricchire il menu delle Silly Symphony aggiungendo ai consueti balletti un po' di sostanza narrativa.Se si escludono eccezioni come El Terrible Toreador, la serie delle Silly Symphony era partita presentando quadretti musicali corali, senza soffermarsi troppo su singoli personaggi. In corti come Cannibal Capers e Frolicking Fish erano stati introdotti però i primi antagonisti, con la funzione di turbare la quiete dei fin troppo spensierati personaggi danzanti. Monkey Melodies fa di più incentrandosi sulla già citata coppia di scimmie, e spostando a più riprese l'attenzione sul loro flirt. Stavolta l'elemento di disturbo è un coccodrillo da cui i due fuggiranno, andando incontro a numerosi altri predatori e cavandosela per il rotto della cuffia. Non si tratta comunque di una delle Silly Symphony più brillanti: i due protagonisti altro non sono che una variante di Topolino e Minni e questo tipo di vicenda sarebbe stata riciclata in seguito in svariati cortometraggi.



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Frolicking Fish



Anno 1930

fonte: Disney Compendium
rolicking Fish non è certo fra i corti più memorabili di questi primi anni, sebbene abbia come ambientazione il fondo del mare. È però il perfetto esponente di una formula di cui abbiamo già avuto le prime avvisaglie in Cannibal Capers e che caratterizzerà buona parte delle prossime Silly Symphony. Nella prima parte, assistiamo ad un serafico balletto di pesci, interrotto da un elemento di disturbo, che in questo caso è una piovra. L'evento caratterizza il finale del corto, più incentrato sull'azione, che culminerà con la sconfitta della disturbatrice. L'inserimento di una forma di conflitto spezza la monotonia alla quale le trame basate sul balletto puro stavano portando, ma nel prossimo futuro sarà abusato fino a diventare un cliché. 
Il fondale marino tratteggiato dagli artisti Disney è ricco di fauna di ogni tipo, impegnata ad esibirsi e a danzare in spensieratezza: troviamo pesciolini, stelle marine, mante e aragoste, ma tuttavia a questa varietà visiva non si accompagnano trovate particolarmente brillanti. L'accompagnamento musicale include March of the Gnomes (Heizelmannchen) di Richard Eilenberg e The Dance of Serpents di Eduardo Boccalari. Il design della piovra si dimostrerà però particolarmente riuscito, e infatti ne ritroveremo una identica l'anno successivo nel cortometraggio di Topolino The Beach Party. In tale occasione la piovra si troverà nuovamente ad interpretare il ruolo di villain della situazione, motivo per cui gli animatori ricicleranno pure la sua sguaiata risata.


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martedì 4 agosto 2015

Summer



Anno 1930

fonte: Disney Compendium
Summer viene prodotta sulla scia di Springtime, realizzata l'anno precedente, e ne rappresenta il seguito ideale. L'idea di dedicare una Silly Symphony ad ogni stagione si rivela vincente, specie in un momento in cui il ciclo non ha ancora trovato la sua identità più fiabesca, ed è ancora incentrato su balletti a sfondo naturalistico. Per mandare avanti la serie diventa quindi necessario variare di volta in volta lo scenario, arrivando a proporre numeri danzanti in ambientazioni molto differenti tra loro. Summer rappresenta inoltre uno degli ultimi contributi di Ub Iwerks alla serie, poco prima che lasciasse lo studio. Dopo il suo abbandono le Silly Symphony metteranno un po' da parte l'umorismo graffiante degli inizi, privilegiando l'aspetto visivo. 
Quando si tratta di stilizzazioni elementari è sempre un po' difficile distinguere l'estate dalla primavera. Se l'autunno è caratterizzato dalle foglie e l'inverno dalla neve, rendere riconoscibile il clima estivo è sicuramente più difficile, specie in mancanza del colore. In assenza di elementi più iconici, gli artisti Disney decidono di puntare quindi sugli insetti, rendendoli protagonisti del corto. Bruchi, farfalle, libellule, coccinelle, mosche e ragni danzano sullo schermo, utilizzando spesso e volentieri i fiori come se fossero giostre. L'estate disneyana non è però al livello della primavera: l'accompagnamento musicale risulta meno incisivo e l'umorismo pungente tipico dell'era Iwerks è notevolmente diminuito. La colonna sonora include l'Intermezzo tratto dal balletto La Source di Léo Delibes, Darkies' Dream di George L. Lansing e Stephanie-Gavotte di Alphons Czibulka. Non si tratta tuttavia di un cortometraggio visivamente monotono: personaggi graficamente bizzarri come l'insetto stecco o presenze curiose come lo scarabeo stercorario rimangono sicuramente impressi. Una curiosità è la presenza tra gli animatori di Floyd Gottfredson, che diventerà famoso come disegnatore e sceneggiatore delle strisce di Topolino.



