venerdì 1 maggio 2015
Invenzioni Moderne (Modern Inventions)
Anno 1937
fonte: Disney Compendium
Modern Inventions è il terzo e ultimo cortometraggio di Paperino ad essere ascritto forzatamente alla filmografia dei Mickey Mouse Shorts, dopo Donald and Pluto e Don Donald. A partire dal successivo, il contratto di distribuzione dei cortometraggi disneyani passerà dalla United Artists alla RKO, e questo darà una maggior libertà a Walt, permettendogli di varare un gran numero di serie parallele. Tuttavia, nelle successive riedizioni, al cortometraggio verranno sostituiti i titoli di testa, cambiando il logo d'apertura e uniformandolo alla serie dei Donald Duck Shorts. Modern Inventions ricorda moltissimo il capolavoro di Charlie Chaplin Tempi Moderni, uscito l'anno precedente e a cui evidentemente si ispira. Il setting del cortometraggio è il “museo delle meraviglie moderne”, un salone in cui troviamo esposti automi, macchinari e quant'altro all'epoca si immaginava potesse simboleggiare il futuro. Il personaggio qui è per la prima volta completamente da solo, privo di comprimari come Topolino, Pluto o Donna Duck che nei precedenti cortometraggi si dividevano con lui la scena.
La struttura di Modern Inventions è molto semplice e consiste in una serie di simpatici sketch che vedranno Paperino entrare in conflitto con diversi macchinari esposti nel museo. A far da collante tra le scenette è il divertente tormentone del robot maggiordomo che puntualmente priva Paperino del suo cappello, costringendolo a sfoderare nuovi copricapi sempre più bizzarri, mediante giochetti di prestigio (...)
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DVD - Le Fiabe Disney - cofanetto
DVD - Walt Disney Treasures - Semplicemente Paperino (vol. 1)
Il Mio Amico Beniamino (Ben and Me)
anno 1953
fonte: la Tana del Sollazzo
Non era certo una novità per gli artisti Disney lavorare su questo formato. Del resto sviluppare una storia di medio respiro nell'arco di una ventina di minuti è ciò che avevano fatto molto spesso negli anni '40, quando però i frutti del loro lavoro erano andati a rifluire all'interno dei lungometraggi episodici. La Leggenda della Valle Addormentata, Il Vento tra i Salici, Bongo, Topolino e il Fagiolo Magico erano infatti stati pensati come featurette prima di essere raccolti nei due film antologici "a doppia storia", e lo stesso valeva anche per Pecos Bill, Johnny Semedimela, Pierino e il Lupo e La Balena Ugoladoro, leggermente più brevi ma comunque pezzi forti dei film in cui erano stati inseriti. Con la ripresa dei lungometraggi tradizionali si sblocca la possibilità per Walt di iniziare a distribuire nei cinema queste opere da sole, così come sono state concepite, sostituendole mano a mano alla produzione cortometraggistica, oramai sul viale del tramonto. Registrati all'anagrafe come Special Cartoons, i mediometraggi ne evolvono i principi narrativi di base, a loro volta ereditati dalle antiche Silly Symphonies, presentando spesso trame vere e proprie di ampio respiro, non più basate solo su gag ma spesso su trame vere e proprie, altre volte su temi più educazionali. Al primo caso appartiene il brillantissimo Ben and Me, opera revisionista che fa luce sul rapporto tra Benjamin Franklin e il topo Amos, doppiato da Sterling Holloway, vero ispiratore dei suoi successi. Un'idea così brillante che deve per forza aver ispirato la Pixar al momento di concepire quell'altro capolavoro di Ratatouille. Questa featurette è un vero e proprio lungometraggetto in miniatura, che niente ha da invidiare a Peter Pan e ad altri lungometraggi canonici se non il minutaggio. Questo perché stilisticamente parlando siamo dalle parti dell'eccellenza, cosa niente affatto scontata in questo decennio: gli anni '50 vedono infatti una biforcazione stilistica che porterà i lunghi e i corti in direzioni opposte. Pur partendo da una base comune (lo stile astratto e sghembo di Mary Blair) i primi arriveranno alle vette di cura del bellissimo Lilli e il Vagabondo e dello sperimentalissimo La Bella Addormentata nel Bosco, al punto di diventare economicamente controproducenti per gli studios, i secondi invece graficamente si impoveriranno sempre più fino alla scoperta dell'animazione ridotta, utile sia per risparmiare che per dare un effetto umoristico fulminante. I mediometraggi, eredi dei corti, decideranno di seguire proprio questa seconda strada, ma non è il caso di Ben & Me concepito in tempi ancora innocenti e quindi curatissimo sia dal punto di vista delle animazioni che da quello degli sfondi e del character design: Amos, Ben e lo stesso Thomas Jefferson sono ritratti con quello stile ricco a metà tra il realistico e il caricaturale, ma assai elegante, tipico dei lungometraggi dei primissimi anni '50. Musicalmente parlando non si può poi ignorare la colonna sonora di Oliver Wallace, che pur essendo priva di canzoni, presenta nelle strumentali un motivetto trascinante, caldo e d'atmosfera che rimane ben impresso.
