mercoledì 26 settembre 2012

Bongo e i Tre Avventurieri (Fun and Fancy Free)


Anno 1947
9° lungometraggio Walt Disney Animation

fonte: la tana del sollazzo
Con Bongo e i Tre Avventurieri si afferma una tipologia di film a episodi diversa dalle antologie musicali cortometraggistiche viste in precedenza, visto che il film offre una coppia di storie alquanto diseguali tra loro, entrambe abbastanza lunghe da giustificare il loro futuro rilascio separato, cosa che sarebbe avvenuta un paio d'anni dopo anche con il suo "gemello", Le Avventure di Ichabod & Mr. Toad.
Il titolo italiano non rende perfettamente giustizia a quello originale, apparendo un po' artificioso nel suo accostare forzatamente due ambiti distinti: Fun and Fancy Free si sarebbe potuto tradurre infatti con Svago e Fantasia Gratis, ma agli occhi del pubblico si sarebbe comunque perso il senso originale che intendeva i settanta minuti di durata della pellicola come un momentaneo "stacco" dalle ansie e preoccupazioni che la seconda guerra mondiale si era lasciata dietro. Il vero protagonista del film, che come un bonario presentatore introduce entrambi i segmenti, è una "piccola anomalia" nello scenario lungometraggistico disneyano. Con largo anticipo sugli special televisivi degli anni '50 e sui sequel direct-to-video che dagli anni 90 in poi avrebbero spopolato, viene qui effettuato il ripescaggio di un personaggio apparso in un precedente classico. Non si tratta di un personaggio del Calisota, l'universo narrativo degli "standard characters", e quindi utilizzabile a piacere, ma del Grillo Parlante (Jiminy Crickett) di Pinocchio. Già in Fantasia si era inizialmente pensato di dare a Cucciolo il ruolo che sarebbe stato di Topolino, qui tuttavia il rilancio viene effettivamente compiuto e il Grillo viene rimesso a nuovo per un ruolo che sembra calzargli a pennello: quello dello sdrammatizzatore. La fin troppo melodica canzone Fun and Fancy Free che si ascolta nei titoli di testa del film lo presenta al pubblico senza mai esplicitamente menzionarlo, fa quindi uno strano effetto vederlo entrare in scena cantando I'm a Happy-Go-Lucky-Fellow, canzone "simbolo" di Bongo e i Tre Avventurieri che in poche strofe ne esplicita la filosofia. Il Grillo esorta il pubblico a non abbattersi, e, sminuendo i titoloni catastrofici di un giornale che trova ai suoi piedi, afferma tranquillamente che "ci aspettiam la fine del mondo sin dai tempi di Noè, ma fino ad oggi il mondo non è ancora finito!". Per tutta la sequenza iniziale il Grillo non fa che aggirarsi curiosando nella casa che si scoprirà poi essere di Luana Patten, la piccola attrice Disney che aveva recitato spesso e volentieri a fianco di Bobby Driscoll. Il primo segmento, Bongo, viene introdotto proprio per rallegrare un orsacchiotto e una bambola appartenenti a Luana.


Bongo (Bongo)
Il disco che il Grillo mette su contiene una delicata "fiaba sonora" cantata e raccontata dall'allor celeberrima cantante Dinah Shore (che già aveva partecipato ad un brano di Musica Maestro l'anno prima). E' la storia di un orsetto da circo che dopo essere fuggito nei boschi si mette alla ricerca della sua ferinità. Atmosfere alla Bambi ma un tratto decisamente caricaturale e morbido rendono Bongo un gioiellino di semplicità, perfettamente intelleggibile per un pubblico di bambini. Appaiono oggi un po' old-fashioned le due canzoni cantate dalla Shore, Lazy Countryside e Too Good to be True, tema d'amore che segue l'incontro con l'orsetta Lulubelle, rimane fresca e genialissima invece Say it with a Slap, cantata da un coro di orsi, che mette Bongo davanti alla sua inadeguatezza di animale, ostentando un tipo di effusione per lui sconosciuta: lo schiaffo. Bongo, nella sua mezzoretta, segue perfettamente la struttura di un lungometraggio, concludendosi con una battaglia contro l'antagonista Lumpjaw. L'estetica di Bongo è alquanto particolare: i due protagonisti sono senza dubbio teneri, ma hanno nel contempo un' espressività elevata, cosa atipica per due personaggi "carini". E' inoltre interessante tener presente il fatto che inizialmente questo doveva essere uno spin-off di Dumbo, con l'orsacchiotto in fuga dal circo Casimiro, idea probabilmente accantonata a causa dell'avversione di Walt verso ogni forma di sequelizzazione del mondo dei "classic characters".


