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sabato 23 aprile 2016

Potatoland



Anno 2013


Fonte: Wikipedia 
Mickey and Donald take Goofy to Idaho to visit a potato-themed theme park called "Potatoland". However, when Mickey and Donald discover that Potatoland is just part of a sign that introduces people into Idaho, they attempt to make Goofy's dream come true by building a theme park made of gravy and potatoes.

La tana del sollazzo

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DVD - I Corti di Topolino - vol. 1

Sleepwalkin'



Anno 2013


Fonte: Wikipedia 
Mickey agrees to watch over Goofy after he reveals he has sleepwalking problems.

La tana del sollazzo

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DVD - I Corti di Topolino - vol. 1

O Sole Minnie



Anno 2013


Fonte: Wikipedia 
Mickey is a gondolier in Italy trying to woo waitress Minnie. Notes: This cartoon's dialog is in Italian rather than in English.

La tana del sollazzo

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DVD - I Corti di Topolino - vol. 1
BluRay - Planes 2 - Missione Antincendio

Dog Show




Anno 2013


Fonte: Wikipedia 
After Pluto gets injured, Goofy is forced to substitute for a dog show that Mickey entered Pluto in.

La tana del sollazzo

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DVD - I Corti di Topolino - vol. 1

Third Wheel




Anno 2014


Fonte: Wikipedia 
Goofy interferes when Mickey and Minnie are out on a date.

La tana del sollazzo

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DVD - I Corti di Topolino - vol. 1

Panda-monium



Anno 2013


Fonte: Wikipedia 
Mickey attempts to photograph a bashful and shy panda bear at the Beijing Zoo from many different perspectives but eventually becomes mistaken as a panda and has his picture taken.

La tana del sollazzo

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DVD - I Corti di Topolino - vol. 1

Gasp!



Anno 2013


Fonte: Wikipedia 
After Figaro who is a sneaky cat breaks the fish bowl, Mickey attempts to save his pet fish Gubbles by using many different water related appliances in the apartment.

La tana del sollazzo

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DVD - I Corti di Topolino - vol. 1

Bad Ear Day




Anno 2013


Fonte: Wikipedia 
Mickey searches for his ears, after losing them before a date with Minnie.

La tana del sollazzo

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DVD - I Corti di Topolino - vol. 1

Ghoul Friend




Anno 2013


Fonte: Wikipedia 
When Mickey's car breaks down in a spooky forest, a Goofy-looking ghoul gives a chase to everyone's favorite mouse.

La tana del sollazzo

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DVD - I Corti di Topolino - vol. 1

Stayin' Cool



Anno 2013


Fonte: Wikipedia 
Mickey, Donald and Goofy must find creative ways to keep cool on the hottest day of the year.

La tana del sollazzo

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DVD - I Corti di Topolino - vol. 1
DVD - Trilli la Collezione Completa - cofanetto 6 dvd Disney Fairies

New York Weenie




Anno 2013


Fonte: Wikipedia 
Mickey chases a runaway hot dog through Central Park, New York.

La tana del sollazzo

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DVD - I Corti di Topolino - vol. 1

Yodelberg





Anno 2013


Fonte: Wikipedia 
On an old alpine yodeling mountain, Mickey must be quiet to yodel with Minnie who lives on top of the mountain. However, he is caught in a loud avalanche and while climbing up he must avoid hundreds of cuckoo clocks, Matterhorn Bobsleds abominable snowman, a pig belching contest, and a bag of chips.

La tana del sollazzo

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DVD - I Corti di Topolino - vol. 1

No Service




Anno 2013


Fonte: Wikipedia 
Waiting for Minnie and Daisy's arrival, Mickey and Donald buy snacks only to be rejected by Goofy's "no shirt, no shoes, no service" policy. The two make a deal and Mickey gives his clothes to Donald who uses this deal for himself.

