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lunedì 10 agosto 2015
Mickey's Good Deed
Anno 1932
fonte: Disney Compendium
Non si può certo dire che la componente narrativa nei cortometraggi Disney sia predominante. Specialmente nei primi anni è evidente come i balletti e le gag fossero il vero punto focale: le trame non sono totalmente assenti ma, quando ci sono, hanno una struttura molto semplice e rimangono sempre al servizio di questi due elementi principali. Anche quando sembra di trovarsi di fronte a cortometraggi story-driven come The Klondike Kid, ci si accorge che in realtà si tratta di varianti di formule preimpostate, e che anche queste vicende sono soltanto contenitori per inserire gli ingredienti citati. Mickey's Good Deed cambia le carte in tavola e, portando avanti il filone natalizio iniziato l'anno prima con Mickey's Orphans, presenta finalmente al pubblico un cortometraggio totalmente incentrato sulla trama. Musica e umorismo sono ovviamente presenti (si ricorda con piacere il canto natalizio Adeste Fideles), ma non sono determinanti: lo scopo del cortometraggio è raccontare una storia completamente originale, cercando di suscitare nello spettatore sentimenti ben diversi dall'ilarità, portandolo all'occorrenza a versare qualche lacrima.Cortometraggi come questo rimarranno sempre eccezioni, ma saranno quelli che paradossalmente rimarranno maggiormente scolpiti nella memoria del pubblico. Mickey's Good Deed presenta infatti una trama articolata e costruita con perizia, dimostrando finalmente la grande abilità narrativa degli artisti Disney, che entro pochi anni si dimostreranno degli autentici virtuosi dell'arte dello storytelling, stupendo il mondo intero con Biancaneve e i Sette Nani. Questa storia piena di sentimento è ambientata in piena Grande Depressione e ci mostra un Topolino povero in canna che si trova costretto a vendere il suo amico Pluto ad una famiglia facoltosa, per far felice un bambino capriccioso e viziato. Per quanto un atto del genere possa sembrare sacrilego, il tutto viene gestito con grande dolcezza, e ha una motivazione più che nobile: il denaro guadagnato servirà a Topolino per regalare un bel Natale ad una famiglia di poveretti. La leggerezza disneyana riesce a rendere godibile una storia dal retrogusto amaro, e in cui aleggia lo spettro della miseria, il senso di perdita e una certa disillusione sociale.La contrapposizione tra le due famiglie ci viene mostrata con un umorismo pungente e alcune trovate fulminanti: i ricchi sono ritratti come maiali antropomorfi e nei saloni della loro villa giacciono ovunque giocattoli inutilizzati, mentre i poveri esibiscono in casa un quadretto con il padre galeotto e un acquario in cui nuota una lisca di pesce. L'esito della vicenda per fortuna ripristinerà lo status quo, mostrandoci il tenero ricongiungimento tra Topolino e Pluto sotto la stella di Natale, ma il vero climax corrisponde al momento in cui il ricco capofamiglia capisce che l'unica cosa che può davvero fare bene a suo figlio è una sonora ed educativa sculacciata. L'accompagnamento musicale che commenta la scena riesce a comunicare nello spettatore una sensazione davvero liberatoria. Va notata la gag in cui si concede un cameo al comico Jimmy Durante, citato di frequente in quegli anni in un gran numero di corti disneyani. La figura di Babbo Natale in questo cortometraggio viene inoltre considerata fittizia sebbene il personaggio esordisca proprio in quegli stessi giorni nelle Silly Symphony, candidandosi a diventare una delle figure maggiormente ricorrenti nelle storie Disney natalizie, contando svariati utilizzi anche da parte del geniale Carl Barks.
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DVD - Walt Disney Treasures - Mickey Mouse in Black and White (vol. 2)
Mickey in Arabia
Anno 1932
fonte: Disney Compendium
È una situazione insolita per gli standard della serie quella con cui si apre Mickey in Arabia. Vediamo infatti Topolino e Minni recarsi in una cittadina araba in groppa ad un cammello. Avevamo già visto Mickey intento a fare gitarelle fuori porta in Jungle Rhythm e The Castaway, tuttavia all'Africa veniva comunque data una connotazione più avventurosa, molto differente dall'atmosfera prettamente turistica presente in questo corto. I due protagonisti si divertono infatti a fare foto e a esplorare la cultura locale, dando modo agli animatori di sbizzarrirsi con alcune gag pungenti e politicamente scorrette. A questo proposito non si può non notare la semplificazione che fa sì che il popolo arabo venga raffigurato con gli stessi connotati tradizionalmente attribuiti ai neri africani.La situazione di quiete verrà interrotta dal rapimento di Minni da parte di un clone di Gambadilegno, qui nei panni di uno sceicco/predone, che trascina la malcapitata nel suo palazzo. Questo tipo di espediente narrativo, molto presente all'epoca del muto, si era visto poche volte nella serie di Topolino (The Gallopin' Gaucho, The Cactus Kid), ma in futuro sarebbe stato utilizzato molto spesso in corti come The Klondike Kid e Building a Building. L'immagine di Topolino che parte al salvataggio della sua bella non farà che allontanare sempre più le abusate dinamiche dei corti musicali, accentuando quella stessa caratterizzazione di Mickey come eroe d'azione che ritroveremo molto spesso anche nei fumetti. Carta e celluloide infatti si influenzeranno a vicenda e l'ambientazione di Mickey in Arabia troverà così nel 1934 un'ideale trasposizione fumettistica all'interno della storia a strisce The Sacred Jewel (Topolino nel Paese dei Califfi), firmato dal grandissimo Floyd Gottfredson.
