mercoledì 26 settembre 2012

Tarzan (Tarzan)


Anno 1999
37° lungometraggio Walt Disney Animation

fonte: la tana del sollazzo
E' il 1999 ed esce quello che può essere considerato grosso modo l'ultimo classico Disney fatto alla vecchia maniera. Tarzan è infatti l'ultimo esponente della cara vecchia scuola dei classici, sempre che per classico s'intenda un prodotto "valido sempre" che accontenti trasversalmente svariati target e non soltanto un lungometraggio appartenente alla filmografia dei Walt Disney Animation Studios. Poche regole sembrano infatti essersi create da sole in 60 anni di eredità disneyana: innanzitutto meno un film è collocabile in un preciso contesto, più può ambire al titolo di classico. Sono quindi benvenuti i film che si svolgono in medioevi immaginari, come Biancaneve o Taron, o in epoche storiche identificate ma pur sempre lontane dalla nostra. Non è un caso che uno dei film Disney universalmente meno apprezzati sia proprio Oliver & Co., ambientato in un'attualissima New York anni 80. Una seconda regola non scritta dei classici è che debbano trattare grandi tematiche: la vita, la morte, l'amore, l'esclusione, la maturazione sono temi semplici, perfettamente in grado di essere compresi da un pubblico infantile ma abbastanza"importanti" per poter essere apprezzati anche dagli adulti. La terza e ultima (?) regola, anch'essa seguita da Tarzan, dice che un classico non deve appartenere a un genere cinematografico ben preciso, ma debba attraversarli tutti in modo da accontentare un pubblico il più vasto possibile.
Tarzan è l'ultimo piatto cucinato con questa ricetta: si svolge nel cuore dell'Africa, in un luogo non contaminato dalla "secolarizzazione" del mondo degi uomini, i quali, quando solo dopo la prima mezz'ora entrano in scena, si scoprono provenire da una classicissima Inghilterra vittoriana. Tarzan inoltre tratta di grandi tematiche come l'accettazione all'interno di una società che tende ad escludere il diverso (e mi riferisco sia agli umani che ai gorilla), l'amore di una famiglia che nasce dalle ceneri di altre due e il desiderio di essere degni del proprio padre, anche se adottivo. Infine, Tarzan è un miscuglio di generi. E' un film drammatico, con un inizio agghiacciante, che mostra in tutta la sua crudezza un infanticidio. E' un film d'azione, e i duelli con il ghepardo Sabor sono uno spettacolo per gli occhi. Non manca il lato comico, benchè sia senza dubbio il meno valido visto che i due comprimari Terk e Tantor sono molto meno interessanti di altre grandi coppie del cinema disneyano come Timon & Pumbaa, e molto spazio è dato pure al romanticismo.
E infine Tarzan rimane comunque un musical: la colonna sonora è infatti opera di un Phil Collins alla sua prima collaborazione con la Disney (collaborazione che proseguirà con Brother Bear e Tarzan 2), che per l'occasione scrive delle canzoni notevolissime, dando loro un tocco assai personale: C'è infatti l'esaltante Two Worlds, l'intro iniziale, assai ricca di atmosfera, la dolce You'll Be in My Heart, ninna nanna che ritorna poi in versione pop nei credits, e soprattutto le grintose Son of Man e Strangers like Me perfettamente a loro agio nel loro ruolo di "canzoni della crescita", che mostrano rispettivamente il passaggio di Tarzan dall'infanzia all'età adulta e la scoperta di un mondo nuovo, quello umano, in cui è presente l'amore. Gli ultimi due brani (e le sequenze animate in cui sono inseriti) sono il fiore all'occhiello dell'intero lungometraggio dato che vantano animazioni notevoli e una regia dinamica. Ci sarebbe anche la jazzistica Trashing the Camp, osannato dal suo stesso autore come il pezzo più spontaneo ma a mio parere la meno interessante.
Il protagonista, animato da un Glen Keane in stato di grazia, è un capolavoro di animazione. Con un viso a lama di coltello, che ne sottolinea la ferinità, e uno sguardo triste e intenso si muove tra le liane a mo' di skate inaugurando la tecnica del deep canvas, che consiste nello "scolpire" in 3d l'ambiente in cui il disegno si muoverà, tecnica che rende la sequenza Son of Man tanto spettacolare da aver dato origine ad alcuni effetti di Treasure Planet. Jane, presenta invece una grazia tutta particolare, si muove in modo diverso dalle altre eroine Disney, è più caratteristica, quasi buffa. La sua voce, le sue movenze, il suo stesso genere di bellezza la rendono una delle eroine Disney più atipiche e indimenticabili. Clayton, l'antagonista, invece presenta un ossimorico mix di virile rozzezza e raffinatezza inglese. Ma i due personaggi più convincenti sono senza dubbio Kala e Kerchack, bisognosa di affetto l'una e malinconicamente rassegnato alla sofferenza l'altro, mostrano due modi diametralmente opposti di reagire a una tragedia. La loro umanità li rende perfettamente credibili nel ruolo di genitori, e sono fra i personaggi che più restano nel cuore al termine della visione.
Il film è diretto da Chris Buck e Kevin Lima, già regista di quel gioiellino di A Goofy Movie, che aveva contribuito a elevare i Movietoons Studios francesi a succursale parigina dei Walt Disney Animation Studios.
Con Tarzan si chiude quindi la fase degli anni '90, iniziata con la rinascita dovuta alla Sirenetta, e la Disney punta verso un nebuloso futuro improntato inizialmente allo sperimentalismo e in seguito alla CGI. E' curioso pensare che quello che doveva inizialmente essere un progetto minore - eh sì, pare che in origine avrebbe dovuto essere il primo progetto originale dei Toon Studios - sia poi finito col raccogliere il testimone di un decennio di grande animazione Disney.

Wikipedia
IMDB

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DVD - Tarzan

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