La tana del sollazzo

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DVD - I Corti di Topolino - vol. 1

sabato 26 marzo 2016

Toy Story of Terror (Toy Story of Terror)



Anno 2013

fonte: la tana del sollazzo
Cambiano i tempi, e i cortometraggi trovano modo di riemergere nel panorama attuale, abbinati a lungometraggi animati, sottoforma di contenuti speciali per l'home video oppure come contenuti per il web. I mediometraggi invece, che negli USA vengono chiamati featurettes, cioé "filmetti", hanno trovato a partire dal 2009 una collocazione ancora diversa. I WDAS con Prep and Landing hanno infatti aperto la strada degli "holiday special" televisivi e da quel momento in poi tutti i principali studi di animazione come la Dreamworks o gli stessi DisneyToon Studios hanno detto la loro, confezionando dei segmenti lunghi una ventina di minuti, di qualità assolutamente cinematografica, da collocare strategicamente nei palinsesti in occasione delle festività, rinforzando così i propri brand. E infine è toccato anche alla Pixar, che col formato ibrido dei venti minuti non aveva ancora mai realizzato nulla. Il soggetto non poteva che essere il cast di Toy Story, che reduce dalla propria trilogia cinematografica, era da un po' di tempo a questa parte utilizzato per dei cortometraggi, prodotti prevalentemente dalla succursale canadese della Pixar. Diversamente da essi, questo Toy Story of Terror è invece stato realizzato ad Emeryville, a causa della recente chiusura della sede di Vancouver.
Il cast coinvolto è solamente una parte di quello che conosciamo: mancano Slinky, Hamm, Mrs. Potato e altri, ma era inevitabile. Una durata minore significa anche dover ricalibrare i ritmi e trovare un equilibrio tra un cast in continua espansione e un minore screen time per ognuno di loro. E considerando che sono riusciti a inserire un po' di vecchie glorie, una selezione di giocattoli di Bonnie (tra cui l'ottimo Mr. Pricklepants) e alcuni personaggi nuovi di zecca come Combat Carl, il lavoro che è stato fatto è sicuramente egregio. Oltre alle ovvie citazioni horror, l'approccio metacinematografico di Mr. Pricklepaints, e al solito umorismo di alto livello, c'è anche una strutturazione niente male del tessuto narrativo. Infatti ad una prima parte mistery, segue una seconda più action che trova anche il tempo di raccontarci la sottotrama, che tanto secondaria non è, di Jessie e della sua claustrofobia. Il superamento dei traumi di Jessie e l'esito della storia, che riguarda un ladro di giocattoli, intenzionato a venderli a caro prezzo su ebay, potrebbe dare adito a certe critiche che hanno visto in questo speciale una riproposizione di tematiche già trattate nel secondo lungometraggio. Ma è anche vero che questi aspetti del mondo di Toy Story non venivano mostrati da tanto, e la stessa Jessie dopo il suo esordio non aveva mai avuto un momento di vero protagonismo, per cui non può che far piacere questo revival.
Insomma, l'approdo Pixar al mondo dei mediometraggi è avvenuto in modo assolutamente positivo, per cui non c'è alcun dubbio che se si continuerà su questa strada (e a quanto pare accadrà) ne vedremo ancora delle belle.


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DVD - Toy Story of Terror - Toy Story Tutto un Altro Mondo

martedì 18 agosto 2015

Capitan Sparky Contro i Dischi Volanti (Captain Sparky VS the Flying Saucers)



Anno 2013

fonte: Disney Wiki
Victor turns an amateur science fiction film with Sparky and Mr. Whiskers.