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DVD - Walt Disney Treasures - Mickey Mouse in Black and White (vol. 2)
The Grocery Boy
Anno 1932
fonte: Disney Compendium
The Grocery Boy è una piccola gemma all'interno di questa fase produttiva. Non è fra i cortometraggi più originali, ma è senza dubbio importantissimo perché riesce con pochi cenni a dire molto dei personaggi Disney, raccontandoci le loro psicologie e illustrando la loro realtà sociale. In apertura troviamo Topolino che, come dice il titolo, lavora in un negozio di alimentari e si appresta a fare una consegna a domicilio per Minni. L'avevamo già visto svolgere diverse professioni come il pompiere, il tassista o il fattorino di strumenti musicali, ma questa volta Mickey è calato in un contesto più concreto e verista. Inoltre, mentre attraversa di corsa l'isolato per portare a Minni i viveri, possiamo osservare che la campagna dei primi tempi si sta lentamente urbanizzando. I campi aperti e i granai stanno progressivamente lasciando il posto a viottoli, baracche e steccati che delimitano le differenti proprietà. La stessa cosa avverrà nelle strisce a fumetti di Floyd Gottfredson prodotte in contemporanea: un Topolino desideroso di gettarsi a capofitto in mille lavori differenti si aggirerà per una campagna in lenta trasformazione. In piena Grande Depressione muove i suoi primi passi l'eroe del New Deal.Non c'è dubbio che il motivo per cui Topolino e Minni riuscirono a convincere appieno il pubblico dell'epoca era la loro autenticità, molto più marcata rispetto alla concorrenza. L'arte della personality animation si sviluppò proprio in ambito disneyano, e consisteva nell'approcciarsi ai disegni come se fossero persone vive, degli esseri capaci di pensare e provare i nostri stessi sentimenti. Un personaggio dai comportamenti plausibili permette infatti maggior identificazione e coinvolgimento, mantenendo intatto il suo fascino anche dopo svariati decenni. Abbiamo già visto nei corti precedenti come gli animatori Disney puntassero molto a rappresentare il flirt tra i due, non rinunciando a sottintendere una certa tensione e attrazione. In The Grocery Boy il gioco delle parti viene esplorato con una finezza ancora maggiore, e per tutta la prima metà vediamo Minni fare la ritrosa, ostentando disinteresse per Topolino, ma sentendosi sotto sotto lusingata dalle sue impertinenze. I brillanti scambi di battute, sia dal vivo che al telefono, e la gestualità di livello altissimo dei due personaggi, fanno ben perdonare una seconda parte leggermente meno ispirata. In chiusura The Grocery Boy riprende infatti gli schemi convenzionali: Topolino e Minni si metteranno a cucinare a ritmo di musica, per essere interrotti dal solito Pluto, che impossessandosi di un tacchino arrosto, metterà a soqquadro tutta la casa.
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DVD - Walt Disney Treasures - Mickey Mouse in Black and White (vol. 2)
The Wayward Canary
Anno 1932
fonte: Disney Compendium
The Wayward Canary rappresenta un deciso passo indietro nel percorso evolutivo che i corti di Topolino hanno imboccato nei corti precedenti. Il 1932 ha visto infatti numerosi cortometraggi rompere gli schemi applicati con insistenza l'anno precedente, facendo virare la serie di Mickey Mouse verso strutture narrative più varie e complesse. Con The Wayward Canary si ritorna invece alla classica formula che avevamo già visto in corti come Mickey Steps Out e Mickey Cuts Up e che trova qui il suo ultimo impiego: Topolino si reca a casa di Minni, portandole una gabbietta con un canarino. I due come sempre flirtano in modo sbarazzino, dando modo agli animatori di lavorare di fino sulle interazioni tra i due. Segue la classica e abusata sequenza musicale in cui i fidanzatini duettano: Minni al pianoforte e Topolino al flauto, mentre dalla gabbietta fuoriesce uno stormo di canarini più piccoli.Come sempre nella seconda parte del cortometraggio si innesca il conflitto, che in questo caso è costituito dalla fuga dei canarini, e il loro intingere il piumaggio in un calamaio, finendo per sporcare d'inchiostro l'intera casetta di Minni. La villa verrà messa a soqquadro, in maniera non troppo dissimile da cortometraggi coevi come Mickey's Nightmare, solo che alla concitata sequenza finale questa volta partecipano anche Pluto e un generico gatto nero. Curiosamente però sarà proprio Pluto il cane a risolvere la situazione riacchiappando uno dei canarini in pericolo, rovesciando il cliché che nei precedenti corti l'aveva visto come principale artefice dei disastri domestici. Non basta questo però a rendere memorabile The Wayward Canary, soprattutto se si pensa che di lì a poco verranno prodotti cortometraggi incredibilmente vari e complessi come Mickey's Good Deed e The Mad Doctor.
