sabato 22 settembre 2012

Biancaneve e i Sette Nani (Snow White and the Seven Dwarfs)



Anno 1937
1° lungometraggio Walt Disney Animation

fonte: la tana del sollazzo.
Il primo lungometraggio di animazione della storia è l'Apice del processo evolutivo compiuto da Walt nel decennio che già aveva visto, sempre per opera sua, il vittorioso ingresso del sonoro e del colore.
La Follia di Walt, come veniva all'epoca chiamato il progetto Biancaneve, era forse la scommessa più rischiosa che gli studios avevano fatto: se Biancaneve avesse fatto flop non sarebbero più esistiti gli studi Disney. Non appariva minimamente pensabile, e ancor meno credibile, che uno spettatore potesse resistere seduto più di un'ora a guardare dei disegni animati. Oltre ad essere ritenuto esteticamente stressante, nessuno poteva concepire una simile durata per uno spettacolo esclusivamente umoristico. La geniale intuizione di Walt stette nel mettere in discussione il principio per cui cartone = umorismo , decidendo di conferire al suo film una massiccia dose di drammaticità. Sbalorditivo il modo in cui la recitazione di Biancaneve e i Sette Nani sia stata nobilitata e resa credibile da quest'espediente, riuscendo a eludere il rischio-ridondanza che tanto avrebbe nocciuto all'illusione scenica.
C'è però da dire che, sebbene si noti un grandissimo lavoro compiuto per rendere sufficientemente realistiche le figure della protagonista e del Principe, i personaggi migliori del film rimangono i nani, figure umoristiche e caricaturali, autentica manna per gli animatori di allora, specializzati proprio in questo. E' proprio durante una delle loro scene che paradossalmente il realismo raggiunge il suo massimo: quando ci viene mostrato Brontolo, il personaggio con più spessore, fissare il letto di morte di Biancaneve con un'espressione distrutta.
L'elevato numero di canzoni presenti in Biancaneve e i Sette Nani suggerisce l'enorme importanza data da Walt alla musica. Le scene cantate oliano alla perfezione gli ingranaggi della storia aiutando a farla procedere, e allo stesso tempo giustificando una maggior libertà espressiva nelle scene più movimentate. Walt se ne avvale intelligentemente creando una serie di espedienti volti a mimetizzare questi momenti senza far sentire troppo allo spettatore lo stacco tra cantato e parlato. Ecco quindi Bluddle-Uddle-Um-Dum, scenetta comica del lavaggio dei nani, venire introdotta gradualmente da una serie di battute ritmate, e la telecamera allontanarsi di frequente da Biancaneve per non inquadrarla troppo spesso nel poco naturale atto di cantare. L'espediente funziona in With a Smile and a Song, Whistle While You Work e soprattutto nella canzone principale del film Some Day My Prince Will Come, creando quindi i primissimi casi di cantato fuoricampo della storia dell'animazione, tecnica che sarebbe stata usata massicciamente negli ultimi film degli studios come Tarzan e Lilo & Stitch. Il terzo espediente usato per contrabbandare una canzone è quello che la "giustifica" all'interno della storia, sfruttando un momento in cui è legittimo pensare che un personaggio stia cantando: è il caso di The Silly Song, spettacolino che i nani improvvisano per Biancaneve. Il duetto tra Biancaneve e il Principe, I'm Wishing/One Song, e la simpatica Dig-Dig/Heigh-Ho, che sarebbe diventata il brano più celebre del film, infine mostrano come si possano creare sequenze musicali "doppie" accostando due brani distinti ma presentati senza soluzione di continuità, così da ridurre al minimo il problema dell'inserimento di troppe canzoni, che vengono in questo modo recepite come un blocco unico dalla mente dello spettatore. Ci sarebbero state anche You're Never too Old to be Young, una variante della tirolese dei nani, e Music in Your Soup, già animata ma tagliata perchè superflua alla storia. Biancaneve e i Sette Nani è infatti valorizzato da un montaggio eccellente che fa risaltare la concisione della sceneggiatura. La pignoleria di Walt ebbe di che scatenarsi tagliando ogni sequenza, anche brevissima, che secondo lui potesse rallentare la narrazione e incrinare l'illusione.
Venne ricompensato. Non solo Biancaneve salvò gli studios dalla bancarotta coprendo totalmente le sue spese ma ebbe un successo senza precedenti e impresse una svolta alla storia dell'animazione condannando il cortometraggio a un lento ma inesorabile declino. Walt non sarebbe più riuscito a ripetere un simile colpaccio fino a Cenerentola, che sarebbe uscita solo tredici anni dopo, collezionando nel frattempo tiepidi successi quando non pesanti flop. Questi personaggi-simbolo sarebbero poi stati riutilizzati nei fumetti da artisti italiani del calibro di Federico Pedrocchi, Guido Martina e Romano Scarpa, che con personaggi come il Mago Basilisco e Re Arbor avrebbero contribuito non poco alla crescita di questa dimensione fantasy. Nell'animazione non avrebbero però più fatto capolino, se si escludono spot e special televisivi, a causa della mancata partecipazione di Cucciolo a Fantasia e della petizione che negli USA ha bloccato la produzione del relativo cheapquel.



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