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BluRay - Frankenweenie

Planes (Planes)



Anno 2013

fonte: la tana del sollazzo
(...) Dopo quattro lungometraggi ambientati nella Radura Incantata, i DisneyToon hanno allargato il loro campo d'azione, presentando il loro secondo franchise spin-off. Planes è però un'anomalia, rispetto ai film di Trilli, visto che le sue radici sono ben piantate all'interno della tradizione...pixariana! E per giunta un franchise Pixar che i suoi seguiti e spin-off ufficiali già li aveva: con all'attivo due lungometraggi e una serie di corti, il brand Cars ha già visto espansioni di ogni tipo, e per mano dei suoi stessi autori. Se consideriamo i piani per il futuro, con Cars 3 in arrivo, e l'accoglienza abbastanza tiepida che i veicoli di Lasseter hanno avuto in passato presso la critica, lascia un po' perplessi la scelta di insistere su questa strada. Perplessità che scompaiono non appena ci si ricorda che il vero successo del brand in questione è arrivato solo con il merchandising. Insomma, stiamo parlando di un mondo, quello di Cars, che nasce come un giocattolone nella testa del suo creatore, e come tale giunge in mano al pubblico. I film sono solo anelli intermedi della catena.

Non va presa sotto gamba però la questione legata al marchio del film, ai suoi problemi di attribuzione e soprattutto alla discutibile scelta (che parrebbe essere venuta proprio da Lasseter) di farlo uscire nelle sale cinematografiche. Con tutto il lavoro fatto in questi anni dai Walt Disney Animation Studios per rendersi nuovamente riconoscibili presso il grande pubblico, e con tutto l'impegno di Pixar per mantenere una personale identità stilistica, sembra quasi una beffa del destino che la company produca un film ispirato ad un brand Pixar, realizzato dai DisneyToon e pubblicizzato con un generico marchio Disney, lo stesso che viene riservato alle produzioni WDAS. Sono riusciti nell'intento di ingarbugliare ancor più la situazione, mischiando assieme non due ma ben TRE studi differenti. Se anche l'uomo della strada potrà fare quel passettino in più e accorgersi della mancanza sui manifesti del marchio Pixar, di certo non arriverà mai a fare una distinzione tra DisneyToon e WDAS, riservando quindi il grosso del danno d'immagine proprio agli studi più importanti e nel contempo meno valorizzati del colosso multimediale. La decisione di dirottare il film dal mercato home video al grande schermo fa poi il resto, ponendolo nell'immaginario popolare sullo stesso piano di un qualunque film animato WDAS o Pixar, senza alcun riguardo per la sua differente natura, che per quanto camuffata, alla prima visione salta inevitabilmente fuori.

Ma com'è Planes? E' carino. Niente di più, niente di meno. La prima cosa da considerare è che è blando. Lo stile dei DisneyToon Studios dovrebbe essere ben noto, e infatti ogni aspetto è come una lontana eco di quanto fatto dalla Pixar. La storia è formulaica, i personaggi sono caratterizzati in modo assai convenzionale, l'umorismo non è particolarmente brillante ma neanche invasivo. E' come se, conscio dei suoi limiti, desiderasse "volare basso", preferendo la semplicità e un atteggiamento garbato, anziché sfoderare forzatamente guizzi, col rischio di risultare goffo. E il rischio era tangibile, come dimostrano l'umorismo imbarazzante de La Sirenetta 3 o certe scene non particolarmente divertenti viste anche nei film di Trilli.
La sua natura di spinoff permea ogni aspetto del film, derivativo come non mai. Non ci sono elementi in Planes che non siano già stati utilizzati nei primi due Cars. La storia racconta di Dusty Crophopper, un aereo agricolo, che sogna di gareggiare in una grande competizione tutto attorno al mondo: dal primo Cars è stata presa di peso la tematica delle corse e la contrapposizione tra uno scenario agricolo/periferico e il mondo dei lustrini, dal secondo arrivano invece le tappe intorno al mondo, e gli svariati personaggi/stereotipo che omaggiano il Messico, l'Italia, l'Inghilterra, l'Oriente e così via. Sono presenti persino la figura del campione scorretto e sbruffone (colorato di verde!) e quella del mentore tormentato che nasconde dei segreti. Insomma, si è giocato sul sicuro, puntando tutto sulla variante aerea di quanto già fatto dalla Pixar. Piuttosto strano che in questo florilegio di deja-vu non ci sia stato modo di inserire un cameo di Saetta e Cricchetto, ma probabilmente questo è avvenuto per rispetto all'originale. In compenso un personaggio di Cars 2 è presente e si tratta del cronista tv che torna a commentare in diretta la gara. Per quanto riguarda la colonna sonora, di certo non stiamo parlando di un musical: durante le gare è possibile sentire in sottofondo alcuni stralci di canzoni, ma l'unica che sembra esser stata scritta apposta per il film è la serenata del Chupacabra, suonata alla finestra dell'affascinante aereoplanina italiana, un momento tutto sommato simpatico. Il meglio però è nelle strumentali, composte con una certa abilità dal bravissimo Mark Mancina, già autore di quelle di Tarzan e Brother Bear.