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DVD - Walt Disney Treasures - Mickey Mouse in Black and White (vol. 2)
Trader Mickey
Anno 1932
fonte: Disney Compendium
Nel 1932 i corti di Mickey Mouse, come tutta l'animazione Disney, stanno entrando in una fase molto interessante, quella puramente pionieristica. Le Silly Symphony sono infatti passate al colore, concentrandosi su fiabe e leggende, mentre Topolino sta percorrendo una strada ancora differente, fatta di azione, umorismo e grandi comprimari. Questo progressivo aumento di prestigio si sta riflettendo su diversi livelli: le strisce a fumetti firmate da Floyd Gottfredson stanno diventando sempre più articolate, e in occasione del cambio di distributore da Columbia a United Artits, gli stessi corti iniziano ad essere promossi con una cura maggiore, realizzando per ognuno di loro delle locandine specifiche, disegnate e colorate a regola d'arte. In questo scenario di rinnovamenti può sorprendere un corto come Trader Mickey, che riprende uno schema già usato in precedenza. La situazione di partenza del cortometraggio è in linea con il nuovo spirito avventuroso che sta iniziando a permeare le avventure di Topolino sia su carta che su celluloide: lo troviamo infatti intento a navigare su un fiume dell'Africa più nera, col proposito di smerciare cianfrusaglie ad un villaggio di indigeni.Il caso vuole che si imbatta in una tribù di cannibali desiderosi di bollirlo in pentola, e che la sua merce (degli strumenti musicali) si riveli determinante per trarsi d'impaccio. Tutto va a parare, secondo una formula consolidata nei mesi precedenti, in una scatenata sequenza musicale, in cui vediamo i cannibali cercare di suonare alla rovescia gli strumenti, con notevole effetto comico. Si tratta chiaramente di caricature estreme, la cui ignoranza e influenzabilità diventa fonte inesauribile di gag: basti pensare che il loro re viene doppiato dallo stesso Pinto Colvig, e ha quindi l'inconfondibile risata sgangherata di Pippo (Yuk! Yuk!). Gli indigeni di Cannibal Capers erano decisamente meno grotteschi e stupisce che, nei dvd antologici curati da Leonard Maltin per la collana Disney Treasures, questo Trader Mickey non sia stato inserito nelle sezioni “calde”, dove avevano trovato posto cortometraggi molto più innocui. Va inoltre segnalato che gli indigeni di Trader Mickey, monarca incluso, sarebbero apparsi in un ruolo importante nella coeva storia a strisce Mickey Mouse Sails for Treasure Island (Topolino e i Pirati). Fumetto e animazione in quegli anni erano infatti prodotti negli stessi uffici e non è un caso che appaiano strettamente connessi. Non sarà questa l'ultima volta che i due medium si influenzeranno a vicenda.
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DVD - Walt Disney Treasures - Mickey Mouse in Black and White (vol. 2)
Musical Farmer
Anno 1932
fonte: Disney Compendium
Musical Farmer potrebbe a prima vista sembrare un semplice remake di The Plow Boy (1929), uno dei primi cortometraggi di Topolino, in cui lo vedevamo nei panni di un contadinello arare il campo con l'aiuto di Orazio e corteggiare Minni durante la mungitura. Qualche punto di contatto ovviamente c'è, tuttavia Musical Farmer è soprattutto una cartina tornasole del mutamento avvenuto in questi tre anni nella serie di Topolino. Se prima l'ambientazione rurale era lo scenario standard presente in ogni cortometraggio, adesso invece la città sta lentamente raggiungendo Topolino, erodendo la campagna che costituiva inizialmente il suo microcosmo. Nel corto in questione la fattoria viene quindi considerata un setting specifico, da sottolineare in quanto eccezione.La struttura di Musical Farmer è piuttosto convenzionale, e affine a molti corti dell'annata precedente. Vediamo un Topolino immerso nelle attività agricole che decide di fare una sorpresa a Minni, travestendosi da spaventapasseri per spaventarla. Seguono i consueti flirt e balletti assortiti, il tutto con una verve sicuramente superiore a quanto visto l'anno prima. Gli animatori stanno migliorando sotto ogni aspetto: i tempi comici, la qualità delle gag e la recitazione dei personaggi si avvicinano rapidamente all'eccellenza. Tuttavia a distinguersi maggiormente è la sequenza finale, in cui ci spostiamo nel pettegolo ambiente del pollaio, dove le galline si divertono a sparlare tra loro e a far nascere invidie nei confronti di chi fa l'uovo più grosso. L'improvvisa apparizione di un uovo gigante e la corsa a perdifiato di Topolino, smanioso di fotografarlo, costituirà per Musical Farmer un climax insolito ma davvero interessante.