E in tutto questo florilegio artistico va ricordato che la stessa trama non è una semplice elencazione di invenzioni ma c'è un intreccio coinvolgente, e personaggi davvero tridimensionali: Ben ad esempio, ritratto in maniera curiosa e poco lusinghiera, un po' impacciato, a volte anche ottuso e debole nel relazionarsi ad Amos, fondamentalmente buono ma spesso indelicato nei comportamenti, al punto di causare una rottura tra i due che avviene poco prima del finale, con una crisi inserita strategicamente per dare all'opera i ritmi narrativi di un blasonato lungometraggio. E il finale è eccezionale, con un colpo di scena sorprendente e intelligente che sorprende lo spettatore facendogli pensare che non poteva che andare così. Insomma una delle opere più mature mai prodotte dagli studios Disney, vero e proprio capolavoro che va ad affiancarsi al Canto di Natale di Topolino nella galleria delle featurette più riuscite.
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Paperino nel Mondo della Matemagica (Donald in Mathmagic Land)
Anno 1959
fonte: la Tana del Sollazzo
Finita l'era dei cortometraggi ecco Paperino tornare grazie all'ascesa delle featurettes in un ciclo di due mediometraggi "d'intrattenimento didattico". La filosofia dell'edutainment Disneyano si esprime pienamente in Paperino nel Mondo della Matemagica e in Paperino e la Ruota dove un Paperino, sempre più amato dal pubblico, viene chiamato a istruire le platee. Ovviamente non si va certo out of character, e a svolgere il ruolo del maestro è il narratore con Paperino a far da interlocutore un po' distratto e superficiale. Il primo dei due dura una mezz'ora e illustra al pubblico i pregi della matematica cercando di uscire dal luogo comune che la vede come noiosa materia scolastica, ma facendo capire che altro non è che il codice con cui gli scenziati "leggono" il mondo. Un Paperino in tenuta da esploratore si avventura in un mondo misterioso, ispirato non poco al bosco di Tulgey di Alice nel Paese delle Meraviglie in cui i numeri nuotano nei fiumiciattoli e gli alberi hanno le radici quadrate. Dopo questa prima parte, visivamente interessante, entra in scena la voce fuoricampo che spiega a Paperino dove si trova e alla reazione scocciata di Donald decide di aprirgli gli occhi e far piazza pulita dei pregiudizi. Inizia quindi un viaggio discorsivo alla scoperta di principi matematici e geometrici che regolano il mondo, il tutto spiegato in maniera abbastanza semplice e con frequenti inserti di live action e schemi Disneyani per far capire meglio i concetti. Si potrebbe suddividere il mediometraggio in tre tronconi: nel primo Paperino viene trasportato nel tempo dell'antica Grecia a conoscere Pitagora, padre della matematica. Viene detto che la matematica è alla base della musica e che la stella a cinque punte, simbolo dei pitagorici, contiene in sé il principio matematico della proporzione aurea che si trova assai frequentemente in natura. La digressione sul rettangolo aureo e le frequenti immagini in live action riescono a far capire bene il concetto, dimostrando una volta di più come Walt Disney sapesse mescolare divertimento e cultura. C'è poi il secondo troncone in cui viene spiegato che la matematica e la geometria entrano anche nei giochi, e vi è una simpatica scena animata con Paperino che entra nella scacchiera di Alice. Peccato che poi ci si dilunghi un po' quando si tratta di spiegare nel dettaglio come giocare a "carambola a tre sponde" sul tavolo da biliardo, ma poco importa perché subito dopo inizia la terza e ultima parte in cui si analizza l'astrazione mentale. Si gioca con le forme geometriche e a dar loro volume nella mente, provando a vedere cosa si ottiene impiegando queste stesse forme nella tecnologia moderna. Una parte affascinantissima, valorizzata da una colonna sonora ipnotica e a tratti inquietante, che conferma una volta di più quanto questo sia il miglior cartone animato a sfondo educativo (e addirittura non sponsorizzato!) mai realizzato. E il finale con le porte ancora chiuse sulle invenzioni del domani e la citazione finale di Galileo è poesia pura. Non stupisce il successo riscosso, tanto da meritare un albo a fumetti dedicato, due o più doppiaggi italiani (quando ci sono corti e mediometraggi che non ne hanno avuto nessuno), e la sua presenza nell'ambito dei Miniclassici e delle Fiabe Disney.