Planes è un film scritto con un certo mestiere. Perché pur non facendo granché per rimanere impresso nella mente, riesce ad intrattenere per tutta la sua durata lo spettatore, senza annoiarlo mai. Dice quel poco che vuole dire, scegliendosi un buon ritmo, infilando un paio di scene davvero riuscite (bella la finta morte di Dusty, mentre il flashback di Skipper ricorda Porco Rosso!), il tutto senza mai sbavare. E considerando il target leggermente diverso da quello di una produzione WDAS o Pixariana, questo è un risultato notevole. Una delle cose che tengono l'attenzione ben desta è la struttura stessa della gara. Non è come Cars 2, il cui tour mondiale ha come scopo il correre su dei grigi circuiti, qui si tratta di volare da una meta all'altra, il che regala al film una dimensione avventurosa, un respiro differente e soprattutto un certo appeal visivo. Un occhio ben allenato riconoscerà le lievi differenze nell'animazione dei volti: le parti "molli" come le labbra appaiono un po' diverse, e questo si nota soprattutto nell'illuminazione. Ma per quanto riguarda i fondali ci troviamo davanti ad un lavoro veramente da applausi. Il film sballotterà lo spettatore portandolo sopra gli oceani, in mezzo ai canyon, tra i monti innevati (e sarà impossibile non ripensare al Pedro di Saludos Amigos), senza mai perdere un briciolo di quella splendida resa visiva che avevamo già apprezzato nei film di Trilli. Merito dei Prana Animation Studios, lo studio indiano che è il vero responsabile dell'animazione firmata DisneyToon Studios negli ultimi anni. Con la fine dell'epoca dei cheapquel, infatti, ogni studio satellite che faceva capo a quest'etichetta è stato chiuso, lasciando in piedi quindi solo la sede di Burbank, in cui ci si occupa della preproduzione dei vari lungometraggi, salvo poi affidare il compito ai Prana. (...)

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BluRay - Planes

Croissant de Triomphe




Anno 2013


Fonte: Wikipedia 
Minnie's café runs out of croissants and they are in big demand by the customers. So Mickey has to speed through Paris on his scooter to deliver the croissants.


La tana del sollazzo

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BluRay - Planes 
DVD - I Corti di Topolino - vol. 1

lunedì 17 agosto 2015

L'Ombrello Blu (The Blue Umbrella)