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Playful Pan



Anno 1930

fonte: Disney Compendium
La Silly Symphony che chiude il 1930 ha un sapore spiccatamente mitologico, con il suo eleggere a protagonista un fauno. Probabilmente si tratta, come indica il titolo, di quello stesso Pan, mezzo uomo e mezzo caprone, figlio di Ermes e della ninfa Driope che secondo il mito greco si poteva considerare a tutti gli effetti il dio della campagna e dei pascoli. La raffigurazione che ne fanno gli animatori Disney è quella di uno spensierato ragazzino con lo zufolo, rappresentato in maniera molto stilizzata. Non si tratterà dell'ultima volta che in casa Disney vedremo reinterpretare la mitologia greca: avverrà ancora nelle Silly Symphony King Neptune e The Goddess of Spring, e successivamente anche nei lungometraggi Fantasia e Hercules. 
Anche Playful Pan presenta una struttura ibrida nella quale i balletti finiscono per lasciare il posto ad una trama. Nella prima metà del corto vediamo infatti piante e animali danzare sulle note del flauto di Pan, mentre nella seconda scoppia un incendio dal quale tutti dovranno mettersi in salvo, e che verrà domato solo grazie ai poteri magici del fauno. La sequenza con la foresta che va a fuoco sarebbe stata replicata un paio d'anni dopo in Flowers and Trees, primo cortometraggio Disney a colori. Per il resto non si tratta certamente di uno dei corti più ispirati e memorabili, fatta eccezione per il piacevole accompagnamento musicale: le note suonate da Pan hanno infatti un sapore primitivo ma nel contempo solenne e mistico.




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Autumn




Anno 1930

fonte: Disney Compendium
Senza alcuna pausa, Autumn esce immediatamente in coda a Summer, portando avanti il ciclo delle quattro stagioni iniziato l'anno precedente, che verrà concluso però solo qualche mese dopo con il bellissimo Winter. Nella title card iniziale troviamo accreditati per l'ultima volta i nomi di Ub Iwerks e Carl Stalling che, cadendo nel tranello di Pat Powers, hanno ormai abbandonato Disney per mettersi in proprio. Da questo momento in poi si apre una nuova era per lo studio, che di lì a poco vedrà l'arrivo di alcuni grandissimi talenti capaci di rimpiazzare i due veterani. Autumn si pone nel solco delle Silly del periodo, ma anziché limitarsi ai soliti balletti, preferisce mostrarci gli animali impegnati a svolgere le loro attività, anche se in maniera ritmata. 
Sebbene non sia al livello di Springtime, questo terzo cortometraggio segna una ripresa dal più anonimo Summer. Come si è visto, piuttosto che mostrare semplici danze, si preferisce un approccio più documentaristico, dipingendo un quadretto autunnale preciso in cui vediamo alcuni animaletti fare provviste per l'inverno. Scoiattoli, tassi, porcospini, castori e pennuti assortiti si dedicano alle loro faccende, andando a ritmo con la musica, che non si può dire particolarmente memorabile. Tra i brani inclusi troviamo Valse Arabesque di Théodore Lack e Murmuring Brook di Edouard Poldini. A rimanere impresso è invece il comparto visivo delizioso e di grande atmosfera, con sfondi molto curati e “colorati” in maniera molto suggestiva con varie gradazioni di grigio. La natura maggiormente narrativa del cortometraggio si ritrova anche nella sequenza conclusiva in cui si sconfina nell'inverno e gli animali sono costretti a rifugiarsi nelle loro tane prima che arrivi una bufera.


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Arctic Antics



Anno 1930

fonte: Disney Compendium

L'introduzione di elementi conflittuali in corti come Frolicking Fish o Monkey Melodies avrebbe molto presto preso piede nelle Silly Symphony, portando a mettere da parte la formula del balletto puro, già vista in Night e nei cortometraggi dedicati alle stagioni. Arctic Antics è una delle ultime sinfonie allegre a presentare l'antica struttura, e infatti tutto ciò che offre è una serie di siparietti musicali, questa volta utilizzando uno scenario non ancora sfruttato: i freddi ghiacci del circolo polare artico. Gli animatori hanno così modo di mettere in scena una fauna differente da quella rappresentata finora nei cortometraggi naturalistici. Come sempre, le spensierate sequenze che compongono il cortometraggio mettono in scena diversi animaletti impegnati a danzare o a trastullarsi in vari modi.
In Arctic Antics troviamo foche, trichechi e orsi polari, questi ultimi presenti in diverse fogge, tra cui una varietà particolarmente pelosa e visivamente molto complessa. Gli animatori si prendono anche qualche licenza: sebbene il titolo indichi che lo scenario sia il polo nord, gli ultimi minuti del cortometraggio sono occupati da una simpatica marcetta di pinguini, che dovrebbero invece trovarsi al polo sud. Questo stesso tema musicale, Parade of the Wooden Soldiers (Die Parade der Holzsoldaten) di Leon Jessel, sarebbe stato utilizzato per una scena analoga nel cortometraggio di Paperino e Pippo Polar Trappers nel 1938. Altri brani inclusi nella colonna sonora sono Playful Polar Bear (Dans Humoresque) di George J. Trinkaus e Ballet Egyptien di Alexandre Luigini. Piuttosto insolita è la chiusura del corto, in cui il volume della musica lentamente diminuisce mentre ci si allontana da quel mondo e i pinguini spariscono dietro un iceberg, conclusione che per certi versi ricorderà quella di Funny Little Bunnies (1934).  





