giovedì 4 ottobre 2012
Il Gioco di Geri (Geri's Game)
Anno 1998
fonte: la tana del sollazzo
Quanta poesia, malinconia, nostalgia e nel contempo humor nero, in questa Pixar che torna ai corti dopo quasi un decennio! Era da Knick Knack che non ne producevano uno, e adesso che tornano a farlo sono cambiate moltissime cose. Il ragazzo paffuto si è fatto valere arrivando a realizzare Toy Story, primo lungometraggio in computer grafica della storia, e per di più facendoselo finanziare e distribuire dalla Disney, quella stessa Disney che a suo tempo l'aveva cacciato e adesso con la nuova dirigenza Eisneriana sembra interessata a questa nuova forma d'animazione. Sappiamo purtroppo a cosa questo porterà, ma per il momento sono soddifazioni per un giovane team di artisti che è arrivato al suo secondo lungometraggio. Scritto e diretto da Jan Pinkava, Geri's Game viene infatti abbinato ad A Bug's Life anche se in Italia per vederlo bisogna aspettare la vhs, dal momento che i cinema non sono ancora avvezzi a questa pratica Pixariana e il corto viene tagliato. Intanto però si aggiudica l'Oscar, e per giunta meritatissimo vista la storia che racconta: sulle note di un organetto il vecchietto Geri inizia al parco una partita a scacchi...contro sé stesso. La telecamera inzialmente lo mostra alzarsi e andare da un capo all'altro della scacchiera, togliendosi gli occhiali e cambiando di volta in volta personalità, ma ben presto grazie al montaggio frenetico sembrerà allo spettatore che i vecchietti siano effettivamente due, con un notevole effetto surreale alla fine. Insomma un quadretto sulla solitudine degli anziani, esaltante e esilarante al contempo, e per giunta ben animato! Il modello del vecchietto è il primo essere umano pixariano veramente convincente, e che regge a distanza di anni senza apparire troppo datato, addirittura verrà riciclato l'anno dopo all'interno di Toy Story 2 (al quale tuttavia non verrà abbinato un nuovo corto ma la riproposizione di Luxo Jr.), nei panni del restauratore di giocattoli. La Pixar ha trovato la sua strada nella rappresentazione degli umani, aggirando il problema grazie al ricorso alla caricatura, scegliendo giustamente di rifuggire il fotorealismo che sarà invece alla base dell'orrorifica motion capture.
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The Leaping Lamp
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DVD - I Corti Pixar
DVD - A Bug's Life - Megaminimondo
VHS - A Bug's Life - Megaminimondo
Knick Knack (Knick Knack)
Anno 1989
fonte: la tana del sollazzo
Con Knick Knack si chiude questa prima fase pionieristica. Si tratta infatti dell'ultimo corto a venir prodotto per un decennio: gli sforzi della Pixar d'ora in poi saranno tutti per Toy Story, un lungometraggio, e ci sarà poco tempo per concentrarsi sui corti, che rimanevano pur sempre una vetrinetta in attesa di questa grande occasione. Knick Knack è comunque una chiusura ottima per questa fase, visto che si tratta di un concentrato di ritmo, allegria e gag ottimamente riuscite. Siamo in uno scaffale pieno di souvenir, e seguiamo i vani sforzi di un pupazzino di neve per uscire dalla sua boccia nevosa e raggiungere invece gli altri orpelli che se ne stanno a prendere il sole, e fra cui spunta pure una bella bambolina di plastica. Le gag che si susseguono sono veramente divertenti, dinamiche e preludono parecchio al delizioso stile slapstick che assumeranno questi corti in futuro, persino il finale infila un paio di svolte inaspettate. Godibilissimo quindi, anche grazie alla colonna sonora, una musichetta canticchiata davvero sfiziosa. Va segnalato che il corto è approdato nel 2003 nei cinema con Alla Ricerca di Nemo, ma per l'occasione il seno fuori misura della bambolina sarà rimosso dandole un'aria più casta (ma pure più armonica). Qui la versione con seno, qui la versione senza seno.
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DVD - I Corti Pixar
DVD - Alla Ricerca di Nemo
Il Sogno di Red (Red's Dream)
Anno 1987
fonte: la tana del sollazzo
E una volta stupito il mondo bisogna andare ancora avanti, ecco quindi che John e il suo team decidono di osare e raccontano una storia statica e nel contempo molto malinconica. Stavolta il corto dura quasi quattro minuti, ed è un passo avanti considerevole: ci troviamo in un negozio di biciclette chiuso, fuori piove e nell'oscurità abbandonato in un angolo giace un monociclo invenduto, il quale fantastica sui suoi giorni gloriosi che non è chiaro siano avvenuti o debbano ancora avvenire. Parte così una fantasticheria in cui su una pedana da circo (che ha l'aspetto della palla di Luxo) il piccolo "Red" si esibisce, cavalcato da un clown. Il pagliaccio in questione è dai tempi di André il primo tentativo di realizzare una figura umanoide convincente, anche se assai caricaturale, e va detto che è sicuramente riuscito: il clown non appare grottesco come invece sarà il bambino del prossimo Tin Toy, ma va anche tenuto presente che è una figura a metà strada tra un umano e un funny animal. Purtroppo per Red la fantasticheria finisce e ci ritroviamo nuovamente nel negozio al buio mentre la telecamera si sposta all'esterno, togliendo allo spettatore qualsiasi speranza per un domani migliore. Un simpaticissimo esercizio di stile quindi.