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DVD - Walt Disney Treasures - Mickey Mouse in Black and White (vol. 2)
Barnyard Olympics
Anno 1932
fonte: Disney Compendium
L'aggettivo “barnyard” nei primi anni di carriera di Topolino ricorreva di frequente nei titoli dei suoi corti, ricordando al pubblico la natura rurale del suo microcosmo, fatto di animali della fattoria più o meno umanizzati. Lo troviamo utilizzato per l'ultima volta in Barnyard Olympics, in cui ci viene mostrata una competizione sportiva che di campagnolo ha ben poco. Il tessuto sociale in cui Topolino è immerso sta rapidamente cambiando, e lo si capisce sin dalle prime scene, in cui si passano in rassegna vari personaggi immersi negli allenamenti, tutti ottimamente caratterizzati. Tra il pubblico, oltre a Minni e Clarabella, troviamo persino un cane antropomorfo effemminato, interessato all'andatura sculettante degli atleti in marcia. Inoltre è possibile sentire fuori campo un familiare “Yuk! Yuk!”: si tratta dell'inconfondibile risata sgangherata di Pinto Colvig, che agli studios si occupava di far abbaiare Pluto, e che a partire dal cortometraggio successivo, Mickey's Revue, doppierà il personaggio di Pippo.Dopo la panoramica sui partecipanti all'evento ci si concentra su Topolino, preparato alla competizione da Orazio, suo allenatore. Si tratterà di una sorta di “tetrathlon” che include corsa, salto con l'asta, canottaggio e ciclismo e che vedrà Topolino contendersi la vittoria con un rivale dalle fattezze feline. Non si tratta di Gambadilegno, bensì di un comune bullo graficamente molto differente dai classici cloni di Pietro, ma ugualmente desideroso di fare bella figura con Minni, non risparmiando scorrettezze di vario tipo. Il cortometraggio ha buonissime gag e un ritmo molto concitato, ma sicuramente non è fra i più originali della serie. Le tematiche sportive infatti erano state frequentemente toccate già nei corti di Alice e di Oswald, tuttavia in questo particolare momento produttivo Barnyard Olympics è sicuramente significativo perché rappresenta un ulteriore allontanamento dalle solite formule musicali impiegate in dosi massicce fino all'anno precedente.
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DVD - Walt Disney Treasures - Mickey Mouse in Black and White (vol. 2)
The Mad Dog
Anno 1932
fonte: Disney Compendium
The Mad Dog è un ottimo esempio della ritrovata vena creativa degli artisti Disney. Il cortometraggio non si basa infatti sulla musica ma ha una trama imbastita su uno spunto umoristico davvero curioso e originale. Durante un bagnetto Pluto inghiotte una saponetta e fugge per le strade del paese con la bocca piena di schiuma. Questo spaventerà e scandalizzerà ogni abitante del quartiere, convinto che Pluto abbia la rabbia. Il povero cucciolone verrà messo all'angolo da una folla inferocita, e un accalappiacani con le fattezze di Pietro si preparerà a sopprimerlo. Sarà chiaramente Topolino a fermare l'esecuzione e salvare l'amico, mostrando una volta di più al pubblico l'affetto che lega Mickey al suo cane. Il paesello di periferia in cui si svolge l'azione reca i primi segni di quell'urbanizzazione che abbiamo già avuto modo di intravedere in The Grocery Boy, mentre i cittadini nel panico sono ritratti in modo ridicolo e caricaturale, non risparmiando stereotipi etnici.The Mad Dog rientra fra i migliori cortometraggi del periodo, e l'equivoco su cui si basa è di una genialità che non verrà ripetuta troppo spesso in futuro. Non sarà questa tuttavia l'ultima scaramuccia tra Topolino e l'accalappiacani del paese: pochi mesi dopo, questo clone di Pietro avrà infatti modo di tornare in forma cartacea per mano di Floyd Gottfredson. Ribattezzato Dan, il personaggio apparirà in un ciclo di cinque tavole domenicali (Dan, the Dogcatcher), e addirittura in una breve sequenza di strisce giornaliere lunga due settimane (Pluto and the Dogcatcher). In entrambe queste occasioni lo vedremo dare nuovamente la caccia a Pluto, reo di non avere con sé la medaglietta di riconoscimento. Nelle strisce però questo personaggio avrà una fulminea ma gradevole evoluzione: dopo aver messo per sbaglio in fuga il cucciolone, Dan si impegnerà a riportarlo a Topolino, dispiaciutissimo per l'accaduto. Questa sfumatura caratteriale, unita al nome differente, aiuta a distinguere definitivamente questo personaggio dal suo sosia Pietro Gambadilegno.