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sabato 23 novembre 2013

Topolino Pompiere (The Fire Fighters)


Anno 1930

fonte: la tana del sollazzo
Con ben tre anni d'anticipo dal capolavoro Mickey's Fire Brigade ecco Topolino pompiere con la sua brigata di collaboratori che per adesso includono Orazio, uno struzzo deformabile, un bassotto, e altri cagnolini e gatti generici. Molto è ripreso da Alice the Fire Fighter, ma ci sono anche tante gag nuove, ben ritmate e con tempi comici così ben scanditi che quando si arriva a Minni, nel ruolo di fanciulla da salvare - che Topolino riconosce subito, mettendo bene in chiaro come funzionano i rapporti tra personaggi nel mondo Disney, avventure in costume a parte - il corto inaspettatamente si conclude. Veramente molto bello, anche se il meglio su questo tema Walt Disney l'avrebbe dato solo grazie al Trio.

 IMDB
Mickey Mouse Follies: B&W 

pubblicato in:
DVD - Walt Disney Treasures - Topolino in Bianco e Nero  

The Gorilla Mystery (The Gorilla Mystery)



Anno 1930

fonte: la tana del sollazzo
Bellissimo. la svolta action è assolutamente evidente in questo corto, in cui Topolino avverte Minni telefonicamente del pericolo di un gorilla assassino evaso. Ovviamente poi il gorilla arriva davvero, e Topolino si dovrà recare a casa di Minni per capire se è stata presa o meno. Atmosfere da thriller, e un bianco e nero meraviglioso (e con quali luci!) incorniciano un corto esteticamente perfetto e ricco di scene e trovate che non si fanno dimenticare tanto facilmente, come ad esempio la telefonata allarmista tra i due fidanzatini, gli scambi verbali, il timoroso sussurrare di Topolino, la scena in cui lei suona il piano vicino alla cornetta del telefono per tranquillizzare Topolino. Un vero peccato che si sarebbero dovuti attendere altri due anni per rivedere grazie a The Mad Doctor un po' di sano horror nei corti di Topolino.

fonte: Trésor Disney
The Gorilla Mystery figure parmi les premiers courts métrages réalisés sans la participation de l'animateur Ub Iwerks, qui a quitté les studios peu avant au printemps 1930. Son départ occasionne quelques ralentissements pour la production des courts métrages de Mickey, dont la réalisation est désormais confiée à David Hand, un jeune animateur embauché aux studios quelques mois auparavant ; au fur et à mesure de la production des courts métrages de Mickey, et passé le mois d'avril, Walt Disney prenait de moins en moins part à la réalisation, préférant confier ce travail à son équipe d'animateurs. Tout en restant impliqué personnellement dans le développement des scénarios, il n'en exigeait pas moins de maintenir des normes de plus en plus élevées dans la qualité de l'animation. Le départ d'Iwerks entraîne, il est vrai, de profonds changements pour la série Mickey, et plus précisément en terme de scénario. Les aventures de la souris, qui faisaient la part belle à la musique populaire et au spectacle de music-hall, se portent désormais sur des gags visuels et sur des scénario plus aboutis. L'aspect aventurier et héroïque de Mickey est, de fait, mis en avant dans des histoires comme The Gorilla Mystery ou Pioneer Days (1930), ce qui ne pouvait manquer de plaire au public amateur de sensations fortes.