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The Adventures of André & Wally B. (The Adventures of André & Wally B.)
Anno 1984
fonte: la tana del sollazzo
Un signore con la barba di nome George si accorse che il paffuto John aveva talento e decise di assumerlo nella sua microunità informatica alla Lucasfilm. Lì John conobbe Ed Catmull e iniziò a lavorare alla sua amata computer grafica, realizzando animazioni di oggetti, prove per spot e dimostrazioni varie da presentare alle fiere informatiche, ma in tutto questo non riuscì a mettere da parte il suo sogno. Lui sapeva che con questa nuova tecniche era possibile raccontare storie, e voleva provarci. Questo non era il motivo per cui George l'aveva assunto, ma gli permise lo stesso di fare questa prova. Per prima cosa John si scelse una storia semplicissima, lunga meno di due minuti: un ragazzotto viene punto da un'ape, una gag semplicissima, che però lui si sarebbe divertito ad arricchire. Per arricchirla serviva personalità, bisognava lavorare sulla caratterizzazione, o non sarebbe stato convincente. Si trattava di modulare delle figure geometriche tridimensionali in maniera da dare loro espressività: il ragazzotto André infatti era una gocciolona, mentre l'ape Wally B un sistema di sfere. Per dare loro mobilità e delle espressioni convincenti si ricorse quindi all'estetica degli anni '30, quella che agli albori dell'animazione tradizionale aveva permesso tante belle cose. Sfere, tubi di gomma, espressioni semplici e immediate, e poi un setting convincente: un bellissimo boschetto con la musica del Barbiere di Siviglia in sottofondo. Era nato il primo corto in CGI. Corto che attirò l'attenzione di un certo Steve Jobs che in quel periodo era stato estromesso dalla sua stessa Apple, e che propose a George di portarsi via i suoi ragazzi, promettendo loro fama e fortuna. George acconsentì e John, che nel frattempo era diventato John Lasseter, lasciò così la Lucasfilm e iniziò il suo cammino che l'avrebbe consegnato alla leggenda.
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DVD - I Corti Pixar
Toy Story 2 - DVD
Contiene:
Toy Story 2 - Woody e Buzz alla Riscossa (Toy Story 2)
Contenuti speciali:
- documentario: Character featurette
- documentario: Music featurette
- finti errori
- documentario: Coolest toy featurette
- cortometraggio:Luxo Junior (Luxo Jr.)
Luxo Junior (Luxo Jr.)
Anno 1986
fonte: la tana del sollazzo
L' ex-sottounità della Lucasfilm era ormai diventata la Pixar, compagnia informatica di sviluppo di hardware e software...con il pallino dei cortometraggi, che Steve Jobs promuoveva pienamente. Due anni dopo il primo esperimento ecco che John Lasseter osservando la sua lampada da tavolo si accorge di quanto antropomorfismo a volte sia celato all'interno di oggetti tridimensionali, anche se di plastica, e si rende conto che potrebbe usare a suo vantaggio la rigidità geometrica di questo sistema di animazione. Ed ecco che il mondo conosce il primo corto canonico della Pixar: una lampada da tavolo bambina che saltella qua e là sotto lo sguardo della madre fino a far accidentalmente sgonfiare la palla con cui sta giocando. Un'altra serie di gag, ma con grande personalità! La gente che lo visiona, anche pezzi grossi del settore, rimangono impressionati dalla cosa e corrono a chiedere a John le cose più inutili tipo se la lampada è maschio o femmina e via dicendo, e John gongola soddisfatto perché capisce che l'illusione è riuscita, e il tutto senza usare occhi, naso, bocca, solo con una lampada da tavolo. Oltre a diventare il logo ufficiale Pixar, Luxo Jr. fornisce uno dei primissimi elementi iconografici pixariani di sempre, che è il disegno della stella rossa su sfondo giallo che caratterizza la palla e che verrà utilizzato spesso e volentieri in seguito. Da notare infine che il corto ha conosciuto un passaggio cinematografico in occasione dell'uscita di Toy Story 2.