Anno 2013

fonte: la tana del sollazzo
Portare la CGI Pixariana ad un livello tale da non riuscire a distinguerla dal fotorealismo. Questa fu la sfida ingaggiata dal team che ha prodotto The Blue Umbrella, la cui idea venne al regista passeggiando per New York e imbattendosi in un ombrello sgualcito. La poetica degli oggetti animati, che vivono una dimensione complementare a quella umana, subendo le avversità del fato, fa parte dello spirito Disney sin dal tempo che fu. Le Silly Symphony e i cosiddetti Special Cartoons erano infatti spesso incentrati su questa tematica, basti pensare a Little House o Susie the Little Blue Coupé, ma di certo è proprio il segmento di Musica Maestro dedicato ai due cappelli innamorati, Johnny Fedora & Alice Bluebonnet, a ricordare maggiormente il corto in questione.
La sfida fotorealistica è vinta, strada che, per quanto riguarda gli scenari, la Pixar aveva intrapreso sin dal principio, e che arriva qui ad un traguardo. Un traguardo che rimarrà una tantum, considerato che presto si tornerà ad atmosfere più cartoon. Però si intuiscono i motivi per cui si è fatta questa scelta, ed è per aumentare lo straniamento nel vedere la città prendere vita durante un giorno di pioggia. Tombini le cui viti iniziano a sbattere le palpebre, grondaie che iniziano a muoversi, l'atmosfera che si respira è a dir poco magica. Meno d'impatto è la scelta di rappresentare i volti degli ombrelli come se avessero degli adesivi in sovrimpressione, cosa che stona un po' col resto della città, ma è poca cosa perché il corto rimane visivamente godibile. Va detto però che la genialità vera e propria termina alle prime scene, perché poi la parabola amorosa dell'ombrello perduto e ritrovato, oltre ad esser stata già vista più e più volte, non viene svolta con la stessa brillantezza dei predecessori. Rimane un esperimento grazioso.






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BluRay - Monsters University

Monsters University (Monsters University)



Anno 2013

fonte: la tana del sollazzo
Concettualmente la Pixar sta attraversando una fase della sua storia che non si può certo definire rosea, bisogna essere onesti. Il calo c'è stato, e l'abbiamo visto di recente, prima con Cars 2, il film del disincanto, e poi con Brave, le cui potenzialità vennero sprecate in una valanga di disagi produttivi. Inoltre il recente annuncio che la produzione di sequel non si arresterà e anzi diventerà sistematica, ha di certo fatto sudare freddo non pochi appassionati che hanno visto così spostarsi la frontiera creativa del cinema d'animazione nuovamente da Emeryville all'Hat Building di Burbank. Nessuna meraviglia quindi che ci si aspettasse poco da un prequel di Monsters & Co, lungometraggio che sembrava compiuto in sé stesso. L'idea di ambientarlo in un campus universitario, poi, con tutte le conseguenze del caso, aveva suscitato non poche perplessità: era come se la Pixar per la seconda volta dopo Cars 2 avesse scelto di confezionare uno spin-off di genere, anziché un'autentica espansione della storia narrata nel 2001. E per giunta di un genere, il college movie, non così universale, e dalle dinamiche abusate e un po' troppo minimaliste, rispetto a quello che avrebbe davvero aiutato a rialzarsi.