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DVD mancante - Walt Disney Treasures - Chronological Donald (vol. 4)
Merbabies
Anno 1938
fonte: Disney Compendium
Nel 1938 lo studio Disney ha ormai conosciuto una trasformazione profonda. Con l'uscita di Biancaneve e i Sette Nani (1937) l'arte dell'animazione ha letteralmente preso il via, e sono già in preparazione Pinocchio, Fantasia (1940) e persino Bambi (1942). Contemporaneamente il reparto cortometraggi sta varando un gran numero di nuove serie, dedicando così una carriera da solisti a molti comprimari di Topolino. In questo scenario febbrile le Silly Symphony si ritrovano di colpo ad essere meno importanti per i piani dello studio, e avviene così che, per ragioni di tempo, un cortometraggio del ciclo venga in via del tutto eccezionale animato esternamente. È il caso di Merbabies che viene affidato allo studio di Hugh Harman e Rudolf Ising, in forza alla MGM, creando di fatto un precedente nella storia dell'animazione Disney. Harman e Ising avevano già lavorato con Walt durante i suoi difficili inizi, ma avevano scelto di seguire Charles Mintz quando nel 1928 il distributore aveva dato il benservito a Disney, forte dei diritti sulla serie di Oswald, the Lucky Rabbit. Il lavoro del duo su Merbabies è a dir poco ammirevole, e il cortometraggio si mimetizza bene all'interno della produzione disneyana. Un occhio esperto noterà comunque alcune lievi differenze, sia nell'uso del colore che nello stile in cui i personaggi sono disegnati. (...)
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BluRay - La Sirenetta II - Ritorno agli Abissi
La Sinfonia della Fattoria (Farmyard Symphony)
Anno 1938
fonte: Disney Compendium
Insieme a The Old Mill (1937), la splendida Farmyard Symphony è sicuramente la Silly Symphony che più di ogni altra funge da anello di congiunzione con le meraviglie che gli artisti Disney, alla fine degli anni 30, stavano producendo nel campo dei lungometraggi. (...) Quello stesso stile grafico che ammireremo nell'imminente Pinocchio (1940), si sposa alla perfezione con il tessuto narrativo del cortometraggio, una splendida collezione di pittoresche situazioni, incorniciate da una selezione di brani di musica classica, che avvicinano Farmyard Symphony a quello che a breve sarà il culmine dell'arte di Disney: il leggendario Fantasia (1940).
Il cortometraggio si apre trionfalmente sulle note della sesta sinfonia di Beethoven, La Pastorale, e a seguire presenterà uno dopo l'altro brani sempre diversi, ognuno volto a descrivere il risveglio di un diverso animale della fattoria. (...)

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DVD - Make Mine Music
VHS - Silly Simphonies
DVD - Extreme Music Fun
Little Hiawatha
Anno 1937
fonte: Disney Compeniudm
Nelle leggende dei nativi americani, Hiawatha è una figura ricorrente. Alcune versioni della sua storia lo collocano nel XII secolo, altre nel XV o nel XVI secolo, ma tutte concordano nel riferirsi a lui come ad un grande condottiero. (...) Bisognerà aspettare il 1855 perché il letterato americano Henry Wadsworth Longfellow offra un'improbabile stesura definitiva della leggenda nel poema epico The Song of Hiawatha.(...) il poema rende famoso il personaggio, contribuendo a diffonderne le gesta anche all'infuori dell'immaginario degli indiani d'america. Facendo ora parte dell'immenso corpus di fiabe e leggende tipico della cultura anglosassone, è perfettamente naturale che Hiawatha venga preso in considerazione da Disney per entrare nel novero delle Silly Symphony. Ultimo cortometraggio della serie ad essere distribuito dalla United Artist, Little Hiawatha ci presenta però una versione infantile del personaggio. In apertura troviamo quindi il piccolo Hiawatha (in italiano Penna Bianca) mentre naviga tra le acque di un fiume sulla sua piccola canoa.