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DVD - Toy Story 2
DVD - I Corti Pixar
Toy Story 2 - Woody e Buzz alla Riscossa (Toy Story 2)
Anno 1999
3° lungometraggio Pixar
fonte: la tana del sollazzo
C'è chi lo ha definito il sequel migliore della storia del cinema. Quel che è certo è che Toy Story 2 è giunto proprio nel momento in cui la Pixar aveva bisogno di riconfermarsi dopo la mezza delusione di A Bug's Life. E quale modo migliore di riconfermarsi del riportare al cinema i personaggi da cui tutto è partito? Corre voce che inizialmente la Disney avesse inteso Toy Story 2 come un prodotto economico destinato all'home video. Ma le idee di Lasseter in merito erano radicalmente differenti. Secondo la Pixar un sequel deve essere realizzato dagli stessi creatori del primo film, e deve avere alla base una storia valida. E infatti questo film è una specie di manuale su come un sequel dovrebbe essere fatto, perchè per molti, compreso chi scrive, Toy Story 2 è assolutamente superiore al suo predecessore. La caratteristica principale del fim, che giustifica ogni lode gli sia stata tessuta intorno, è il suo portare avanti il discorso iniziato dal primo, facendo luce su alcune zone d'ombra e problematiche che nel '95 erano state soltanto accennate. Due sono quindi le grandi tematiche inedite su cui questo sequel si basa: innanzitutto la crescita dei bambini e il conseguente abbandono del giocattoli. Se nel primo film l'abbandono c'era ma era visto più come il preferire un giocattolo a un altro, qui si parla di abbandono inevitabile legato alla crescita. La seconda grande tematica è il collezionismo dei giocattoli, l'abitudine dei nerd di svuotare il giocattolo di ogni suo valore ludico. E' il falso miraggio che attira un Woody ancora una volta terrorizzato di essere messo da parte, un modo innaturale di rendersi immortali contro il quale Lasseter si scaglia senza mezzi termini mettendo in scena come antagonista lo stereotipo del nerd grasso senza vita sociale e ripetendo più e più volte che la vera funzione del giocattolo deve essere il divertimento. Per questo e altri motivi si potrebbe definire questo film un Toy Story al quadrato: oltre a un forte innalzamento di tono, un netto miglioramento del film del '95 lo si può vedere sia nella grafica che nella struttura. Innanzitutto qui il cast dei personaggi di contorno, prima relegati sullo sfondo, prende direttamente parte all'azione, unendosi alla pattuglia di salvataggio messa in piedi da Buzz, per salvare Woody. Sarà questo particolare che sul finale permetterà ai ritmi del film di diventare sempre più frenetici, grazie a scene d'azione corali e situazioni di un certo respiro. Memorabile in questo senso il finale all'aeroporto che fa piazza pulita di ogni traccia di claustrofobica limitatezza che nel primo film, diviso tra casa di Andy e casa di Sid, si respirava. Ma non è solo il vecchio cast ad essere utlizzato in maniera egregia, in Toy Story 2 figurano anche alcuni nuovi personaggi, mentre altri che nel primo film venivano solo nominati, come Zurg, acquistano qui il loro aspetto definitivo. Sicuramente un grande affollamento (a un certo punto del film scorazzano tranquillamente addirittura due Buzz Lightyear), tra cui fa una comparsa anche il vecchietto Geri, visto nel cortometraggio Geri's Game. Ma non è il solo: la follia citazionistica Pixar qui prosegue mettendo in scena personaggi di vecchi cortometraggi o di A Bug's Life, nei finti Errori sul Set che come nel film precedente accompagnano i titoli di coda. Molte citazioni puramente cinematografiche sono presenti poi, tra cui quella a Jurassic Park e l'abusatissima, e paradossalmente più riuscita, citazione a L'Impero Colpisce Ancora.
Come nel suo predecessore anche in Toy Story 2 sono presenti delle canzoni. Ma nel 2000 la Pixar ha già imboccato una strada che la allontanerà sempre di più dal musical e la riprova è che di queste tre canzoni solo una, la malinconicissima When She Loved Me, narrante l'abbandono della bambolina Jessie, presenta un'impostazione tradizionale. Le altre due vengono narrativamente giustificate dall'essere trasmesse all'interno di uno show televisivo, e sebbene Woody's Roundup sia un pezzo nuovo, You've Got a Friend in Me altro non è che la riproposizione del tema principale del primo film.
Toy Story 2 fu un grande successo e, purtroppo e per fortuna, rilanciò il concetto di sequel come prodotto di qualità, incentivando la produzione di seguiti di ogni tipo.
I personaggi tornarono in seguito nell'introduzione del direct-to-video Buzz Lightyear da Comando Stellare - Si Parte! e nella serie televisiva in animazione tradizionale che ne scaturì.
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DVD - Toy Story 2
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