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DVD - Walt Disney Treasures - Mickey Mouse in Black and White (vol. 2)
giovedì 6 agosto 2015
Santa's Workshop
Anno 1932
fonte: Disney Compendium
Santa's Workshop prosegue la catena di capolavori prodotti negli ultimi mesi del 1932. Non solo le Silly Symphony ma anche i cortometraggi di Topolino stanno avendo un'esplosione qualitativa incredibile, e perle come il natalizio Mickey's Good Deed lo dimostrano. Il Natale è il grande protagonista anche in questo gioiellino, che prosegue il discorso iniziato dalla serie con l'arrivo del colore, andando ad affrontare un'altra figura “leggendaria”: Babbo Natale. Negli ultimi decenni questo personaggio si è progressivamente definito nella cultura popolare, e l'anno precedente la Coca Cola l'ha per la prima volta raffigurato con il vestito rosso e bianco con cui lo conosciamo oggi. Lo staff di Walt decide di allinearsi a questo cambio di look, contribuendo così a diffonderlo nell'immaginario collettivo. Il personaggio rientra nella nutrita schiera di corpulenti protagonisti dalla voce baritonale presenti nelle Silly Symphony, che ha già visto King Cole e Re Nettuno e a cui in futuro si aggiungeranno anche Noè e Re Mida. Buffo ma incredibilmente carismatico e dotato di una calda e contagiosa risata, il Babbo Natale disneyano è senza dubbio il più riuscito fra tutti i suoi cloni, tanto che lo vedremo tornare l'anno successivo in The Night Before Christmas, vero e proprio sequel di Santa's Workshop.L'arrivo del colore nella serie delle Silly Symphony aveva portato una ventata di freschezza anche sotto il profilo narrativo. I primi cortometraggi successivi a questa svolta però conservavano ancora qualche retaggio dei vecchi schemi, sia pur rielaborati con intelligenza. Santa's Workshop costituisce un ulteriore passo avanti in termini di originalità, visto che non riutilizza formule già viste ma mette in scena una situazione totalmente nuova. Il corto è ambientato nella fabbrica di giocattoli di Babbo Natale e ci mostra le ultime febbrili ore di preparativi per la consegna dei regali che avverrà quella notte. Si tratta di sequenze diverse che descrivono le varie fasi dei lavori: preparazione della slitta, lettura delle letterine, costruzione e collaudo dei giocattoli e infine partenza. Ogni fase viene messa in scena con incredibile arguzia: nella fabbrica di giocattoli, ad esempio, gli gnomi spaventano le bamboline con un ragno di gomma per portarle a drizzare i capelli e procedere con la messa in piega, e lo stesso Babbo Natale si occupa di insegnare loro a dire “Mamma”. Si tratta di quelle gag “meccaniche” collegate al tipico umorismo ”a catena di montaggio” con il quale gli artisti dello studio si sbizzarriranno ancora a lungo. È ancora una volta Frank Churchill ad occuparsi della colonna sonora, mescolando musica classica come la Marcia Militare di Schubert (presente durante la parata finale in cui i giocattoli entrano dentro il sacco) con le deliziose strofe cantate o recitate in rima.Una delle sequenze più belle è senza dubbio quella in cui, durante la lettura delle letterine, Babbo Natale si vede chiedere un intero zoo da parte di un bambino “colpevole” di non lavarsi le orecchie, e riesce argutamente a trarsi d'impaccio allegando una saponetta ad un'arca di Noé giocattolo. Incentivare anziché punire sembra far parte della filosofia di vita di uno dei più positivi personaggi Disney. Santa's Workshop generò una ricca eredità: nel 1934, in Funny Little Bunnies, gli animatori ne avrebbero prodotto un delizioso corrispettivo pasquale mostrandoci un gruppo di coniglietti preparare uova di Pasqua e dolciumi vari per il grande evento. Babbo Natale, come si è visto, sarebbe invece tornato direttamente nel 1933 per il sequel The Night Before Christmas, in cui avremmo assistito all'ideale prosecuzione del suo viaggio, nella notte tra il 24 e il 25 dicembre. Il Santa Claus disneyano avrebbe avuto un certo successo anche nei fumetti, apparendo in un gran numero di storie natalizie, alcune delle quali firmate dal grande Carl Barks. Infine, nel ciclo di cortometraggi Prep and Landing, inaugurato nel 2009 dagli studios, il mondo di Babbo Natale e dei suoi elfi sarebbe stato nuovamente di scena, opportunamente aggiornato, per narrare ancora una volta al mondo il dietro le quinte della festa più bella dell'anno.