La vicenda consiste nell'innocente battuta di caccia che il piccolo Hiawatha, dotato di un piccolo arco di legno, intraprende, lanciandosi alla rincorsa di un gruppo di teneri animaletti. Arrivato al dunque, il piccolo non avrà il coraggio di trafiggere un coniglietto impaurito, e questo gli porterà la gratitudine di tutti gli animali del bosco, che si riveleranno pronti ad aiutarlo quando più tardi si ritroverà braccato da un ferocissimo grizzly. La trama è ovviamente semplicissima e, come negli sketch di Pluto, incentrata sulla pantomima del ragazzino, che tra una scaramuccia e l'altra con gli animaletti si ritrova puntualmente in balia degli eventi. A farsi notare non sono certo le gag poco brillanti, bensì il comparto grafico: l'atmosfera naturalistica del cortometraggio è veramente suggestiva, e sia la flora che la fauna ricordano moltissimo Biancaneve e i Sette Nani, in uscita proprio quell'anno, di cui Little Hiawatha costituisce dunque una sorta di prova generale.
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Il Principe e il Povero (The Prince and the Pauper)
Anno 1990
fonte: Disney Compendium
(...)
Gli spettatori che si recano al cinema a vedere il sequel de Le Avventure di Bianca e Bernie trovano una gradita sorpresa ad aprire la proiezione, una featurette nuova di zecca con protagonisti Topolino e suoi amici, impegnati a reinterpretare un classico della letteratura: Il Principe e il Povero di Mark Twain. Curiosamente, per impedire che gli spettatori una volta terminato il mediometraggio se ne vadano dalla sala, viene realizzata una sequenza animata ad hoc in cui i personaggi Disney invitano il pubblico ad attendere in poltrona l'inizio di Bianca e Bernie nella Terra dei Canguri, aiutandolo con un simpatico countdown. Sebbene a occhio nudo sia difficile notare la differenza, questo mediometraggio rappresenta l'ultimo utilizzo della xerografia (..)
Il Principe e il Povero è diretto da George Scribner, già regista di Oliver & Company. Molti sono i grandi nomi coivolti in questo ritorno di Topolino nelle sale cinematografiche: a curare gli storyboard troviamo alcune future glorie come Gary Trousdale, Kirk Wise e Mark Dindal, affianco al veterano Burny Mattinson, già regista di Mickey's Christmas Carol e futuro sceneggiatore di Winnie the Pooh, specialista quindi nel riportare sulla scena personaggi di successo del passato in modo attuale e nel contempo rispettoso dell'originale. Tra i loro nomi si scorge inoltre quello del grandissimo Daan Jippes, uno dei più grandi disegnatori di fumetto Disney. A supervisionare l'animazione troviamo invece i talentuosi Andreas Deja e Dale Baer, qui impegnati a restituire ai personaggi tutta la grinta dei vecchi tempi, modernizzandoli all'occorrenza. Stavolta il cast di personaggi è più ristretto: sono presenti ovviamente Topolino, Pippo, Paperino, Pietro e Pluto usati nel modo più consueto, mentre Clarabella e specialmente Orazio, mostrano un temperamento molto diverso dal solito. Non mancano inoltre le faine, che dopo essere apparse in Le Avventure di Ichabod e Mr. Toad, How to Be a Detective, Mickey's Christmas Carol e Chi Ha Incastato Roger Rabbit?, si candidano ormai a diventare il manipolo di delinquenti per eccellenza dell'animazione Disney.
(...)
Il romanzo di Mark Twain era già stato adattato piuttosto fedelmente da Walt Disney nei primi anni 60, sottoforma di sceneggiato televisivo. Anche in questa nuova trasposizione animata la trama viene seguita in modo rispettoso: tutto è incentrato su un momentaneo scambio di ruoli tra i due personaggi interpretati da Topolino, un simpatico mendicante e un principe annoiato della sua vita. La confusione che ne seguirà sarà utile a portare allo scoperto le trame di Pietro, il capitano delle guardie, intenzionato a prendere il potere con l'inganno, ma comporterà anche una frenetica corsa contro il tempo per rimettere a posto le cose, il tutto narrato in soli venticinque minuti. Mickey's Christmas Carol era perfettamente calibrato per la sua breve durata mentre Il Principe e il Povero risente di una leggera compressione narrativa: i ritmi sono velocissimi, alcuni passaggi sono decisamente troppo rapidi e in generale si sente che la storia avrebbe avuto bisogno di uno spazio maggiore, dato il suo ampio respiro. Ci troviamo comunque di fronte ad un'opera di tutto rispetto, con un accompagnamento musicale epico e una scena, quella della morte del re, veramente drammatica
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DVD - Le Fiabe Disney - cofanetto
DVD - Walt Disney Treasures - Topolino Star a Colori (vol. 2)
DVD - 3, 2, 1... è Natale!
VHS - Il Principe e il Povero
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