A l'inverse d'autres courts métrages de Mickey, l'intrigue de The Gorilla Mystery laisse une large place au suspense et à l'action. Les scènes de musique et de danse, qui étaient omniprésentes dans Fiddling Around ont peu à peu laissé leur place à un scénario plus solide, reposant essentiellement sur l'action et sur les gags. Mickey ne tient d'ailleurs pas le rôle habituel de musicien qu'il occupait ailleurs mais bien celui de sauveur de son amie capturée par un gorille. Mickey et Minnie sont au centre du scénario de The Gorilla Mystery, où l'action a lieu presque entièrement dans la maison de Minnie. C'est l'occasion de revoir pour la dernière fois son animal de compagnie, un perroquet aperçu de brefs instants dans Steamboat Willie (1928) et The Barn Dance (1929). Lorsque Mickey appelle Minnie au téléphone pour lui dire qu'un dangereux gorille s'est enfui, Minnie a peine à comprendre ce qu'il dit tant ses mots sont incohérents, car prononcés dans la panique. Elle prend donc son avertissement à la légère. Si Pat Hibulaire a temporairement été écarté du scénario, c'est pour laisser sa place à un adversaire autrement plus redoutable pour Mickey, un gorille tueur d'hommes échappé du zoo. Passé cette première apparition, il faudra attendre trois ans pour voir un autre gorille réapparaître dans Mickey's Mechanical Man (1933), où Kongo Killer se bat face à la machine de Mickey lors d'un match de boxe, puis dans The Pet Store (1933) dans lequel un gorille du nom de Beppo s'échappe de sa cage et s'en prend à Minnie. Le gorille de The Gorilla Mystery est enfin très effrayant ; comparé à Kongo ou à Beppo, il laisse de côté tout sentiment humain qui pourrait le rendre un minimum attachant.

The Gorilla Mystery reprend des techniques d'animation déjà utilisées auparavant pour renforcer la sensation de suspense et de mystère, comme les effets de lumière et d'ombres lorsque Mickey entre dans la maison de Minnie, ou encore les chuchotements, les fausses alarmes et autres effets spectaculaires des films d'horreur de l'époque. Les courts métrages de Mickey faisaient souvent allusion à des films américains contemporains, ce qui était d'autant plus pertinent car les gens qui se rendaient au cinéma pour voir un film regardaient le cartoon qui était diffusé avant. Lorsque Mickey lance au gorille "Bring her back Mr. Ingagi.", c'est une référence au film Ingagi (1930) réalisé par William Campbell, dans lequel une expédition se rend au Congo pour enquêter sur une tribu d'adorateurs de gorilles. Après plusieurs péripéties, l'expédition finit par trouver la tribu mais regarde impuissante le sacrifice d'une jeune femme par un énorme gorille qui l'emporte avec lui. Les explorateurs se mettent alors à la poursuite du gorille afin de délivrer la jeune femme. Le succès de ce film était tel qu'il poussa RKO Pictures à investir dans le film King Kong (1933). D'une série à l'autre, il était courant de voir des thèmes et des gags entiers être repris pour d'autres situations avec des personnages différents. Le thème de The Gorilla Mystery sera ainsi repris dans The Pet Store (1933) et plus tard dans pour la série Donald dans Donald Duck and the Gorilla (1944) dans lequel Donald doit capturer un gorille qui s'est échappé du zoo avec l'aide de ses trois neveux Riri, Fifi & Loulou.

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Mickey Mouse Follies: B&W 

DVD - Walt Disney Treasures - Topolino in Bianco e Nero  

Pioneer Days (Pioneer Days)



Anno 1930

fonte: la tana del sollazzo
Nuovo corto in costume per Topolino, questa volta ambientato nei "giorni dei pionieri" con tutti gli sterotipi western del caso, con carovane, indiani e bivacchi. Gli indiani infatti attaccano la gang di Topolino, e danno il via a buffe gag, combattimenti e scene d'azione. Anche se l'apice su questo tema lo avremo con Pippo in Californy'er Bust, il corto è assolutamente godibile e ben strutturato e rappresenta un ulteriore passo avanti, graficamente parlando. Poi in entrambi gli schieramenti sono presenti personaggi molto divertenti, come gli indiani che fanno la danza del ventre o il vecchio pioniere vedovo con la sua storia strappalacrime.



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domenica 25 agosto 2013

Fuga dalla Prigione (The Chain Gang)





Anno 1930

fonte: la tana del sollazzo
Quando un microcosmo non è ancora ben definito capita di trovare cose alquanto stranianti, e se Topolino che "violenta" Minni in Plane Crazy è una divertente stravaganza, il vedere Topolino e l'intera sua gang nel ruolo di carcerati con tanto di Pietri a far da guardiani può lasciar parecchio perplessi. Il corto è comunque molto divertente anche perché dopo una fase musicale arriva il momento di evadere e inizia un divertente inseguimento che lo riporterà paradossalmente proprio in prigione. Questo stravagante cortometraggio è importante perché è ad esso che gli storici del cinema fanno risalire la prima apparizione di Pluto. In realtà i due cani che danno la caccia a Topolino, di Pluto hanno ben poco, giusto giusto un'animazione che verrà poi in seguito riciclata per lui, ma per il resto né le fattezze né il ruolo coincidono. Molto più simile a Pluto sarà invece il Rover che in The Picnic verrà considerato il cane di Minni.

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