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DVD - Favoloso Natale con gli Amici Disney
DVD mancante - Walt Disney Treasures - More Silly Symphonies
mercoledì 5 agosto 2015
Bugs in Love
Anno 1932
fonte: Disney Compendium
Il passaggio al Technicolor delle Silly Symphony, avvenuto con Flowers and Trees e il successivo King Neptune, era destinato ad essere permanente. Tuttavia la serie aveva in serbo ancora un cortometraggio in bianco e nero: Bugs in Love. Si tratta di un rarissimo caso di trasposizione su grande schermo di un personaggio dei fumetti. Qualche mese prima era infatti stata varata la tavola domenicale delle Silly Symphony, che da quel momento in poi avrebbe portato avanti la serie anche sui quotidiani. In questi fumetti la mancanza del sonoro veniva sapientemente mascherata facendo esprimere i personaggi con dialoghi ritmati o in rima. La serie aveva quindi ricevuto un discreto apprezzamento, affiancandosi, di domenica, alle tavole di Mickey Mouse. Il primo lunghissimo ciclo delle Silly Symphony cartacee sarebbe durato più di due anni, narrando la vita dell'insetto Buci attraverso le principali fasi della crescita. Questa sorta di romanzo di formazione in tavole domenicali rimase un unicum nella storia del fumetto Disney: i lettori videro l'insetto nascere in diretta (unico maschio di una nidiata) e crescere, e furono anche chiamati a scegliere per lui un nome, che si decise essere Bucky Bug. Lo seguirono attraverso alcuni step fondamentali tra cui l'abbandono del nido e i suoi anni da scapestrato insieme al barbone Bo, e lo videro persino arruolarsi e andare in guerra contro un esercito di mosche. Dopo svariate avventure, tra cui una visita nel mondo di Mamma Oca (ispirata ai corti Mother Goose Melodies e Old King Cole), Buci si sistemò una volta per tutte con l'insettina di buona famiglia June, convolando con lei a giuste nozze.Pur trattandosi di un mondo creato solo per i fumetti, non c'era ragione perché gli animatori non si facessero ispirare dall'universo di Buci per realizzare un cortometraggio, semplificandone però la trama. Come la maggior parte delle Silly Symphony in bianco e nero Bugs in Love segue una formula consolidata, una sorta di ultimissimo tributo ad un'impostazione che sarebbe stata presto abbandonata. Il cortometraggio si apre su una città di insetti, quella stessa Junkville (Giuncavilla) presente anche nei fumetti, e costruita su una discarica. Come sempre gli artisti Disney si sbizzarriscono ad inventare utilizzi alternativi e a misura d'insetto degli oggetti di uso frequente. Ben presto ci si focalizza però sulla coppia di protagonisti, una versione irrobustita di Buci e June, che si ritroverà a fuggire dal consueto predatore: un corvo il cui vestiario rimanda al tipico stereotipo ebraico. Il personaggio verrà come sempre sconfitto grazie all'aiuto di un esercito d'insetti, pronti a trasformare gli oggetti di uso frequente comune in armi improvvisate, come avevamo visto in The Spider and the Fly e in altri corti affini. È interessante notare le grandi differenze di registro tra carta e celluloide: il corvo che qui è un semplice predatore, benché vestito di tutto punto, nella saga a fumetti assume invece il ruolo di un usuraio, intenzionato ad impadronirsi della casa ipotecata dei genitori di Buci. Le apparizioni dell'insettino disneyano non si limiteranno a questo cortometraggio e alla sua epopea sui quotidiani: pur avendo definitivamente chiuso la sua storia personale nel 1934 dopo il matrimonio con June, Buci verrà frequentemente riutilizzato, a partire dal 1943, nei comic book della collana Walt Disney's Comics and Stories, per vivere una serie di avventure ambientate nei suoi anni coniugali, ma rivolte ad un target molto più giovane.
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The Bird Store
Anno 1932
fonte: Disney Compendium
Il 1932 è l'anno della grande svolta per le Silly Symphony. Con l'arrivo del colore la serie verrà totalmente ripensata e si sposterà su un altro binario: quello delle favole e delle leggende popolari, che porterà le Silly Symphony a raggiungere le massime vette qualitative dell'animazione Disney. Più che di una lenta evoluzione, però, si tratterà di una violenta sterzata: i primi cortometraggi del 1932 aderiscono infatti alle formule che abbiamo visto consolidarsi nell'anno precedente, e non rimangono molti indizi che facciano capire cosa bolla in pentola. The Bird Store, quindi, non si discosta per niente dalle dinamiche già viste in cortometraggi come The Spider and the Fly, e in sostanza altro non è che una variante di Birds of a Feather, incrociata con The Clock Store.Se in Birds of a Feather avevamo avuto l'opportunità di ammirare gli animatori Disney alle prese con volatili di ogni tipo, collocati in uno scenario naturalistico, qui ci troviamo invece in un negozio di uccellini, ad osservare la loro vita attraverso le sbarre delle gabbie. È senza dubbio un contesto più limitante, ma da sempre i paletti danno modo agli artisti di dare prova della propria abilità aggirandoli in modo fantasioso: qui le gabbie diventano piccoli teatrini in cui gli uccelli “si esibiscono” cinguettando. Inoltre vengono mostrate alcune specie di volatili molto particolari come gli “whooping birds”, oppure decisamente impossibili come i “Four Marx Birds”. Il climax viene innescato dall'arrivo del consueto elemento di disturbo, questa volta un gatto che tenta di divorare un uccellino. Come sempre, sarà il resto dello stormo a metterlo in fuga, prendendo in prestito dal mondo umano alcuni oggetti da utilizzare in modo alternativo.
