martedì 11 agosto 2015

Bolt - Un Eroe a Quattro Zampe (Bolt)



Anno 2008
48° lungometraggio Disney

fonte: Disney Compendium
La svolta dirigenziale che ha investito la Disney Company e che ha portato John Lasseter a diventare capo dei Walt Disney Animation Studios, ha avuto effetti sicuramente positivi sulla produzione di film animati. Il lancio dello short program, la decisione di dare una seconda possibilità all'animazione tradizionale e la crescita qualitativa dei lungometraggi hanno portato ad una vera e propria rinascita. Prima di varare nuovi progetti, Lasseter si è trovato però a dover portare a termine i vecchi, concepiti durante la gestione precedente, dando loro una forma accettabile, prima di cominciare a fare sul serio. Lasseter aveva in mente di riportare in scena quanto prima le fiabe, i musical e l'animazione tradizionale, ma per il momento bisognava affrontare i progetti di stampo più contemporaneo sviluppati finora. Dopo aver aggiustato I Robinson, fu necessario rivedere completamente la sceneggiatura del film successivo, American Dog. Si trattava di un progetto personale di Chris Sanders, che dopo Lilo & Stitch, intendeva raccontare un'altra storia di alienazione, quella di un cagnolino star della televisione, che si ritrovava ad attraversare gli USA, facendo strani incontri. Agli occhi di Lasseter il progetto di Sanders non funzionava, ed era necessario rielaborarlo. Sanders non riuscì ad accettare la cosa e preferì lasciare la Disney, approdando alla Dreamworks, e portandosi dietro il personaggio di Ogo, il gattino con un occhio solo, nato durante la lavorazione del film e concessogli da Lasseter come regalo d'addio. Andato via Sanders, il progetto venne ribattezzato Bolt e venne totalmente reinventato dandogli un'impronta sicuramente meno personale, ma una struttura funzionante. (...)
Il film racconta dell'affrancarsi di Bolt dal mondo dello spettacolo che gli ha costruito intorno una realtà fasulla, e quindi non risparmia alcune argute critiche al sistema televisivo, rappresentato in modo malato ma assolutamente convincente. Il cast umano è ricco di figure assolutamente azzeccate: la padroncina Penny non è granché, dovendosi ritrovare ad incarnare per esigenze di copione uno stereotipo, ma in compenso il suo irritantissimo agente, il regista invasato, la brusca “Mindy Parker del network“ sono tutte figure riuscitissime. Il fittizio telefilm in cui recita Bolt è inoltre la perfetta proiezione moderna di quelle vecchie serie tipo Lassie o Furia, ripiene in modo quasi grottesco di cliché e stereotipi, che vengono qui parodizzati con intelligenza. L'unico personaggio che avrebbe meritato un maggior sviluppo è il malvagio Dottor Calico, il villain della serie che non viene mai mostrato fuori dal set, quando invece sarebbe stato interessante approfondirlo e magari mostrare come lontano dai riflettori mostrasse un temperamento opposto. (...)

Bolt è il primo film Disney in CGI a non risentire del forzato passaggio a questa nuova tecnica. Le incertezze di Chicken Little e I Robinson sono ormai storia antica, e da qui in avanti gli studios si impadroniscono di questa tecnica e la fanno propria. La resa dei personaggi animali è a dir poco impeccabile, mentre per quanto riguarda gli umani, le rivoluzioni che apporterà Glen Keane con Rapunzel sono ancora distanti, e si preferisce ricorrere alle collaudate caricature di stampo pixariano. Lo scenario contemporaneo e le atmosfere urbane, solitamente prerogativa di altri studi ma molto distanti dalla sensibilità fiabesca dei WDAS, vengono qui stemperate dal ricorso al NPI (Non-Photorealistic Rendering) che permette di dare una resa pittorica ad alcuni sfondi. In questo modo il look altrimenti prosaico del setting cittadino si tinge di magia, rivelando la strada che gli studios intendono percorrere per dare alla loro CGI un'impronta personale. Questo sentiero era già stata imboccato a partire da Chicken Little, tanto incerto sul piano tecnico, ma assolutamente deciso su quello cromatico e stilistico, ma raggiunge un nuovo traguardo con la sequenza Barking at the Moon.
  • Barking at the Moon - Bolt ha una buona colonna sonora firmata da John Powell, ma strutturalmente non è un musical. Tuttavia contiene una bellissima sequenza musicale, cantata fuoricampo mentre un sapiente montaggio ci mostra il viaggio del trio composto da Bolt, Mittens e Rhino attraverso l'America. Questo brano country è molto importante nell'economia della storia, perché descrive la trasformazione di Bolt in un autentico cane, libero dai vincoli del mondo dello spettacolo. Oltre ad essere assolutamente ben riuscita, questa scena costituisce una sorta di preview di ciò che la CGI degli studios ha in serbo per gli anni a venire. Il sopracitato rendering pittorico viene utilizzato in dosi massicce, dando agli scenari naturalistici l'aspetto di dipinti bidimensionali. Le fronde degli alberi sono chiazze di colore verde, e le montagne innevate mostrano vere e proprie pennellate bianche che accentuano la resa impressionista del tutto.
  • I Thought I Lost You - I titoli di coda sono arricchiti da simpatici disegni in 2D e vengono accompagnati da questa canzone, che altro non è che un ipotetico duetto tra Bolt e la padroncina Penny, cantato dalle loro voci originali: John Travolta e Miley Cyrus.
  


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BluRay - Bolt - Un Eroe a Quattro Zampe

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