Topolino e il Fagiolo Magico (Mickey and the Beanstalk)
Finito Bongo, il Grillo trova un invito per la padroncina di casa a partecipare ad un rinfresco tenuto a casa dell'allora celeberrimo ventriloquo Edgar Bergen. Lo spettatore segue il Grillo, che decide di autoinvitarsi alla festa, ponendo così le basi per introdurre il segmento del Fagiolo Magico, che verrà a più riprese interrotto da questi particolarissimi inserti live action. La storia è infatti raccontata da Bergen, che si avvale spesso delle interruzioni dei suoi due pupazzi Charlie e Mortimer per movimentare la serata. Le interruzioni sono frequenti e i pupazzi divertenti ma grotteschi e datati, non stupisce quindi la scelta, che sarebbe stata compiuta anni dopo, di sostituire il narratore con Pico de Paperis, in quelle sequenze disegnate appositamente per l'edizione singola di Topolino e il Fagiolo Magico.
E' la primissima (e unica fino a I Tre Moschettieri) apparizione lungometraggistica del Trio, che si era "sciolto" alla fine degli anni '30 quando Paperino aveva preso una strada diversa, trasferendosi nella Paperopoli di Carl Barks. Il feeling tra i tre viene qui ricreato ad un livello superiore, un registro più alto e più adatto all'avventura che i tre andranno a reinterpretare. La storia è nota, è quella di Jack e il Fagiolo Magico, benchè venga resa più complessa dall'espediente dell'arpa rubata e della carestia. E' l'occasione per presentare alcune tra le migliori sequenze coi tre di sempre come la scena della mensa "frugale" o la nottata passata a volteggiare addormentati tra i rami del fagiolo.
Topolino e il Fagiolo Magico presenta un buon numero di canzoni, due delle quali cantate dall'arpa, My, What a Happy Day e la dolcissima My Favorite Dream. Si ricordano volentieri anche la canzone che canta Willie il gigante Fee Fi Fo Fum ma soprattutto la bellissima reinterpretazione di Funiculì Funiculà ad opera di Pippo, che canta a squarciagola in attesa del pranzo. Il finale è metanarrativo e vede il gigante Willie scoperchiare la casa di Bergen salvo poi andarsene quatto quatto a spasso per Burbank, sotto lo sguardo benevolo del Grillo Parlante.

Fun and Fancy Free, uscito nel 1947 dopo il mezzoflop di Musica Maestro, inaugura così una stagione di successi ponendo le basi per la ripresa degli anni 50 e lanciando il Grillo nel ruolo di maestro di cerimonie che ricoprirà sempre più spesso nella produzione di special televisivi su cui negli anni successivi gli studios si sarebbero concentrati.
Il Grillo farà poi un'altra apparizione cinematografica nel mediometraggio Canto di Natale di Topolino (1983) che ripescherà, in un ruolo più maturo, anche un altro personaggio di Bongo e i Tre Avventurieri: il gigante Willie, che affidato alla matita dell'astro nascente Glen Keane, saprà mostrare al pubblico il suo lato più saggio e meno infantile.

Curiosità: come accennato nel documentario pubblicato nell'edizione in DVD, questo è l'ultimo cartone in cui Topolino è doppiato da Walt Disney (con una registrazione del 1941)

Wikipedia
IMDB

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DVD - Bongo e i Tre Avventurieri

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