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The Bears and the Bees
Anno 1932
fonte: Disney Compendium
Manca poco alla svolta fiabesca che l'introduzione del colore imporrà alla serie delle Silly Symphony. The Bears and the Bees, con i suoi magnifici fondali stupendamente “colorati” in bianco e nero, sembra anticipare le meraviglie visive che ben presto la serie saprà offrire agli spettatori. L'arrivo di grandissimi artisti e illustratori raffinati come l'europeo Albert Hurter si sta facendo sentire già da un po', e lo dimostrano le atmosfere di cortometraggi come The Clock Store o Midnight in a Toy Shop. In The Bears and the Bees non è solo la cura con cui sono stati realizzati gli scenari a suggestionare, ma anche l'accompagnamento musicale, con le sue sonorità delicate e trasognate. Narrativamente parlando vengono fatti alcuni passi avanti. Il cortometraggio non sarà infatti incentrato su balletti di animali, ma cercherà di raccontare una semplice storiella.Due orsacchiotti, graficamente molto simili a Topolino, giocano nella foresta, finché non si imbattono in un grizzly prepotente che li deruba delle loro bacche. L'orso, caratterizzato da un design molto elaborato, cercherà in un secondo momento di derubarli anche di un giacimento di miele da poco scoperto, ma verrà messo in fuga da uno sciame di api, lasciando ai due protagonisti campo libero per abbuffarsi. Non si tratta di un canovaccio particolarmente originale, ma di sicuro è distante dalle formule di cui la serie stava abusando in quegli anni. Si intravede la volontà di iniziare ad utilizzare le Silly Symphony come vetrina per semplici vicende di stampo naturalistico, tuttavia sappiamo che la serie prenderà invece una direzione ben diversa, e che questo tipo di narrativa verrà invece sviluppata in futuro attraverso i brevi documentari della serie True-Life Adventures.
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DVD mancante - Walt Disney Treasures - More Silly Symphonies
venerdì 1 maggio 2015
King Neptune
Anno 1932
fonte: Disney Compendium
King Neptune è la seconda Silly Symphony in Technicolor e rende esplicita la volontà di trasformare la serie in una vetrina in cui far sfilare le trasposizioni disneyane delle più celebri fiabe e leggende. Ad essere presa in esame questa volta è la figura di Re Nettuno, versione romana di quel Poseidone proveniente dalla mitologia greca, che qui viene ritratto come un allegro e corpulento sovrano dalla barba bianca e dalla voce baritonale.
(...)
Il personaggio di Re Nettuno avrebbe successivamente fatto un cameo nel cortometraggio di Topolino Thru the Mirror (1936) e, con fattezze leggermente differenti, persino nel lungometraggio I Tre Caballeros (1945).
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DVD - Le Fiabe Disney - cofanetto
DVD mancante - Walt Disney Treasures - More Silly Symphonies
domenica 12 gennaio 2014
Touchdown Mickey (Touchdown Mickey)
Anno 1932
fonte: la tana del sollazzo
Una buffa partita di rugby che Topolino gioca contro una squadra di gattoni simili a Gambadilegno. Nella sua schiera non sono i presenti i suoi amici, come invece avverrà in Mickey's Polo Team, ma al massimo un maialone obeso che si potrebbe identificare con Patrizio (Percy). I suoi amici sono infatti tra il pubblico, mentre Pippo fa il cronista. Ed è l'unica gag davvero memorabile questa, perché come un perfetto demente Pippo ride continuamente spiccicando pochissime parole di senso compiuto, suscitando non poca ilarità nello spettatore, che dopo tre apparizioni ha ormai imparato che il personaggio è una garanzia di intrattenimento. E curiosamente sarà proprio lui che deterrà il primato di "partite pazze", quando la sua serie personale inizierà a occuparsi proprio di questo.
Wikipedia
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DVD - Walt Disney Treasures - Topolino in Bianco e Nero
Topolino e la Caccia all'Anatra (The Duck Hunt)
Anno 1932
fonte: la tana del sollazzo
Inizia il 1932 per Topolino, un anno che lo vede ancora in bianco e nero mentre la sua serie gemella, Silly Symphonies passa al colore. Per stare al passo non bastano più i balletti ma bisogna cominciare ad evolversi, ed ecco quindi un balzo di qualità non da poco un po' in tutti i campi. Questo corto ad esempio dovrebbe essere il normalissimo corrispettivo di The Moose Hunt, con Topolino e Pluto a caccia, ma pur conservando un discreto numero di Plutate è migliore, per via del ritmo e della musica classica usata in dosi massicce. Dopo un po' di gag Topolino finirà appeso a uno stormo di anatre che lo trasporterà in giro fino a farlo finire, gag piuttosto ricorrente, dentro una calzamaglia di flanella. Divertente, anche se il meglio per quest'anno verrà di lì a poco.
Wikipedia
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DVD - Walt Disney Treasures - Topolino in Bianco e Nero
The Whoopee Party (The Whoopee Party)
Anno 1932
fonte: la tana del sollazzo
Un'altra festa che coinvolge gli amici di Topolino. La migliore di tutte direi, sin dall'inizio che ci mostra situazioni più realistiche del solito, come ad esempio il gruppetto degli uomini che prepara il buffet, il seguente assalto ai tramezzini, i canti e i balli condotti urlando quel "whoopee!", che dà il titolo al corto. Ma non ci sono solo tramezzini e titoli bislacchi a renderlo memorabile, ma anche la seconda apparizione di Pippo, qui ringiovanito e perfettamente integrato nel gruppo di Topolino, insieme a Minni, Clarabella, Orazio e Patrizia, che tra una mattata e una risata sguaiata monopolizza le attenzioni, pur comparendo poco. Divertente anche la polizia che arriva alla fine per sedare il baccano mentre invece finisce per integrarsi alla perfezione. Insomma, un corto allegro che pur presentando canti e balli non li fa minimamente pesare, ora che sono inseriti in un contesto evoluto.