E ci si stava sbagliando, invece. Monsters & Co. infatti era un film "aziendale". E di certo il prequel ideale di un film sul mondo del lavoro...non poteva essere che un film incentrato sul mondo dello studio. Nella vita infatti prima ancora dei colleghi ci sono i compagni di scuola. Monsters University, in barba alle aspettative di tutti, riesce quindi ad essere un perfetto prequel, spontaneo e naturale, di Monsters & Co. e nel contempo a mantenere una sua distinta personalità. Personalità che non a tutti magari potrà piacere più di tanto, visto che ci si rifà ad un modo di intendere l'università tipicamente americano, fatta di logge, confraternite e gare sportive, tutte cose che non trovano corrispondenze da noi, ma alla quale si accompagnano molti ingredienti narrativi piuttosto raffinati e originali.
Mi riferisco alla morale stessa del film, che è incentrata sul concetto di fallimento. Non è uno spoiler troppo grosso, considerando il fatto che chiunque abbia visto il film originale sa bene quali siano i posti lavorativi che Sulley e Mike occuperanno, eppure non è affatto banale che il film decida di incentrarsi molto su questo concetto, per parlare di come nella vita a volte ci si autoconvinca di voler fare delle cose per le quali non si è portati, quando in realtà il proprio posto è altrove.
E' una morale bellissima, e in un certo senso consolatoria, alla quale si giunge dopo un film dalla sceneggiatura sicuramente più equilibrata di molti recenti Pixar. Niente quindi "maledizione della seconda parte" con squilibri action come potevano averli Wall-E o Up, e neanche l'andamento indeciso di Brave, ma una storia più asciutta. Certo, è forse nel mezzo che il film scricchiola un po', quando, dopo un inizio sfavillante, decide di rifugiarsi in stilemi quali la classica competizione sportiva che spesso e volentieri costituisce la spina dorsale delle sceneggiature dei college movies. L'effetto deja-vu per chi ha visto Estremamente Pippo è veramente tanto, considerando anche che i nuovi personaggi che accompagnano Sulley e Mike non impressionano affatto (esclusa ovviamente la carismaticissima preside). Ma il film non si fa certo affossare da questo, visto che il famoso umorismo pixariano dei sottomondi è presente in gran quantità e funziona sempre benissimo, e che proprio quando sembra di essere arrivati ad un punto...il film sorprende, andando a parare da tutt'altra parte, e scoprendo alcune carte veramente geniali. Mi riferisco proprio alla scoperta dell'imbroglio di Sulley, con conseguente fase nel mondo degli umani, in cui avviene quella che forse è la scena migliore del film, la sessione di spavento per adulti, una delle cose più intelligenti che potessero venire in mente nell'ottica di espandere l'universo di Monsters.
Infine una nota di merito va alla storyline di Randall e del suo progressivo incattivimento. E' stato detto che la si poteva sviluppare di più, che è appena accennata, e via dicendo. Ma in realtà, è uno sviluppo perfettamente credibile e umano, considerando che sono tante le persone insicure che spariscono gradualmente tra la folla, facendosi trascinare dall'opportunismo e dalla voglia di avere amici più in vista. E quando meno te l'aspetti saltano fuori totalmente cambiati. E considerando le abilità mimetiche del personaggio in questione la parabola era già scritta.

Ma oltre a Randall ci sono svariati agganci e citazioni al film originale, come il cameo dello Yeti, di Roz e di Waternoose. C'è inoltre il ritorno di Randy Newman alle musiche, che compone una colonna sonora un po' diversa ma non povera di richiami al film originale. Quanto al comparto grafico ovviamente segue il codice pixariano: tante sono le migliorie che la CGI Pixar ha avuto in questi dodici anni, tuttavia si è dovuto per forza mantenere fedelmente il look plasticoso/gommoso/gelatinoso dei mostri dell'epoca, più simili a giocattoloni che a creature terrorizzanti, mentre per quanto riguarda le location si sono scelti colori molto accesi che aumentano l'appeal degli scenari, benché le texture e l'illuminazione degli ambienti seguano pur sempre le regole del cinema live action, piuttosto che le astrazioni pittoriche dei WDAS, confermando così la tradizione stilistica di Emeryville.

Insomma, a quanto pare è proprio grazie ad un vituperato prequel che la Pixar torna a mostrare il suo vero spirito. Commedie argute, incentrate su mondi sempre diversi, nei quali declinare in modo sempre diverso la propria poetica, giocando su quell'umorismo fatto di paradossi e parallelismi col nostro mondo, che da quasi un secolo non vuole saperne di invecchiare. Forse è più su questo tipo di progetti che attualmente è il caso di puntare, per ritrovare la retta via, piuttosto che su sventurate reinterpretazioni fiabesche. Ci si augura quindi che tra società preistoriche e micromondi mentali nei prossimi tempi si possa tornare ad avere un bel po' di arguzia pixariana, prima di tornare a tuffarci in un oceano già conosciuto, consapevoli che ora ad Emeryville gli universi possono espandersi a regola d'arte.

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BluRay - Monsters University

sabato 15 agosto 2015

Tokyo Go



Anno 2013


Fonte: Wikipedia 
On his way to work at a children's train station in Tokyo, Mickey is accidentally forced to board the wrong bullet train.


La tana del sollazzo

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BluRay - Big Hero 6 
DVD - I Corti di Topolino - vol. 1