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DVD - Walt Disney Treasures - Topolino in Bianco e Nero
L'Incubo di Topolino (Mickey's Nightmare)
Anno 1932
fonte: la tana del sollazzo
In questo meraviglioso corto viene ripresa pari pari la situazione che vede Topolino attorniato da monelli dispettosi, vista in Mickey's Orphans, in cui però erano gattini, e che si vedrà più avanti quando il gruppetto di Topolini ingestibili verrà tirato spesso in ballo. Si può dire che questa è quindi la vera prima apparizione degli orfani anche se nel corto sono tutt'altro che orfani come dimostra la gustosissima cornice: in un'atmosfera notturna che il bianco e nero non fa altro che valorizzare, Topolino dice le sue preghierine (tradotte in italiano benissimo, con notevole cruccio di chi possiede il Treasures dove i doppiaggi italiani sono assenti) e si mette a letto dove sogna l'insognabile per un personaggio Disney. Nel sogno infatti sposa Minni e va ad abitare con lei, ricevendo carrettate e carrettate di figli. Che poi il resto del corto siano solo gag è una cosa perfettamente perdonabile dopo un contorno così spiazzante, ed infatti il corto è uno dei più diffusi e apprezzati di questo periodo, caratterizzato spesso e volentieri da una certa rarità nel reperimento del materiale.
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Trésor Disney
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DVD - Walt Disney Treasures - Topolino in Bianco e Nero
domenica 24 novembre 2013
La Rivista di Topolino (Mickey's Revue)
Anno 1932
fonte: la tana del sollazzo
Ecco un concertino di Topolino, come molti se ne videro nei due anni trascorsi. Ma stavolta c'è una differenza, la voce di Pinto Colvig già intrasentita in Barnyard Olympics viene qui attribuita a un personaggio, un canide bipede con barbetta e occhiale, perfetto rappresentante di quei campagnoli sempliciotti (hillbillies) della vecchia America. Esordisce così in maniera davvero irresistibile Pippo, che di lì a poco assumerà il nome di Dippy, e già da subito monopolizza le attenzioni creando un filo conduttore all'interno di un corto che altrimenti sarebbe strutturato a "numeri musicali". Le sue risate sguaiate che disturbano gli altri spettatori si sentiranno persino nei credits finali, inaugurando una tradizione di personalizzazione dei titoli di coda che continua ancora oggi. Benvenuto Pippo!
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sabato 23 novembre 2013
Il Ragazzo del Klondike (The Klondike Kid)
Anno 1932
fonte: la tana del sollazzo
Questa ambientazione di paperoniana memoria ci regala un racconto in costume davvero fine e di grande atmosfera, che come al solito è valorizzato dai toni di grigio del bianco e nero. La trama non si discosta molto dallo schema del rapimento di Minni ad opera di Gambadilegno (qui chiamato Pierre) con successivo salvataggio visto nei vari Gallopin' Gaucho, The Cactus Kid o Mickey in Arabia, ma qui è l'atmosfera che si respira a rendere tutto visivamente prezioso. Tutta la parte iniziale con la marmaglia che nel saloon si diverte, con tanto di donnacce che ballano ai tavoli e cameo di Pippo è assolutamente fantastica, come anche la sparatoria al buio che avviene dopo l'arrivo di Pierre. Bello l'approccio tra Topolino e una Minni più povera e derelitta che mai. Un po' meno originale la fase di inseguimento con Pluto che viene dopo ma comunque uno dei migliori corti di sempre, ispirato tra l'altro alle atmosfere di quel Topolino e i Due Ladri che in quello stesso periodo Gottfredson stava raccontando sulle pagine dei quotidiani.
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martedì 9 ottobre 2012
I Pericoli del Bosco (Babes in the Woods)
Anno 1932
fonte: la tana del sollazzo
Ecco la prima fiaba Disneyana a colori, una riscrittura di Hansel e Gretel, con l'aggiunta di molti elementi nuovi. Ed eccoci di fronte alle nuove Silly Simphony nel ruolo che più si addice loro, e con i suggestivi e fiabeschi sfondi di Albert Hurter, illustratore europeo che ha contribuito in questi anni a dare alle Silly Simphony quel feeling indimenticabile. Boschi, foreste, sentieri, casette e villaggi sono qui ritratti con uno stile particolare, tipico di un libro di fiabe mitteleuropeo. Veramente eccellente, e pieno di quei tocchi tutti Disneyani come possono essere le aggiunte, le modifiche e gli arricchimenti alla storia: è presente ad esempio La Witch Rock, di cui il corto ci spiega l'origine, è presente il villaggetto di gnomi, diretta evoluzione di quei Merry Dwarfs di Iwerksiana memoria, e pure le trasformazioni in animali sono farina del sacco di Disney. Dell'Hansel e Gretel originale rimangono i protagonisti e la casa fatta di dolci, il resto è pura fantasia. Eccezionale. Curioso però che né questo, né Funny Little Bunnies abbiano avuto le canzoni doppiate in occasione dell'uscita del cofanetto evento che fu il primo Treasure dedicato alle Silly Simphony.
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DVD - Walt Disney Treasures - Silly Symphonies
BluRay - Biancaneve e i Sette Nani
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